L'ECO del Serrasanta

 

N. 23 - 1 dicembre 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Prima pagina

Il fantasma del comprensorio Alto Chiascio

Dopo l’ultimo sgarbo sul Liceo scientifico chiarire, una volta per tutte, i rapporti con Gubbio: non siamo disponibili ad ulteriori spoliazioni della città per una collaborazione a senso unico. Il territorio gualdese ha già dimostrato di sopravvivere senza il prefisso "eugubino-", le invenzioni aleatorie della Comunità Montana e del Distretto scolastico dimostrino di saper sopravvivere senza il suffisso "-gualdese". Il riequilibrio non può essere fatto solo a nostre spese.


Il caso "liceo scientifico" ha riproposto i temi della difficile convivenza con Gubbio. Senza farsi incantare dalle sirene più o meno altolocate e più o meno interessate che sponsorizzano la ripresa di un’esperienza a Gualdo Tadino in più occasioni considerata negativa, prima che l’equivoco arrechi ulteriori danni le forze politiche cittadine riflettano seriamente sul problema senza ridicole fughe in avanti, per meschini interessi di bottega, ma guardando a quelli della collettività.

Questa riflessione deve partire dalla realtà acquisita che fra pochi anni il sistema viario incentrato sul territorio dei comuni di Gualdo Tadino e Fossato di Vico, per effetto dei cantieri aperti sulla Flaminia, sulla SS 318 e sulla SS 76, ne farà la cerniera della viabilità interregionale Umbria-Marche. Ne consegue che al termine dei lavori Gualdo Tadino si troverà a circa Km.20 da Perugia (basta misurare sulla carta le distanze fra Cerqueto e Pontevalleceppi oggi falsate dal vecchio tracciato della SS 318) e a circa Km.15 da Fabriano, rispetto ai Km. 25 che resteranno sempre tali. Questa è la realtà di domani in base alla quale Gualdo Tadino deve fare le sue scelte programmatorie.

Ne deriva che i legami fra le due città saranno sempre più artificiosi, che i vari pendolarismi (scolastico, commerciale, sanitario, occupazionale) dovranno essere considerati guardando ad un nuovo rapporto con Perugia e Fabriano e non con Gubbio ed i comuni dell’Alto Tevere che vagheggiano la quarta provincia o le direttrici ferroviarie e stradali Roma-Venezia.

Alla luce di queste considerazioni obbiettive e inconfutabili anche l’ospedale di Branca, nonostante i molti sponsor del progetto, diventa un feticcio, uno specchietto per allodole perché, se e quando arriverà ad entrare in funzione, non è dato per scontato che abbia un’utenza gualdese che avrà la possibilità di optare per Perugia, Foligno, Assisi o Fabriano (chi da Gaifana potendo scegliere fra Foligno e Branca sceglierà Branca?).

Allora è il caso che le forze politiche gualdesi prendano le distanze dalla politica accentratrice perseguìta nella "città dei ceri", ove si continua a considerare Gualdo Tadino e gli altri comuni del comprensorio solo delle appendici demografiche per fare numero.

Per quanto ci riguarda entrare nell’orbita di Perugia, che per svilupparsi ha esigenze di decentramento, alla lunga potrebbe risultare più gratificante che continuare a contrastare le manie accentratrici di Gubbio, nella anomala e antistorica collocazione dell’Alto Chiascio, realtà già morta nonostante i tanti "specialisti" che si affannano al suo capezzale per tenerla in vita, e della quale è libero di restare a guardia sino alla fine solo chi ne ha interesse.

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La volpe perde il pelo ma non il vizio

Un documento inedito dal 1969


La "lite" sul liceo scientifico ha fatto riesplodere il contenzioso fra Gualdo Tadino e Gubbio, ricomposto sotto la parvenza di una collaborazione fra le due città all'insegna della "pari dignità", dopo la clamorosa frattura che aveva portato Gualdo Tadino nella ASL del Folignate e l'aggregazione di Gubbio a quella di Città di Castello, con sofferti risultati.

