L'ECO di Fossato di Vico

 

N. 23 - 1 dicembre 2002

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Fossato di Vico


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No all'ATO del Consiglio Comunale

Rivendicato il diritto di gestire i nostri acquedotti


Recependo le motivazioni contenute nella relazione del sindaco Francesco Monacelli, il Consiglio Comunale, nell'ultima riunione, ha preso una decisione che certamente farà discutere gli ambienti politici della Regione. All’unanimità si è espresso contro il protocollo d’intesa tra i rappresentanti dei Comuni dell’Ato (Autorità Territoriale Ottimale) Umbria n. 1 per la gestione unitaria del servizio idrico ai sensi della legge 36/94, della legge regionale 43/97 e dell’articolo 35 della legge 448/01, esprimendo la volontà di gestire il servizio autonomamente, pur riconoscendo la funzione di Autorità di controllo, come prevedono le norme, all’Ato.

I motivi della scelta nella relazione del sindaco

Il sindaco ha spiegato ai consiglieri che la legge n. 36 del gennaio 1994, chiamata "Legge Galli", prevede la costituzione di forme di cooperazione tra gli Enti locali in materia di risorse idriche ed individua le competenze delle Regioni e dei Comuni. Alle Regioni viene attribuita la competenza di delimitazione degli ambiti territoriali, che deve essere effettuata tenendo conto dei parametri fisici, demografici, tecnici della localizzazione delle risorse e dei vincoli di destinazione anche derivanti da consuetudini e ripartizioni politico-amministrative. Ai Comuni l’organizzazione e la gestione del servizio idrico. Invece, ha evidenziato il sindaco Monacelli, la legge regionale 43/97 non osserva i principi della legge Galli ed in più tradisce lo spirito ed il dettato del Legislatore, creando gli ambiti ottimali per la gestione del servizio idrico integrato in quanto istituisce l’autorità d’ambito in modo obbligatorio non limitando tali funzioni a quelle di autorità di vigilanza. Ed ancora: la legge regionale spoglia i comuni di competenze ad essi attribuite ed impone loro il convenzionamento, indipendentemente dal criterio di garantire il servizio con efficienza, efficacia ed economicità. Infine si impone la gestione unica con l’applicazione di tariffe uniche, per l’intero ambito, non tenendo conto delle differenze socio economiche tra le varie comunità, penalizzando fortemente i territori socialmente più deboli. Insomma per il sindaco Monacelli con le norme regionali "si prende al povero per dare al ricco", istituendo una nuova struttura burocratica e politica in un momento in cui in tutta Italia si chiedono un apparato statale e regionale più snello e meno costoso, sottraendo ai Consigli comunali ogni possibilità di valutazione e considerazione su una riforma tanto importante le cui scelte avranno conseguenze rilevanti su tutta la comunità.

Dopo questa premessa il sindaco Monacelli ha concluso: "La creazione degli ambiti territoriali partiva dal presupposto che gli stessi avrebbero garantito un servizio più economico ed efficiente, invece, da un primo ed attento calcolo le tariffe subiranno un incremento ancora più evidente per i piccoli Comuni, dove sarà più che raddoppiata la fascia minima. Lo stato attuale del servizio idrico nel nostro Comune - ha concluso -, come attesta il piano industriale dell’ATO, il quale prevede interventi nel 2027, dimostra con quanta oculatezza sia stato gestito, in particolare sui costi di gestione che ci hanno sempre consentito di avere tariffe basse con una copertura finanziaria al 100% ed un servizio di manutenzione efficace. Così si tutela l’interesse pubblico".

Carlo Barsotti

 

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