L'ECO del Serrasanta

 

N. 15-16 - 4 agosto 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Ceramisti

Analisi congiunturale del settore ceramica

Album fotografico

 

I mille della ceramica

Grande manifestazione in piazza

 


Dovevano essere mille o giù di lì i gualdesi che si sono ritrovati in piazza Martiri della libertà sabato 19 luglio per la cena del ceramista, il convivio in piazza organizzato per iniziativa dell'Amministrazione Comunale e del Centro Ceramico Umbro per un appuntamento che fa ormai tradizione; se anche problemi logistici non hanno consentito l'en plein, erano tuttavia oltre 800 i convitati per una "cena alla marinara" le cui portate si sono intervallate con i vari passaggi della IX festa del ceramista: saluto delle autorità (sindaco Pinacoli ed on. Giuseppe Giulietti), relazione dell'analisi congiunturale del settore da parte del presidente Claudio Carini, distribuzione agli intervenuti dell'opuscolo "Fiorello racconta", consegna dei premi dei quali abbiamo già dato notizia a Fulberto Frillici (ceramista dell'anno), alla vedova Gabriella Rondelli in memoria del marito Ezio, all'impresa Viventi Rosmundo, al direttore del TG.3 Antonio Di Bella.

Sono stati ospiti della serata l'on. Giuseppe Giulietti, i sindaci di Gubbio Goracci e di Fossato di Vico Monacelli, e il vice sindaco di Senigallia.

 

 

Analisi congiunturale del settore ceramica

Claudio Carini

presidente del Centro Ceramica Umbra

 


La Festa del Ceramista, oltre a rappresentare un piacevole momento di socializzazione, costituisce un'importante occasione per valutare lo stato del settore, con particolare riferimento alla realtà territoriale.

La situazione generale del comparto, nell'ultimo anno, è sostanzialmente immutata, anche se ci sono stati forti segnali di apprensione, oggi parzialmente rientrati, sulla tenuta occupazionale e sul dato di mortalità delle imprese. Anche quest'anno, viene confermato un saldo negativo nella dinamica nascita/mortalità, per la chiusura di un'altra impresa, a conferma dello stato di instabilità del settore. Infatti, alle difficoltà di competizione con i Paesi extraeuropei a basso costo di produzione, si è aggiunta l'emergenza causata dai drammatici avvenimenti dell'11 settembre. Fatti e circostanze drammatici che hanno segnato un solco profondo nelle coscienze degli individui, rimettendo in discussione equilibri e certezze, acquisite con l'evoluzione civile dell'umanità.

La crisi economica sul nostro settore, più marcata nei periodo di fine 2001 inizio 2002, ha prodotto due effetti principali: una diminuzione pari al 30% del fatturato ceramico, soprattutto sul mercato statunitense; un calo dell'80% delle presenze americane, nella nostra Regione, con il crollo dei consumi interni legati al turismo.

Attualmente, la fase acuta del problema, sembra essersi attenuata, anche grazie ad una politica degli Stati Uniti, mirata a rassicurare la popolazione e stimolare la ripresa socio-economica mondiale. Anche la rivalutazione dell'euro sul dollaro, non favorisce l'export dei nostri prodotti, sul mercato statunitense, grande importatore di ceramica gualdese. Del resto, in contro partita, non si registra nessuna riduzione dei costi a carico delle imprese.

Inoltre, rimangono immutate, tutte le altre situazioni di sofferenza del comparto; la carenza di liquidità, accresciuta da lunghi tempi di pagamento delle forniture e dalla continua contrazione dei guadagni, per poter mantenere il mercato; gli alti costi di produzione; sulla manodopera - sul prelievo fiscale - sull'adeguamento alle norme ambientali e di sicurezza - sulla burocrazia - sugli altissimi oneri energetici (dal gennaio 2000 ad oggi il costo del metano è salito del 35% l'energia elettrica italiana costa, il 30% in più, rispetto alla media europea); la carenza di infrastrutture viarie che penalizza, storicamente, il nostro territorio.

Sulla maggior parte di questi elementi di debolezza del sistema produttivo, forze politiche ed istituzionali, dimostrano sensibilità, ma da anni non si riscontrano risultati significativi. Tali e tante circostanze negative generano, negli imprenditori, stati d'animo e atteggiamenti pessimistici, mortificando ogni entusiasmo e ogni ambizione di sviluppo aziendale. Un clima sfavorevole, che non spinge al miglioramento, alla ricerca, all'innovazione, ma al ridimensionamento o alla chiusura dell'impresa. Per questi motivi, c'è bisogno di una forte inversione di tendenza, rispetto alle problematiche richiamate, per ridare slancio e fiducia al tessuto produttivo.

Anche il sistema bancario deve credere di più nella incentivazione dei contesto imprenditoriale. Non basta avere ampliato l'offerta dei servizi, con tanti sportelli sul territorio, serve una maggiore partecipazione degli istituti di credito, ai piani di sviluppo delle attività produttive. Sul fronte occupazionale, nonostante l'andamento altalenante dei mercati, si avverte una esigenza di manodopera generica e qualificata (pittori e attaccatori di manici). Su questo problema, una risposta positiva, può arrivare dal laboratorio del Centro Ceramica, dando continuità alle attività formative e culturali, svolte in collaborazione con il mondo della scuola.

Per quanto riguarda le politiche di delocalizzazione delle imprese, verso i paesi a basso costo di produzione, proposte per innalzare la competitività, si rileva la non rispondenza delle stesse, alle esigenze strutturali e alle caratteristiche culturali dell'imprenditoria Umbra: realtà diffusa di piccole imprese artigiane, fortemente radicate al territorio, con vocazione a produrre ceramica nei propri luoghi d'origine.

Passando ai punti di forza, che hanno permesso la tenuta del sistema produttivo locale, vanno evidenziati seguenti fattori:

  • i cospicui investimenti realizzati dalle imprese, negli ultimi anni, a livello strutturale e tecnologico;

  • l'organizzazione del sistema di filiera con la specializzazione delle imprese. Un metodo oramai applicato ampiamente, a Gualdo Tadino, anche se non ci sono accordi formali, ma sostanziali, fra i vari raggruppamenti d'impresa;

  • la laboriosità e professionalità, delle risorse umane, non solo dei titolari ma anche dei lavoratori;

  • la dinamicità e l'efficienza delle imprese che offrono servizi al distretto ceramico.

Per valorizzare quest'ultimo aspetto, il Comitato ha istituito un nuovo premio, riservato alle imprese di servizi, che hanno contribuito, fortemente, allo sviluppo del polo ceramico territoriale.

Dal Comune di Gualdo Tadino e dalla Regione dell'Umbria, alcuni segnali di sensibilità, ai problemi della ceramica, ci sono stati, con specifiche misure d'incentivazione alla promozione, agli investimenti, alla formazione. Ultimamente, da parte dell'Amministrazione Comunale, a conferma di una consolidata attenzione al settore ceramico, e' stato approvato il primo progetto sull'arredo urbano. E' l'inizio di un percorso da sviluppare, per migliorare l'offerta turistica e creare nuove opportunità di mercato. Il progetto riguarda due filoni principali: il rilancio della Mostra Internazionale della Ceramica sul tema dell'arredo urbano; l'inserimento di quattro pannelli di ceramica artistica tradizionale, su punti strategici del Centro Storico "Porte del Morto". Sono iniziative apprezzabilissime che, da sole, non possono risolvere le numerose problematiche precedentemente sollevate. Per cui, occorre ricercare altre politiche, strutturali, di sostegno al settore, da attivare a tutti i livelli istituzionali. E' un impegno, determinante, per la stabilità e lo sviluppo delle imprese di ceramica, capaci di creare ricchezza ed occupazione sul territorio. Se ci saranno risposte concrete su questo versante, il sistema delle imprese farà, come sempre, la propria parte.

Situazione imprese del comparto ceramica:

Imprese attive operanti

64

occupati

1050

indotto

300

fatturato

100.000.000 €

La situazione è approssimativa in quanto non aggiornata a luglio 2002

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