L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 6 - 21 marzo 2004

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Gli albanesi a giudizio

Rievocati i fatti di sangue del Natale 2002 e del gennaio seguente

A poco pi¨ di un anno dal Natale di sangue che turb˛ l'ambiente gualdese, fra il 2002 e l'inizio del 2003, presso il Tribunale di Perugia nei giorni scorsi si Ŕ aperto il processo contro gli autori del massacro di Dino Fimati presso Assisi e della faida albanese che insanguin˛ le strade gualdesi.

L'imputato principale della seconda vicenda, allo stato attuale risultato irreperibile (quindi non presente in aula), sarebbe un 25enne originario di Scutari accusato di essere colui che affond˛ il coltello nel corpo di Alfred Gega e del compaesano Clarim Dedushi, originari entrambi di Mirdite; il primo morto immediatamente sul piazzale della stazione ferroviaria nel corso di un regolamento di conti, l'altro salvato dall'immediato intervento effettuato con perizia dai medici dell'ospedale "Calai".

Davanti ai giudici perugini (Sandro Cossu, presidente, e Maria Giuseppa Fodaroni, giudice a latere) sono comparsi gli altri imputati tutti originari di Scutari e di Durazzo e le udienze si sono incentrate sulle deposizioni fatte dai quindici carabinieri che hanno condotto le indagini e da alcuni testimoni dei fatti.

Dalla ricostruzione dei fatti operata dal pubblico ministero Gabriele Paci, Ŕ emerso che la violenza tribale esplosa a Gualdo Tadino nel Natale 2002 sarebbe stata determinata da "vecchi rancori e dissapori, forse legati alla droga, alla prostituzione e al giro dei night".

Il procedimento per l'omicidio di Dino Fimati vede invece alla sbarra altri cinque albanesi (tre come esecutori e due come mandanti), che sarebbero venuti espressamente da Torrita di Siena, a causa del mancato pagamento di 22 mila euro, per forniture di cocaina. Dal loro interrogatorio, oltre alla ricostruzione agghiacciante delle modalitÓ del delitto, Ŕ emersa la aberrante giustificazione: ... "avevamo bevuto ... poi, sarei stato io a pagare con la vita il debito non onorato, se non avessi ucciso chi non pagava".

Due vicende con un unico denominatore comune: droga e albanesi.

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