L'ECO del Serrasanta

 

N. 17 - 8 settembre 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Gualdesità

 

Teobaldo Pimpinelli, maestro pittore ceramista

 


06pimpinelli.jpg (18745 byte)Vittorio Pimpinelli, il prof. Storelli, il sindaco e Claudio Carini

L'opera di Cesare Teobaldo Pimpinel-li, viene rievocata con una mostra, allestita presso la Rocca Flea e che resterà aperta dal 4 agosto al 31 ottobre, organizzata dal figlio Vittorio in collabo-razione con l'Ammi-nistrazione Comunale e con il sistema museale della Regione. Teobaldo Pimpinelli, pittore ceramista di origini derutese ha operato per lunghi anni a Gualdo Tadino e nelle ampie sale della Palazzina Del Monte, presso la Rocca numerose opere del suo pennello testimoniano la sua genialità ed il suo mestiere. Per la cerimonia di apertura hanno rievocato la figura di Teobaldo il figlio Vittorio, il sindaco Pinacoli ed il prof. Enzo Storelli del quale riportiamo le parole di presentazione.

"Anzitutto apprezzamento non formale a Vittorio Pimpinelli per aver fortemente voluto una retrospettiva dell'opera di pittore ceramista di suo padre, all'Amministrazione Comunale per averla sostenuta, a coloro che si sono interessati del suo allestimento e promozione l 'arch. Nello Teodori, il Sistema Museo, Remo Ippoliti.

Ripercorrendo la cultura ceramica universale vediamo la figura del ceramista rispondere ad ogni esigenza, richiesta, varietà formale dei manufatti. Una certa peculiarità ha invece caratterizzato nel tempo la ceramica umbra. Essa rimase sostanzialmente fedele al rapporto tra forma e decorazione, sebbene il repertorio dei riferimenti iconografici sia divenuto via via più complesso. Questa "fedeltà" hanno significativamente espresso Deruta e Gualdo Tadino, due realtà la cui vicenda - pur con le dovute distinzioni di importanza corre spesso parallela.

Anche per tali ragioni un omaggio al derutese Cesare Teobaldo Pimpinelli da parte della città dove egli ha lungamente operato e finito i suoi giorni riveste un particolare valore.Rassegna e catalogo edito dall'Apex di Gualdo Tadino lo presentano nella duplice veste di pittore ceramista e disegnatore, o viceversa, poiché molti dei disegni sono preparatori della traduzione in maiolica dei soggetti. La "fortuna" più alta, per questi, spetta a Michelangelo, Raffaello, Leonardo, ma la serie è folta e varia, iniziando da Cimabue per le ceramiche di destinazione assisiate, cui dette eccezionale incremento il centenario francescano del l926. Note le connessioni della sua opera con la produzione del russo David Zipirovic attivo a Deruta dal 1923 al 1927, è questa l'occasione per rilevare in termini di novità anche la notevole personalità del derutese come disegnatore.

Credo che questa sua "pittura di riproduzione in maiolica", a questo livello, avrebbe destato l'ammirazione degli stessi maestri ideatori degli originali.

Le maioliche di Pimpinelli trovarono in Gualdo coincidenza con una cultura che privilegiava da tempo la copia del soggetto d'autore. Non è ciò prerogativa di Gualdo e Deruta, ma a Gualdo il fenomeno (per cui ebbe ad esprimermi meraviglia anche uno studioso come Federico Zeri) ha avuto proporzioni rilevanti.

Corredata dal1'impegno di bellissime varianti decorative nella tesa dei piatti e nei fondi, Pimpinelli reca qui con sé una produzione che finisce per armonizzarsi con il riferimento alla classicità, al capolavoro pittorico del passato già ampiamente sperimentato dai ceramisti gualdesi. Pittura figurativa spesso, dunque, in ambito decorativo. Era come un'illusione di ricreare l'antico in modi, caratteristiche che perdurano sia a Gualdo che a Deruta.A proposito di questa tendenza, assistiamo ad un suo proseguire. Discutibile quanto si vuole ma comprensibile se ci svincoliamo dall'idea che in arte ci si deve ad ogni costo allineare con il presente, magari all'insegna di una malintesa modernità, con i suoi innumerevoli manierismi di dubbia originalità.

Tornando a Cesare Teobaldo Pimpinelli, egli si è inserito nel quadro storico della ceramica gualdese come per il passato il toscano Umberto Marinari, l'eugubino Aldo Ajò, l'abruzzese Antonio Piermatteo, il bergamasco Arcangelo Poloni, per citarne solo alcuni. Personalità esterne che hanno arricchito il patrimonio locale delle conoscenze culturali e tecniche, diventandone parte integrante, essendo a tutti noto che se c'è un campo dove i rapporti si intrecciano, si rigenerano, questo è la ceramica.

Con tale spirito dobbiamo considerare, ammirare l'opera del Pimpinelli, dai più che promettenti disegni del periodo formativo ai delicati ritratti dei familiari, ai lavori dove palese appare l'influenza delle maioliche dello Zipirovie, a quelli della maturità allorché le scelte sono autonome, pur nell'indefettibile richiamo al testo d'autore. Episodica la vicinanza a Nino Strada.Tratti da un album, il catalogo reca al termine un gruppo di bei disegni eseguiti dal vero in India, dove la seconda guerra mondiale aveva portato il nostro personaggio.

In maiolica, egli predilige il policromo, e raro appare in mostra il piatto, con lievi lustri, riproducente nel cavetto la "Simonetta Vespucci" di Piero di Cosimo.

AIl"'ltalia restituita" dall'opera di restauro e valorizzazione in atto del patrimonio artistico nazionale possiamo con ragione associare la riscoperta di valori come questi, significativa espressione di un contesto culturale tipicamente italiano.

Poche forme d'arte offrono come la ceramica un rapporto tanto tangibile con la vita. Ciò si evince anche da questa retrospettiva, aiutandoci a comprendere l'opera di un uomo che ha lasciato un segno duraturo del proprio lavoro"( Prof. Enzo Storelli).

 

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