L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 7 - 4 aprile 2004

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Presentato Mauro Monacelli, candidato sindaco del centro sinistra

Fossato di Vico, sala del Teatro Comunale, 22 marzo, ore 21: il centro-sinistra presenta il suo candidato a sindaco al "popolo del centro sinistra". L’impatto è molto positivo. La sala è colma, anzi tracima nella saletta d’ingresso. Ci sono tutti i vecchi reperti dell’archeologia politica ed ideologica della sinistra, ma ci sono anche i giovani, forze fresche e combattive."I miei amici" li definisce Monacelli, che chiameremo confidenzialmente Mauro per distinguerlo dall’attuale sindaco. Il centrosinistra ha nel cuore una speranza: forse questa volta davvero qualcosa cambia, forse è la svolta: mandare a riposo la vecchia sinistra, mettere le basi per il futuro.

Quando si comincia la platea è attenta, concentrata. L’attenzione è rivolta a quella figura snella, pallida, immobile sul palco. Non c’è avversione, c’è attesa per capire se sarà l’uomo giusto per il ritorno al Palazzo. Di certo non ci sono le divisioni e lo scetticismo di altre occasioni. E’ questo che fa dire al segretario DS Bonerba "la sinistra è unita ed allargata". C’è voglia di rivolgersi all’esterno per dire: a Fossato ci siamo anche noi e ci mettiamo in gioco. Non siamo inferiori alla destra. Vogliamo proporre le nostre idee, la nostra visione del mondo, affermare la nostra presenza. Quando il candidato sindaco comincia a parlare un fremito di speranza attraversa la platea. L’avvio è rotto dall’emozione, ma il candidato sindaco ispira simpatia. Il personaggio ha toni bassi, cadenze rassicuranti. Soprattutto è vero. Non si erge a condottiero, non ha espressioni invadenti o battute ad effetto, ma è deciso e determinato. Illustra le proposte del programma e mette al primo posto lo sviluppo economico. Non è lo sviluppo economico alternativo; sì è proprio quello capitalistico, fatto di investimenti e profitti. E’ una novità nel centro sinistra: lo sviluppo economico entra nei valori principali. Forse ci si avvia verso un riformismo moderno e concreto. Ora bisognerà vedere se rimarrà un’affermazione di principio o se invece questo nuovo gruppo si proporrà come motore trainante dello sviluppo fossatano.

Quando si passa all’ambiente, al Parco (cui è riservata una professione di fede) le argomentazioni si fanno più fumose. Bisognerebbe capire meglio se lo "sviluppo sostenibile" significa l’utilizzo della risorsa ambiente per l’uomo, dunque un elemento dello sviluppo economico oppure tutela della natura fine a se stessa, in linea con le tendenze elegiache del fondamentalismo verde sempre latente nelle file del radicalismo di sinistra. Ma le affermazioni sull’eolico tranquillizzano un po’ su questo aspetto. Sulla scuola c’è un rimando per accertare come stanno le cose ("per decidere sull’Istituto comprensivo dobbiamo sentire gli addetti ai lavori") poi c’è qualche ingenuità sul Museo per la Civiltà Contadina, indicato come esempio culturale, ma sostanzialmente le intenzioni sono buone.

In particolare non si sente la faziosità preconcetta che in passato ha caratterizzato la minoranza; anzi non una critica all’amministrazione, se non quella sul degrado degli impianti sportivi ed una opportuna sottolineatura sul ruolo "propositivo" della sua candidatura. Ma quello che ci ha più sorpreso è stato il ripetersi più volte del termine "buonsenso", che anche questo è una novità nella sinistra.

Molto più schematici sono invece apparsi gli interventi del "gruppo di lavoro" che affianca il candidato a sindaco, il quale deve rendersi conto che la riuscita presentazione serale non è il punto di arrivo, ma il punto di partenza della campagna elettorale. Una campagna elettorale difficile e da combattere con un concorrente (e non un nemico) che ha ben operato e non ha nulla da rimproverarsi, mentre il suo schieramento proviene dai fallimenti delle ultime legislature, le quali hanno allontanato irrimediabilmente la sinistra dal Palazzo.

Ce la farà Mauro Monacelli ad invertire la tendenza e ridare la possibilità ai cittadini che vogliono votare per una sinistra riformista, moderna e solidale e che sono stati costretti a votare per il centro destra ostacolati da una sinistra vecchia e perdente? Mauro deve convincere il "suo" popolo della sinistra che c’è una "nuova" leadership, aperta alle esigenze del popolo della sinistra e della società civile, che ha sostituito la precedente. Contemporaneamente deve convincere l’elettorato che il centro-sinistra ha voltato pagina.

Da questo punto di vista il discorso d’investitura è stato abbastanza povero di indicazioni. E’ stato incentrato quasi esclusivamente sulle indicazioni programmatiche e molto poco sugli obiettivi politici. Mai è stata pronunciata la parola "nuovo" per intendere il superamento, una rottura col passato che l’elettorato avrebbe molto gradito. Tuttavia questo è stato il primo impatto, il primo approccio politico con il pubblico e non si può pretendere che tutto sia perfetto ed al posto giusto. Sarà il prosieguo della campagna elettorale a sgombrare il campo dagli equivoci e chiarire il suo ruolo. Il consiglio che si può dargli è di assumersi le responsabilità in prima persona con un atteggiamento deciso ed innovativo e non tergiversante, per non provocare una sensazione di una mancanza di coraggio e di un comportamento imbelle. Solo in questo modo ci si può acccreditare presso l’opinione pubblica della credibilità necessaria per vincere.

Ottavio Giombetti

FOSSATO DI VICO

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