L'ECO del Serrasanta

 

N. 9 - 5 maggio 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Turismo

DALL'AGAC

Una proposta di arredo per la città


Gualdo Tadino, nel corso del secolo appena trascorso, ha lentamente perso quella caratteristica tipica delle cittadine umbre: conservazione dei centri storici e delle zone limitrofe nel rispetto e nella tutela e valorizzazione delle proprie identità culturali e artistiche.

Il terremoto del '97 ha poi contribuito ad accentuare questa problematica con il relativo abbandono del centro storico, non più vissuto come punto di incontro ed aggregazione di una città vitale. E' vero che questo sta accadendo anche in altre cittadine, ma da noi per il momento, il fenomeno è piuttosto grave ed evidente. I vivaci vicoli e le affollate piazze di una volta, specchio di una società viva ed in armonia col proprio ambiente sono una realtà lontana, ma che può essere recuperata.E' partendo da queste considerazioni che vogliamo proporre delle idee che possano contribuire a ridare un'identità culturale ed artistica alla nostra città, ricostituendo quel legame con il passato che a Gualdo Tadino spesso e stato trascurato.

La ricostruzione del centro storico è un momento molto delicato e se sfruttato bene può diventare il momento migliore per ridare alla città ciò che ha perso. I tre grandi cantieri Parcheggio ex scuola media, Santa Margherita, Zona ex - Monina (considerando anche la parte davanti al Centro anziani ora in stato di abbandono con delle fioriere che non sono altro, per il momento, che recipienti per erbacce), pur seguendo le esigenze delle nuove costruzioni potrebbero essere armonizzati con progetti di arredo urbano che li caratterizzino e li leghino alla realtà ceramica della città, di modo che la spesso citata "città della ceramica" appunto, non sia più solo un detto, ma una palpabile realtà, sia per il turista che la visita, ma più che altro e principalmente per chi ci vive e ci vivrà! Le generazioni future devono avere nella loro città una continuità culturale con il bagaglio del loro passato sempre presente. I ricordi dei padri devono potersi legare alle loro vite di cittadini del Terzo Millennio.

Uno dei vanti di Gualdo Tadino è la sua ceramica di tradizione antica. Se oggi la chiusura di alcuni opifici di tradizione non intacca di tanto le certezze di amministratori e loro delegati, intaccherà le generazioni future che avranno culturalmente una parte negata della loro vita, poiché negando la realtà artigiano - artistica dei loro padri verrà negata loro una parte di se stessi. Così facendo non si distrugge solo quel passato che ha fatto grande Gualdo Tadino (continue sono le richieste di prestito, anche estere, dei pezzi ceramici conservati nella Rocca Rea per esposizioni e manifestazioni), ma si fa una violenza ai giovani, poiché si nega loro quell’identità che li ha generati. Poche sono le famiglie di Gualdo Tadino non coinvolte in qualche modo con la realtà ceramica gualdese e non.

Oltre ai tre grandi cantieri citati si potrebbero riempire e decorare alcuni spazi recuperati con la ricostruzione, ad esempio, nicchie medievali, archi, scalinate ecc. con pannelli e inserti in ceramica decorati sia a lustro sia in policromia; rifacimento in maiolica delle targhe e dei numeri civici delle vie del centro storico e non (sembra che un progetto sia già stato approvato); sostituzione delle targhe metalliche e plastificate, delle diciture di nomi delle abitazioni, negozi, uffici pubblici e privati, con targhe in ceramica oro e rubino dipinte a mano; possibile sostituzione delle insegne dei negozi del centro storico, con pannelli in ceramica realizzati in ceramica oro e rubino dipinti a mano.

Oltretutto, dato che le maioliche per essere collocate negli spazi predisposti avranno bisogno di cornici o altro per essere fissate o rifinite, molti di questi lavori potrebbero farsi in collaborazione con artigiani di altri settori merceologici, per es. ferro battuto, legno ecc.

Per quanto detto sarà necessario un impegno da parte di tutte le organizzazioni coinvolte e sarà anche fondamentale poter scegliere, una volta presentati, i lavori ceramici più adatti per la realtà di Gualdo Tadino. Sarà anche una prova per gli artigiani per produrre qualcosa di veramente artistico, studiato e calibrato, che possa diventare un ulteriore vanto per la nostra città. Una commissione competente sarà necessaria per valutare i lavori per l'arredo urbano.I progetti dovranno comunque essere legati alla tradizione, ma potranno anche essere un'interpretazione moderna della ceramica tradizionale. Tale azione rinnovatrice sarà possibile specialmente nelle parti della città al di fuori del centro storico che non vanno dimenticate.

Il presente progetto sicuramente avrebbe una ricaduta su molte attività, ma ci piace far notare che il primo scopo è essenzialmente etico: le identità culturali di un luogo non si toccano e debbono essere custodite principalmente da chi ci vive, e chi è stato destinato a gestire una comunità ha l’obbligo morale e gli strumenti più adatti per farlo. Non ci si meravigli poi se dei biasimevoli vandali danneggiano continuamente parti del patrimonio cittadino. Senza scomodare antropologi si può immaginare che chi lo fa, probabilmente dei giovani disperati, non ha identità culturale, altrimenti rispetterebbe ciò che sente come suo. In una malattia non bisogna curare il sintomo, ma la causa e a questi giovani va ridata quell'identità culturale perduta. Certo non sarà l'arredo urbano una panacea, ma una città più bella, vivibile e in qualche modo storica e sentita come propria è una piccola tessera che può anche aiutare a curare il disagio giovanile, poiché solo riconoscendosi in essa la rispetteranno e la sentiranno come finalmente la loro casa.

Il presidente A.G.A.C.

Associazione gualdese artisti della ceramica

 

 

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