L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 7 - 4 aprile 2004

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La Santa Pasqua a Sigillo

Le chiese accentrano la vita sigillana: nella pace delle loro volte silenziose e profumate d’incenso e di fiori, si raccoglie la nostra gente per aprire nell’intimitÓ della preghiera il cuore a Dio. Infatti, a cominciare da quelle "ricordative" tutte le feste hanno inizio e fine ai piedi dell’altare. Nel calendario religioso sigillano al tempo degli Statuti (1616), i Priori ed il Consiglio avevano stabilito per la nostra terra queste feste comandate e infrascritte sotto pena per i trasgressori e per ciascuna di loro.

Il Giovedý Santo, nella chiesa parrocchiale, si fa la "lavanda dei piedi" in memoria che nell’ultima cena il Signore lav˛ i piedi agli Apostoli. Dopo il Gloria si legano le campane e le funzioni vengono annunziate con le "Battistangole", formate da una tavola di noce con manico e alla quale vengono attaccati due pezzi di ferro, giranti sui cardini, e che sbatacchiano con forti rumori. Segue il "battustino" per la prima ed ultima volta. A Villa Anita, la Confraternita di San Giuseppe, con 80 figuranti, ricorda il "Processo a Ges¨". Al calar delle tenebre, dal convento delle Monache, esce il Cristo Morto, che viene portato nella chiesa dei Padri Agostiniani al canto del Miserere.

Il Venerdi Santo, azione liturgica nella Chiesa di S. Agostino. Alla sera, sempre organizzata dalla Confraternita di S. Giuseppe, grandiosa processione del Cristo Morto, con il Cireneo che aiuta a portare la Croce al Cristo scalzo e in catene legate ai piedi; ai lati vi sono soldati romani, Pie Donne, e numerosi figuranti con cavalli. Poi, in un punto del Paese, Ŕ ricordata la Crocifissione e la morte di Nostro Signore.

Sabato Santo, giorno di lutto al sepolcro del Signore, ed il mattino il Cristo Morto Ŕ riportato nel Convento delle Suore Agostiniane. Nella chiesa si benedicono i cibi ed a mezzanotte la statua del Cristo risorto entra trionfalmente in chiesa al suono delle campane.

Il Cristo Morto, verso il quale la popolazione sigillana ha una gran venerazione, Ŕ scolpito in legno pregiato ed Ŕ opera di singolare valore artistico, d’antica data. La magnifica urna, entro cui si trova, come in una bara, Ŕ dell’anno 1906, frutto d’offerte raccolte, non solo in paese, ma anche in America, e vi figurano offerenti, oltre alle famiglie sigillane, anche di Costacciaro, Collina di Purello, Borghetto e di Vaccara di Gualdo, tutte famiglie residenti a Hibbing. L’urna Ŕ d’ottone in stile gotico, con colonnine, archi e guglie, Ŕ ben lavorata e copre maestosamente il Divin Salvatore.

Giuseppe Pellegrini

SIGILLO

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