L'ECO del Serrasanta

 

N. 20 - 20 ottobre 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Economia

LE DIFFICOLTA' DELLA CERAMICA GUALDESE

Claudio Carini: "C'è una crisi molto grave"

"Le aziende devono organizzarsi in filiere - Le Istituzioni devono abbattere i costi di produzione - Le banche devono sostenere i nostri progetti"

di Riccardo Serroni


E’ crisi, di quelle con la C maiuscola. Una delle più difficili degli ultimi anni che va affrontata con prospettive, intuizioni e metodologie nuove. Le vecchie logiche non servono più. L’SOS lanciato da Claudio Carini, imprenditore della ceramica di Gualdo Tadino, presidente della locale sezione della Confartigianato e del Centro Ceramica Umbra, non lascia molto spazio alle alternative:

"Non ci sono più vie di uscita - dice - O si considera il settore della ceramica un settore strategico dell'economia e si interviene di conseguenza oppure ci si dice che siamo superati e ne prendiamo atto, anche se con grande rammarico". A finire nelle sabbie mobili è la cosiddetta "ceramica artistica commerciale" o "ceramica d’uso".

E' Presidente dell'EBRAU

Claudio Carini, imprenditore nel settore della ceramica artistica commerciale, riveste molti incarichi nel mondo imprenditoriale. E' infatti presidente della Confartigianato di Gualdo Tadino e vice presidente della Confartigianato Provinciale. E' inoltre presidente del Centro Ceramica Umbra che negli ultimi anni ha privilegiato la qualificazione con i corsi nel laboratorio di ceramica. Nei giorni scorsi Carini è stato anche riconfermato presidente dell'EBRAU, un ente bilaterale che si interessa di quella che può essere definita la cassa integrazione degli artigiani: "Tutti questi incarichi - commenta Carini - non possono che farmi piacere perché attestano stima nei miei confronti. Devo però precisare che la mia figura non conterebbe nulla senza il sostegno degli artigiani. Sono loro, il 70% dei quali è iscritto alla Confartigianato, il mio punto di forza".

Coinvolte il 90% delle aziende

L’ultima speranza per gli imprenditori era riposta nelle fiere più importanti europee (Macef di Milano, Francoforte, Parigi). Ma la delusione è stata forte:

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L'assessore regionale Ada Girolamini, accompagnata da Claudio Carini, visita il laboratorio del Centro Ceramica Umbra

"Se si esclude il 10% delle aziende locali, il restante 90% non ha aperto né chiuso discorsi importanti e c'è un calo che va dal 30% al 40% delle commesse". Com'è possibile andare avanti? Una fabbrica con una mezza dozzina di dipendenti ha già chiuso. E le altre?

"L'unica strada percorribile sarebbe quella di sospendere i nostri dipendenti- confessa Carini- Ma non ne abbiamo il coraggio e pur di mantenere in piedi l'attività si è costretti ad accettare ordini a prezzi impossibili con una inevitabile conseguenza nel breve periodo: un graduale inevitabile indebitamente aziendale". Le cause? Vengono da lontano e Carini le ha spesso sottolineate in passato per evidenziare alle istituzioni le problematiche del settore. Sono entrati sul mercato europeo paesi come la Spagna, il Portogallo, i paesi dell’Est Europeo e del Nord Africa, la Cina che fanno prodotti di qualità ad un costo molto inferiore a quello imposto dalle nostre aziende perché hanno una bassissima incidenza della manodopera. Inoltre si camuffano dietro sigle ingannevoli come "decorazione toscana", "arte derutese" e quant'altro per presentarsi sul mercato come prodotti italiani. Si riducono, in tal modo, consistenti fette di mercato per le nostre aziende perché, nel frattempo, in Europa, si sono ridotti i consumi e quando la gente spende di meno risparmia sugli acquisti di cose ritenute meno necessarie, come può essere la ceramica. C'era la grande speranza del mercato statunitense ma è un percorso difficile da affrontare perché negli USA devi presentarti con un prodotto di altissimo livello per qualità e servizio e ad un prezzo contenuto, perché altrimenti non è concorrenziale. Insomma non è quella la strada da percorrere, per lo meno non la sola. Ed allora? "Occorre una nuova strategia che veda un'azione concentrica delle Istituzioni, delle aziende e degli Istituti di credito, ognuno per le proprie responsabilità specifiche". Le Istituzioni devono intervenire per ridurre gli oneri sociali del costo del lavoro, il costo del gas (aumentato dal 2000 del 35%), dell'energia elettrica (più cara del 30% rispetto agli altri paesi europei). Devono inoltre attivare strategie di controllo per evitare che i prodotti confezionati all'estero vengano ingannevolmente presentati come made in Italy.

