L'ECO del Serrasanta

 

N. 8 - 21 aprile 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Territorio

CENTRO PROMOZIONALE DELLA CERAMICA

Quaranta aspiranti ceramisti all'opera

Dalla collaborazione fra la scuola media "E. Bartoletti" di Costacciaro e la Confartigianato gualdese un corso di ceramica della durata di quattro mesi. Un'esperienza pilota, ma soprattutto indimenticabile (anche per i docenti)

di Pierluigi Gioia


10ceram1.jpg (13705 byte)Quaranta piccoli ceramisti all’opera, dal tornio al cavalletto, dagli smalti alla cristallina.

Giacomo e Salvatore sotto la guida di Maria

Questo, in sintesi, l’esito del primo esempio di collaborazione fra le scuole dell’obbligo della fascia appenninica e il Centro Promozionale della Ceramica di Gualdo Tadino, che, da febbraio e fino al prossimo mese di maggio, ha messo e metterà a disposizione i propri istruttori e le proprie attrezzature per far entrare gli alunni della scuola media "Efrem Bartoletti" di Costacciaro nel meraviglioso mondo della ceramica, l’arte per cui Gualdo Tadino è conosciuta in tutta Italia e in tutto il mondo e che fa indissolubilmente parte della cultura e della tradizione di tutta la fascia appenninica, dalle pendici del Serrasanta fino a quelle dell’Ingino. Uno sforzo ingente da parte di Claudio Carini e della Confartigianato gualdese, nonché del Centro promozionale gualdese che, dopo le scuole locali, tende a divenire punto di riferimento per la progettazione di attività extracurricolari anche per gli altri istituti scolastici del territorio.

10ceram2.jpg (21515 byte)Imparare ... con le mani

Il corso vero e proprio è stato preceduto da una lezione introduttiva, durante la quale i ragazzi - divisi in due gruppi di venti elementi ciascuno - hanno fatto conoscenza con la terminologia, con i procedimenti e gli strumenti dell’arte ceramica ma soprattutto con la materia prima della ceramica, l’argilla; il tutto sotto la guida esperta del maestro Fulberto Frillici e di Costantino Pennacchioli.

Tutti al lavoro

Sguardi increduli quelli dei ragazzi: come potrà questa massa grigiastra divenire un biscotto di colore rosso e, poi, un vaso, un piatto smaltato, decorato e addirittura dai riflessi oro e rubino? Incredulità che si è sciolta non appena i ragazzi hanno - come si suol dire - messo le mani in pasta, maneggiando l’argilla senza l’aiuto di strumenti e, quindi, con l’ausilio di quello strumento che, ai loro occhi sbalorditi, è parso più il cilindro di un prestigiatore che un attrezzo di lavoro: il tornio.

10ceram3.jpg (19028 byte)Il mago del tornio

Enzo Angeli guida al tornio Diego; Roberto assiste

Sotto la guida di uno dei tornianti più esperti di Gualdo Tadino, Enzo Angeli - già "ceramista dell’anno" con oltre mezzo secolo di esperienza alle spalle - i ragazzi hanno dapprima osservato a bocca aperta la magia di due mani esperte capaci di plasmare in forme eleganti una semplice massa di argilla e, poi, hanno fatto esperienza diretta delle difficoltà che l’operazione richiede. Con qualche aiutino qua e là, con tanti incoraggiamenti e con qualche risultato così così, alla fine ne sono usciti vasi, "casponcini", "bugie", anfore, boccali e persino qualche piatto. Qualche ragazzo è riuscito persino ad apprendere quella che è forse l’operazione più difficile per un torniate: la centratura della massa di argilla sul piatto rotante. Una soddisfazione per chi ha imparato, ma soprattutto chi ha insegnato, sempre accompagnando ogni operazione con il racconto di qualche episodio della propria vita di ceramista. Ed Enzo Angeli non si è certo risparmiato nell’insegnare i "trucchi" del mestiere. Qualcuno dei giovani ceramisti, ad esempio, ha molto apprezzato la tecnica per anticare con l’uso dell’aceto la superficie dei vasi prima della cottura. Altri si sono impratichiti delle tecniche di piallatura e rifinitura dei pezzi, già seccati, prima della loro cottura.

10ceram4.jpg (22269 byte)Pennelli, smalti e cristallina ...

Ma non basta. La creta non va solo modellata e poi cotta: va anche smaltata e poi decorata.

Foto di gruppo davanti al tornio. A destra la prof.ssa Concetta Morabito

Operazione, questa, che i ragazzi hanno realizzato su un gran numero di pezzi da loro precedentemente modellati o anche su delle mattonelle già pronte, sotto la guida di Maria .... e di Gianni ... Ne sono usciti animali multicolori, dai gatti ai cani, ai paperi. Ma non solo: grazie alla tecnica dello "spolvero", i ragazzi hanno imparato a trasformare modelli prestampati in tracce sottili di carbone da seguire nella decorazione. E qui, forse, la difficoltà maggiore: quella di far scorrere il pennello con la giusta quantità di colore - diluito al punto giusto - sul manufatto fissato al cavalletto con l’aiuto della "staggia", utilissima ad evitare i tremolii della linea ma anche estremamente difficile da utilizzare. Anche qui il risultato è stato egregio. "Bravi" ha semplicemente commentato quello che è uno dei più grandi decoratori gualdesi di ceramica, vale a dire il maestro Fulberto Frillici. "Niente male davvero per dei principianti!"

Un laboratorio da applausi

Merito della pazienza di Maria e Gianni, del sorriso benevolo di Enzo Angeli, sta di fatto che il corso - che non è ancora concluso - sta producendo un grande entusiasmo fra i ragazzi. "E certo" dice Angeli "La ceramica è un’arte e l’arte non va solo studiata ma anche imparata: finché uno non ficca le mani dentro un pane d’argilla, si può dire che della ceramica non ha capito nulla". Motivo, questo, che spinge davvero a pensare, in prospettiva, a un centro della ceramica sempre più grande e attivo nel mondo della scuola, capace di essere ancora di più "centro permanente di formazione" di un’arte antica che, a Gualdo, ha assunto nel tempo caratteristiche uniche ed irripetibili.

 

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario