L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 23 - 4 dicembre 2005

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Il convegno sulla Bossi-Fini

Esaminati ed analizzati i complessi problemi dell'immigrazione alla luce della vigente normativa


Sabato 12 novembre, nella sala consigliare del comune di Fossato di Vico si è tenuto un incontro sull’immigrazione, promosso dallo Sportello Immigrati delle Acli con il patrocinio del Comune dal titolo: La Legge "Bossi-Fini", dopo 3 anni: quale bilancio?

 

Un’iniziativa interessante il cui intento è stato quello di cercare di dare un volto e una voce alle preoccupazioni legate al problema lavoro, alle attese e alle speranze che vi sono connesse.

 

Il presidente del circolo, Giovanni Pascucci, ha aperto i lavori ringraziando il Sindaco per aver reso possibile l’iniziativa; subito dopo si è addentrato nel vivo dei lavori evidenziando i tratti salienti del fenomeno migratorio locale.

 

"Può sembrare logico domandarsi perché le Acli si occupano di queste cose. La risposta più semplice sta nella convinzione che bisogna conoscere bene la realtà di un fenomeno complesso e pieno di sfaccettature, come quello dell’immigrazione. Un fenomeno in futuro che, ci piaccia o no, è destinato a crescere". Le Acli, sin dal loro nascere, si sono interessate di emigrazione e per stare vicino ai nostri connazionali che emigravano, tanto che si sono aperte le sedi delle Acli all’estero. Ora che il fenomeno si è capovolto, siamo sempre attenti e disponibili a dare una mano attraverso le nostre strutture agli immigrati in tutte le nostre sedi. Ci interessiamo e continueremo ad interessarci, come Associazione, al sostegno e all’accompagnamento degli immigrati. Dobbiamo renderci conto di quanto pesi nella concretezza del quotidiano il rispetto e le procedure della Bossi-Fini, ha continuato il presidente.

 

Quindi Pascucci, ha invitato Marta Ginettelli, responsabile dello Sportello Immigrazione dell’egubino-gualdese, a fare una sintesi dei dati raccolti, con la collaborazione dei comuni aderenti all’area della Comunità Montana Alto Chiascio, alla quale è stato aggiunto il comune di Nocera Umbra per capire quanto è vasto ed importante tale fenomeno. Lo Sportello di accoglienza per immigrati, attivo a Fossato di Vico dal 2002, si propone di lavorare in sintonia con le pubbliche amministrazioni, gli enti locali e le associazioni di volontariato presenti sul territorio, per attivare interventi di formazione e assistenza negli ambiti legali, sanitari e sociali, dando agli stranieri informazioni, consulenza ed orientamento sulla legislazione vigente e su tutto ciò che favorisce e facilita l'avviamento al lavoro. Allo stesso tempo promuove tra gl’italiani l'educazione alla mondialità e alla solidarietà, tramite iniziative sociali e culturali pubbliche, privilegiando la scuola come luogo ideale per la conoscenza e la comprensione dell'altro.

 

Luigi Andreucci, responsabile dell’Ufficio Immigrazione del Patronato Acli di Perugia, ha avuto il duplice ruolo d’introdurre e coordinare i lavori; ha affermato che in Umbria attualmente ci sono 50.000 emigrati appartenenti a 109 nazionalità, di questi il 20% sono in età scolare, un’alta percentuale è in età lavorativa tanto che si sta passando sempre più da lavori non qualificati a lavori qualificati e qualificanti.

 

Mauro Monacelli, sindaco di Fossato di Vico, ha affermato che il fenomeno migratorio è in continua evoluzione e quindi è una reale necessità prenderne atto. La situazione che sta avvenendo in Francia deve stimolare quantomeno una riflessione che è sicuramente uno sforzo per una integrazione. Pur non entrando nel merito legislativo il sindaco ha evidenziato come la Turco-Napolitano prima, e la Bossi-Fini ora, mostrano un po’ di inadeguatezza.

 

Don Lucio Gatti, delegato della Caritas Regionale, ha esposto il fenomeno immigrazione a livello di globalizzazione, in quanto è una realtà che va guardata in un contesto Europeo e mondiale. "Non possiamo mortificare questa potente molla di sviluppo, non mortifichiamo l’immigrazione nella sua fase di partenza e non mortifichiamo l’immigrazione nella sua fase d’insediamento poiché i disperati che scappano dalla propria terra è perché vi regnano miseria, carestia, guerra e l’assoluta mancanza di prospettive".

 

Alessandro Maria Vestrelli, responsabile della sezione immigrazione della Regione, ha esordito affermando che qualche tempo fa era solito considerare l’immigrazione una questione da non trattare emotivamente, mentre da un po’ di tempo ha ampliato il suo pensiero sostenendo che il fenomeno migratorio va trattato anche emotivamente, affiancandovi un emotività positiva. "Solo se si ha il coraggio di porsi in sintonia con il disagio si può capire il problema nelle sue fondamenta e cercare, ove possibile, di porsi in un atteggiamento concreto, volto a risolverlo. Mai come in questo tempo abbiamo bisogno di profeti che ci indichino la giusta via". Il 6,6% della popolazione Umbra è straniera, o meglio quella popolazione regolare poiché a questi dati vanno sommati quelli delle persone non in regola, siamo la seconda regione con il maggior tasso d’immigrazione, certamente non possiamo permetterci di affrontare tali dati con superficialità. E’ una sfida che non ha soluzioni, ma è soprattutto una questione morale che riguarda ognuno di noi. Poiché le persone circolano, ma vivono sulla stessa terra occorre giungere "all’alchimia della felicità".

 

Stella Cerasa, responsabile del Centro Ascolto della Caritas di Perugia, ha evidenziato la grossa incertezza che scaturisce dalla non piena conoscenza del fenomeno, tanto che "siamo soliti considerare gli immigrati come persone che devono lavorare per il numero di ore che noi scegliamo e poi scomparire", come se non esistessero.

 

Elisa Faraoni Brunelli, dirigente scolastica di Sigillo, ha affermato di avere 73 studenti immigrati all’interno della varie classi e, i molteplici problemi a cui si va incontro con bambini provenienti da diversi paesi stranieri, dalla questione dell’inserimento a quella dell’integrazione; per questo la legge Bossi-Fini deve essere un punto di partenza, e non di arrivo.

 

Ottavio Giombetti, responsabile del Centro per l’Impiego di Gualdo Tadino, ha trattato l’aspetto prettamente lavorativo, auspicando un dibattito su questioni pratiche, volte a migliorare le condizioni degli immigrati; è ingiusto che per il rinnovo del permesso di soggiorno occorrano fare delle file estenuanti di fronte agli uffici della questura, sin dalle prime ore della notte.

 

All’incontro hanno preso parte, tra gli altri don Raniero Menghini, assistente spirituale delle Acli della zona eugubino-gualdese, l’assessore Valentino Facchini del comune di Sigillo, il consigliere Comunale di Costacciaro Maria Lucia Conti, il presidente e il direttore del Patronato Acli di Perugia Giancarlo Cricco e Massimiliano Assalve.

 

Marta Ginettelli

FOSSATO DI VICO

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