Il rinnovo dei contratti

In tale contesto si inserisce anche la problematica del rinnovo dei contratti. E' ormai da mesi che è scaduto il contratto dei lavoratori della ceramica e le trattative sono state sospese dagli imprenditori: "Non è che non siamo disponibili a rinnovare i contratti ed a riconoscere adeguamenti di stipendio ai nostri lavoratori - spiega Claudio Carini - Noi non ce l'abbiamo con i nostri addetti che vogliamo, al contrario, gratificare perché, per noi, costituiscono la principale risorsa. Il fatto è che dalla discussione sul rinnovo di questo contratto non si possono eludere le difficoltà in cui viviamo. Per cui sul tavolo delle trattative, accanto a noi ed ai sindacati, devono sedersi anche le Istituzioni perché il loro intervento è fondamentale in materia di riduzione dei costi e deve essere contestuale al rinnovo dei contratti".

Il ruolo delle imprese

Carini non è un ceramista avvezzo a starsene con le mani in mano in attesa della manna dal cielo ed il compito più difficile lo assegna proprio alla sua corporazione, quella degli imprenditori: "Dobbiamo capire una volta per sempre che da soli non possiamo uscire da queste sabbie mobili. Dobbiamo unire le nostre forze, senza temere di perdere la nostra identità ed autonomia, per creare collaborazione tra piccoli gruppi di impresa e realizzare insieme ricerca e promozione specializzandoci ognuna in una fase di produzione, in un prodotto o in un segmento". E’ il tema delle cosiddette filiere, una porta che Carini cerca di sfondare da diverso tempo. Fino ad ora i suoi sforzi sono stati vani, anche se qualche piccola breccia comincia ad aprirsi. I tempi sono finalmente maturi?

"Credo di sì, oggi è più diffusa questa mia convinzione. Alcuni percorsi sono già stati avviati. Per imprimere l'input definitivo occorre una nuova strategia delle Istituzioni che non possono più dare finanziamenti a pioggia, dieci di qual e dieci di là, che non servono a niente. Le Istituzioni devono favorire le aggregazioni finanziando progetti seri presentati da gruppi di aziende con obiettivi precisi e strategie vincenti. Progetti che devono avere il sostegno fondamentale delle banche".

Il ruolo delle banche

E sono proprio gli istituti di credito l'ultimo tassello insostituibile di questo percorso strategico senza alternative: "La cosa più deleteria - conclude Carini - sarebbe che, dopo questa mia denuncia ufficiale dello stato di crisi, le banche cominciassero a chiudere o ridimensionare i nostri conti". Una simile strategia finirebbe per assestare il definitivo colpo mortale ad un'economia in debito di ossigeno: "Gli istituti di credito, al contrario, devono sedersi al nostro stesso tavolo, contribuire al rilancio del nostro settore sostenendo i nostri progetti attivi".

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La ceramica artistica


La crisi della ceramica denunciata da Claudio Carini non investe la Tagina, che ha un'altra dimensione ed un altro mercato, e la ceramica artistica tradizionale. Quest'ultima è, infatti, un settore con piccole aziende artigianali a conduzione familiare. Gli alti e bassi delle vendite sono legati strettamente ai flussi turistici ed eventuali situazioni di crisi momentanee sono più facilmente assorbibili: "Per sostenere le piccole aziende della ceramica tradizionale - spiega Carini - è fondamentale sostenere e promuovere azioni per il rilancio del turismo. Più gente circola e viene anche nella nostra città e più opportunità ci sono per il mercato della ceramica". Naturalmente le diciassette aziende di questo settore non vivono soltanto del mercato locale e del flusso turistico nel nostro territorio. E' importante quindi anche per loro una incisiva azione promozionale a vasto raggio e su questo versante la collaborazione tra le imprese è decisiva. Se le situazioni di partenza, quindi, sembrano diverse, le prospettive per un futuro meno incerto poggiano sugli stessi cardini, sia per la ceramica artistica commerciale che per la ceramica artistica tradizionale.