La "pari dignità", riconosciuta dagli eugubini dopo aver constatato che per avere una dimensione non possono fare a meno dei 15.000 abitanti di Gualdo Tadino, non ha avuto tuttavia il tempo di consolidarsi e si è ripetuto il colpo di mano che ricalca l'esempio di efficienza con cui nel 1980 la vecchia classe dirigente eugubina modificò le rappresentanza alla Comunità Montana, arrogandosi 25 consiglieri su 50, con risultati che avrebbero dovuto far meditare. Disattendendo le intese intercorse e le direttive regionali e strumentalizzando la loro rappresentanza in seno al Consiglio Provinciale, hanno perpetrato un altro blitz; in altre parole la volpe ha perso il pelo, ma non il vizio: evidentemente a Gubbio la Storia "magistra vitae" non è di casa ed i figli hanno ripetuto gli errori dei padri.

Il disegno di accentrare le scuole tutte a Gubbio infatti parte da lontano; riportiamo di seguito il testo della relazione in cui, nel 1969, a Gubbio era illustrata la concezione eugubina del comprensorio:

"Il comprensorio comprende i territori dei Comuni di Gubbio, Gualdo Tadino, Sigillo, Scheggia e Costacciaro nonché parte di quelli dei Comuni di Valfabbrica e di Nocera Umbra. La configurazione dei luoghi è tale che in mezzo ai monti ed alle colline, che ne costituiscono la maggior parte, sono individuabili tre zone pressoché pianeggianti (altipiano di Gubbio, pianoro di Gualdo Tadino e vallata tra Scheggia e Fossato di Vico), poste tra loro in continuità, collegate da strade e gravitanti tutte intorno al nucleo centrale, attraversato dal fiume Chiascio, Branca - Fossato di Vico. Da un punto di vista geografico si deve quindi constatare che il comprensorio eugubino costituisce una entità geografica piuttosto omogenea. Altri fattori uniscono gli abitanti di questo comprensorio.

Quello economico: esiste una certa mobilità delle forze di lavoro al suo interno; i Comuni della fascia Scheggia - Fossato di Vico gravitano su Gubbio, da un punto di vista commerciale, anche se in questi ultimi tempi, soprattutto per la mancanza di facili collegamenti in rapporto agli attuali mezzi di locomozione e per la realizzazione di migliori comunicazioni verso altre città (Fabriano), c'è stata una diminuzione degli scambi. Molti abitanti del comprensorio usufruiscono delle attrezzature scolastiche, sanitarie, ricreative e culturali della città di Gubbio e così pure di alcuni uffici, la cui competenza territoriale si estende a gran parte del comprensorio (ufficio distrettuale delle imposte dirette, Enel, Pretura ecc.).

Il comprensorio eugubino costituisce dunque non solo una entità geografica, ma anche economica, sociale e culturale. In esso si possono tuttavia rilevare diversi e gravi fenomeni negativi quali la diminuzione della popolazione, il suo invecchiamento, lo scarso sviluppo del reddito ecc.. La sopravvivenza del comprensorio e il suo sviluppo sono legati alla realizzazione di obiettivi comuni, soprattutto nel campo industriale e in quello del turismo, integrazione con comprensori limitrofi, già da tempo in via di ripresa e di sviluppo.

Per la sua posizione, marginale rispetto all'Umbria, la ripresa può essere di nuovo garantita con l'aggancio a poli di sviluppo umbri e marchigiani. E' facile constatare il fiorire di industrie sia nella valle umbra, sia nella Val d'Esino, che trova poi il naturale sbocco nel porto di Ancona e nella fascia costiera marchigiana, la quale ha nella città di Ancona stessa il suo naturale baricentro. E' appena il caso di ricordare che altri poli di sviluppo non interessano immediatamente il comprensorio eugubino. Pertanto le arterie stradali verso la valle umbra e verso la Val d'Esino sono le infrastrutture capaci di assicurare la vita a possibili insediamenti industriali e che permettono i godimento di beni propri del comprensorio stesso, quali centri storici e località montane. ( viabilità - omissis)

La strada Perugia-Ancona è l'infrastruttura primaria capace di giustificare, insieme ad altri elementi, insediamenti industriali lungo il suo percorso, permettendo una loro integrazione complementare e sussidiaria; questo faciliterà, anzi determinerà, la ripresa e lo sviluppo del comprensorio stesso. Infatti le forze di lavoro, distribuite nelle città e nei paesi del comprensorio eugubino, avranno quasi alla stessa distanza i possibili insediamenti industriali; i paesi e le città storiche torneranno ad essere vitalizzate da una popolazione residente, che avrà avute così assicurate dignitose condizioni di vita.

