L'ECO del Serrasanta

 

N. 5 - 10 marzo 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Arte & Lavoro

 

Il problema dei ceramisti

di Antonio Campioni


Il contratto collettivo nazionale di lavoro del settore artigianale è ormai scaduto da oltre 16 mesi e le trattative per il suo rinnovo segnano gravi difficoltà.

La causa di tutto questo sta nella intransigenza delle associazioni artigiane che rimangono sorde e non vale l'alibi che oggi c'è il rischio della crisi perché nel periodo delle vacche grasse non hanno voluto ugualmente provvedere al rinnovo. Si lamenta inoltre che non sarebbe stata pienamente conteggiata la stessa inflazione che è scattata per tutte le categorie. Il settore della ceramica artigianale ha le retribuzioni tra le più basse di tutte le categorie del mondo del lavoro, perché fin dagli anno '80 i sindacati accettarono che alcune voci aggiuntive del salario, riconosciute a tutti gli altri lavoratori, non fossero comprese in busta paga. Una decisione pesante, caricata tutta sul salario e le condizioni di vita dei lavoratori, a cui oggi, a fronte di quella disponibilità dimostrata, le associazioni degli artigiani CNA - CASA, Confartigianato, Claai rispondono con una chiusura incomprensibile. Questi imprenditori che non vogliono dare, vogliono invece avere "soldi" come succede a Gualdo Tadino nel rapporto con l'Amministrazione comunale che ha messo a disposizione del settore quasi un miliardo.

Le forze politiche, le istituzioni locali, il consiglio regionale vanno sollecitati a sostenere i lavoratori della ceramica non solo di Gualdo Tadino ma di tutta l'Umbria; il rinnovo del contratto è una necessità che restituisce ai lavoratori ceramisti un pò di giustizia.

 

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