Nei giorni scorsi l'assessore regionale allo sviluppo economico Ada Girolamini è venuta a Gualdo Tadino per visitare alcune aziende e consegnare degli attestati di riconoscimento ad alcuni artigiani gualdesi che si sono particolarmente distinti per la loro attività. La visita era programmata, per la verità, in occasione della festa del ceramista ma altri impegni hanno costretto l'assessore a posticipare l'appuntamento. Nel corso della sua permanenza a Gualdo la Girolamini ha avuto modo di apprezzare anche l'attività dei corsi di formazione in ceramica che si tengono presso il laboratorio di ceramica del Centro Ceramica Umbro.

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La premiazione della ditta Viventi, supporto fondamentale per la ceramica di Gualdo

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La premiazione della ceramica "La Vecchia Gualdo"

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L'assessore regionale Ada Girolamini premia Fulberto Frillici

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Pinacoli: "Il Comune farà la sua parte"

"Le aziende devono capire che è il momento della collaborazione - Notizie confortanti vengono dalla Tagina che conferma le sue potenzialità sui mercati"


"C’è la notizia confortante che a Bologna la Tagina conferma le sue potenzialità e capacità produttive e quindi riesce a stare sul mercato nonostante le note difficoltà legate all’andamento dell’economia mondiale. E la Tagina è una componente fondamentale della ceramica gualdese a tutti i livelli. Quindi non voglio fare dell’ottimismo a tutti i costi, ma Tagina insegna che la nostra ceramica deve essere di qualità assoluta e bisogna insistere nella ricerca di prodotti competitivi puntando ovviamente sulle nostre tradizioni e sulle nostre possibilità di qualificare ulteriormente il prodotto. Questa è la strada maestra per sopravvivere". Il sindaco Rolando Pinacoli raccoglie l'SOS lanciato da Carini ed indica un percorso da seguire:

"Le difficoltà nella produzione dell’oggettistica - dice - vengono da lontano. La ceramica cosiddetta d'uso deve competere con i mercati a livello mondiale e viene messa in seria difficoltà sia perché le ceramiche provenienti da altri paesi hanno costi minori e sia perché c’è un calo dei consumi. E’ evidente che in tale contesto vanno in difficoltà quelle aziende che hanno costi maggiori, come sottolinea giustamente Claudio Carini. Quindi come istituzioni, e parlo di Stato, Regioni devono intervenire per quanto riguarda il contenimento di questi costi".

Carini chiede alle istituzioni un salto di qualità nei loro interventi per non distribuire più contributi a pioggia che non servono a niente, ma finanziare progetti ben precisi a gruppi di aziende che collaborano tra di loro:

"Claudio sa bene che il Comune ha sempre avallato le scelte provenienti dal mondo produttivo. Da anni stiamo collaborando sulle richieste che ci fanno. L’anno scorso siamo intervenuti sugli investimenti per la qualificazione del prodotto e quest’anno investiremo un miliardo, puntando anche al PIAT (Piani Integrati delle Aree Terremotate), per organizzare diversamente la collaborazione tra le aziende gualdesi. Ha ragione Carini quando parla delle cosiddette filiere. E’ qui che bisogna intervenire d’urgenza perché i tempi sono stretti. Nei prossimi giorni chiameremo le aziende ed insieme disegneremo progetti che in qualche modo prevedano la collaborazione per tutto il processo produttivo, dagli acquisti, alla produzione, alla commercializzazione puntando anche a piazzare prodotti nuovi. Questo è quanto noi stiamo già finanziando, perché il mutuo è già acquisito. I tempi sono stretti e questo rende tutto più difficile, ma ormai da anni siamo abituati a vivere momenti di difficoltà e se noi agiremo con tempestività e con convinzione riusciremo a venirne fuori. Le aziende, però, devono finirla di pensare esclusivamente al loro piccolo mondo, devono puntare alla vera collaborazione, non a farsi la concorrenza tra di loro. La concorrenza va fatta, ma alle aziende fuori dal nostro paese. Come Comune stiano tranquilli gli imprenditori che faremo la nostra parte come abbiamo già fatto in passato sacrificando una fetta importante del nostro bilancio per dare una mano alla ceramica gualdese".

Una collaborazione fondamentale Carini la chiede alle banche. Il comune interverrà in questa direzione per sensibilizzare gli istituti di credito?

"Carini giustamente si preoccupa delle conseguenze che uno stato di crisi può avere sull’occupazione, sulle maestranze ed ha ragione quando sostiene che le Banche devono svolgere un ruolo serio. Come sindaco saprò mettere faccia a faccia il mondo bancario ed anche il mondo della finanza regionale, come la GEPAFIM. Ed anche il comune farà la sua parte. Se ci sarà la necessità di sostenere le aziende per consentire loro un accesso alla liquidità immediata, le banche, la Regione ed il Comune dovranno saper fare la loro parte. Certo, però, che il ruolo delle banche sarà fondamentale".

Riccardo Serroni

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I sindacati sono critici


Sul tema della crisi nel settore della ceramica di Gualdo Tadino sono intervenuti anche i sindacalisti Massimiliano Presciutti e Francesca Rossi ( Filcea e Femca) con un documento che, per esigenze di spazio, riportiamo nelle linee fondamentali:

" ... Manca una parte fondamentale al ragionamento di Carini, quella riguardante il ruolo degli imprenditori e dell'impresa; non è più tollerabile ormai a nostro avviso, continuare in maniera perpetua ed ossessiva ad invocare aiuti economici sgravi fiscali e, udite udite, riduzioni del costo del lavoro, senza mettere sul tavolo la parte fondamentale riguardante l'impresa, in poche parole a fronte di così pressanti richieste di aiuto gli imprenditori sono pronti a scommettere e quindi a fare la propria parte investendo in ricerca, innovazione, formazione, sviluppo dei prodotto ??

... Ora, è chiaro che non viviamo su un altro pianeta e conosciamo bene la situazione del settore e proprio per questo riaffermiamo ancora una volta che siamo pronti ad assumerci e fino in fondo le nostre responsabilità, come de resto abbiamo sempre fatto al contrario di altri, ma allo stesso tempo diciamo che non firmeremo mai più deleghe in bianco, prima la salvaguardia dei diritti e dei salari dei lavoratori, poi, oppure contemporaneamente, mettiamo in campo tutte le iniziative possibili, sediamoci attorno a un tavolo, richiesta che peraltro il sindacato ha avanzato da tempo senza peraltro avere mai avuto risposta.

E' bene ricordare a chi se lo fosse dimenticato, che i lavoratori dei comparto ceramica artigiana aspettano ormai il rinnovo del proprio contratto da 25 mesi, ciò significa che da settembre 2000 gli addetti di questo comparto vivono con mensilità nette che vanno dai 600 agli 800 euro nei casi di inquadramenti più elevati: una vera e propria vergogna, che gli imprenditori umbri e gualdesi hanno pensato bene di mantenere tale anche all'ultimo incontro nazionale per il rinnovo del contratto tenutosi il 26 settembre scorso , in quanto la loro ferma e netta opposizione ( parole pronunciate dai rappresentanti nazionali di Confartigianato, CNA, CASA e CLAI seduti al tavolo delle trattative) ha impedito in maniera determinante l'avvio stesso della contrattazione, in buona sostanza il diktat degli imprenditori umbri e gualdesi blocca ad oggi salari e diritti dei lavoratori del comparto a livello nazionale.

Per questo abbiamo concordato insieme alle nostre federazioni nazionali di categoria una grande iniziativa nazionale che terremo a Deruta il 26 di Ottobre".

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