Il turismo stesso potrà usufruire di tale nuova arteria per i rapidi collegamenti tra i centri balneari dell'Adriatico, situati nel tratto Senigallia - Ancona - Riviera del Conero, e i centri storico - turistici dell'Alta Umbria: Perugia, Assisi, Gubbio, Gualdo Tadino, ecc.. Naturalmente la priorità dell'asse Perugia - Ancona non deve rappresentare una remora all'ammodernamento della rete viaria esistente, la quale, seppure svuotata del contenuto antico, tuttora ha un notevole significato nella vita del comprensorio, se non altro a livello turistico, ed in particolare modo al proseguimento del dibattito per l'integrale attuazione dell'ammodernamento della Flaminia secondo il piano A.N.A.S..

Constatato che sussistono le condizioni per lo sviluppo di tutto il comprensorio eugubino, basato sulla realizzazione dell'asse Perugia - Ancona ed insieme nella individuazione di una unica grande area industriale sull'asse Branca - Fossato di Vico, al fine di concentrare gli insediamenti industriali, per non disperdere le forze e per permettere la complementarietà e la sussidiarietà delle varie industrie tra loro e con quelle extra comprensorio.

Tenuto altresì conto che una unica industriale può creare le condizioni per un intervento statale, giustificabile economicamente, che serva anche a stimolare nuove iniziative imprenditoriali; è doveroso prendere atto della presenza nel comprensorio eugubino di due poli direzionali: Gubbio e Gualdo Tadino, i quali, uniti e integrandosi a vicenda, possono e debbono indirizzare tutto il comprensorio. Tali poli saranno sede di servizi a livello generale del comprensorio stesso. Tuttavia è necessario esaminare la vocazione dei due centri e recepire nel tessuto urbano i servizi suddetti per fare subito alcune considerazioni.

La tradizione e l'ambiente sanciscono, senza ombra di smentita, che i servizi generali a livello culturale quali: biblioteche, musei, pinacoteche, teatri, scuole medie superiori ed eventuali facoltà universitarie decentrate, sono di pertinenza della città di Gubbio, e in tal senso debbono essere indirizzati i programmi futuri.

I servizi a carattere amministrativo e sanitario di base dovrebbero essere distribuiti tra i due poli in relazione alla popolazione servita. I servizi specialistici sanitari debbono, però, essere concentrati a Gubbio. I servizi annonari quali: mercato ortofrutticolo generale, mattatoio; centrale del latte, potrebbero essere realizzati per tutto il comprensorio in una zona idonea baricentrica. Le attrezzature turistiche dovrebbero essere distribuite nei vari centri del comprensorio in base alle risorse naturali esistenti o potenzialmente utilizzabili.

Il centro dirzionale a carattere commerciale potrebbe essere realizzato nell'area industriale comprensoriale o a Gualdo Tadino".

(Bontà loro, si ricordavano dell'esistenza di Gualdo Tadino!)

Così si ragionava a Gubbio nel 1969: gli epigoni di quella classe dirigente non si sono accorti dei profondi cambiamenti intervenuti sul territorio di qua del Chiascio in questi 32 anni e così continuano a sragionare come i padri.

Non sappiamo quali conseguenze avrà la presa di posizione dell'Amministrazione Comunale di Gualdo Tadino e del Sindaco nella seduta consiliare di sabato 15. Sta di fatto che, se le cose dette in Consiglio Comunale non dovessero produrre ripensamenti, i "furbastri" eugubini, con l'alzata di ingegno sul liceo scientifico potrebbero ritrovarsi ancora con i classici cocci da ricomporre, a condizione che ci sia qualcuno disponibile ancora ad ascoltarli.

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