L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 23 - 4 dicembre 2005

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OPERE PUBBLICHE

Ritardi e progettazioni


06opere0523.jpg (30117 byte)Fra le cose che sono state evidenziate nel corso dei lavori del recente convegno organizzato dalla sezione dei DS di Cerqueto sui problemi della viabilità e dei trasporti, chi ha seguito con attenzione ha colto due elementi che sono motivo di riflessione: il territorio gualdese è oggetto di una serie di interventi nel settore della viabilità che non ha precedenti (Flaminia e direttissima Perugia-Ancona), che dovrebbero concludersi nel 2007; i lavori in corso hanno subito ritardi rispetto ai tempi preventivati perché, in corso d’opera, sono emerse difficoltà che non erano state previste nei progetti.

 

Difficoltà non previste sono emerse nello scavare le gallerie in comune di Valfabbrica dove il sottosuolo ha evidenziato una conformazione che ha giustificato a suo tempo la sospensione dei lavori da parte dell’Impresa Grassetto, difficoltà di altro genere sono emerse nel tratto della Flaminia compreso fra Gualdo Tadino ed Osteria del Gatto dove, in sede di esecuzione dei lavori, si è evidenziato che il fondo valle non appariva sufficientemente solido per sostenere le opere della nuova arteria in costruzione. In altri termini, se le cose fossero state fatte come dovuto, con opportuni saggi sul terreno nel corso della progettazione, le due opere pubbliche avrebbero già potuto essere fruibili.

 

In questi giorni in Val di Susa le popolazioni contestano le operazioni di carotaggio che vengono eseguite per conoscere la natura del terreno che dovrà essere perforato per la TAV Torino-Lione; nel caso nostro ci sono state? Certo, attraversando un terreno, dove si incontrano due laghetti in cui si pratica la pesca sportiva, sul quale le carte topografiche evidenziano toponimi come Fonticole e Le Pantane, ed i campi bonificati e messi a cultura alla fine del ‘800, sono solcati da numerosi fossi di drenaggio, non dovrebbe essere stato difficile prevedere che la natura del sottosuolo era tutt’altro che stabile; e aggiungiamo che, nel 1935, quando fu costruito il grande elettrodotto che costeggia la nuova arteria, le operazioni di consolidamento delle fondamenta dei tralicci impegnarono per mesi gli agricoltori della zona con i loro carri agricoli che erano allora i mezzi più diffusi ed idonei al trasporto di pietrame dalle cave.

 

Certo, nel terzo millennio, fa sorridere che un’opera pubblica abbia subìto ritardi per le difficoltà riscontrate nella natura del terreno.

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