L'ECO del Serrasanta

 

N. 2 - 27 gennaio 2002

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Ambiente

grupspelgt.gif (5180 byte)25 ANNI SOTTO TERRA

L'esperienza del Gruppo Speleo

di Vittorio Carini e Giuseppe Venarucci

 

09spele1.jpg (21346 byte)Siamo giunti alla fine del lungo cammino attraverso e dentro le nostre montagne, ed i nostri ricordi, per il quale vi abbiamo guidato per tutto il 2001, il venticinquesimo anno dalla formazione di un Gruppo Speleologico a Gualdo Tadino. Insieme abbiamo percorso uno spazio terrestre di poche decine di chilometri ed uno spazio temporale di un quarto di secolo, molto per un Gruppo che, fra cambiamenti e smarrimenti, è proiettato nel nuovo millennio con un’antica passione, l’esplorazione. Anni non tutti uguali, alcuni indimenticabili, altri incolori, non per una diversa sorte, ma per diversità di scelte, per un diverso peso di valori come l’amicizia, per il mutare di alcuni orizzonti operativi del Gruppo. Al termine di questa serie d’incontri è giunto il momento di dire grazie, di chiamare per nome uno per uno, vecchi e nuovi speleologi, che hanno continuato a far vivere un’associazione, a portare avanti una difficile attività come la speleologia in un paese, Gualdo Tadino, in cui è già problematico trovarsi e lavorare assieme, in cui le attività culturali non riescono "ad ingranare", ad uscire dalla cerchia di pochi addetti. Grazie a Pierdomenico, presidente per il 2001, che per il suo anno si è caricato la responsabilità, anche penale, di un Gruppo spesso scavezzacollo ed imprevedibile, grazie ad Alessandra, neoeletta per il 2002, che continuerà la serie dei 26 responsabili e presidenti che si sono avvicendati alla guida del GSGT: un grazie di cuore a 09spele2.jpg (13055 byte)tutti loro. Grazie a Giuseppe, non soltanto amministratore coatto di piccoli introiti e continue spese, ma spesso solo a tirare avanti il settore Protezione Civile, grazie a Silvia e Maurizio per il sito www.gsgt.speleo.it ed a Roberto, che cura pure innovativi programmi per rilievi topografici, grazie ad Enzo, ben presente nella squadra di soccorso del CNSAS, grazie ad Alfredo e Luciano, realizzatori e restauratori d’arnesi utilissimi, ad Angela, Simonetta, Orietta, infaticabili nel nostro stand allestito annualmente in occasione dei raduni speleo nazionali. Grazie a Valentina, la più giovane, che sopporta questo branco di vecchi brontoloni, grazie a Sergio e Gino, sempre presenti, grazie a Tiziana, legale del Gruppo, grazie a Piero ed Euro, ai quali sono dovute molte pubblicazioni targate GSGT, grazie a Mara, speleologa irrequieta sempre in giro per i suoi monti, grazie a Serafino che ce la manda, grazie a Mauro per le fotografie, anche per quelle che non abbiamo mai visto. Grazie a Vania, che fornisce per il nostro stand le ceramiche di un giallo incredibilmente bello, grazie ad Andrea, quando non sta a Pisa, ad Andrea, quando non è reperibile, ad Andrea e Simone, importanti contatti con il mondo scout, a Maurizio per i suoi quattromila, ad Arnaldo, settore pirotecnico, ad Emanuele per la grotta della Miniera, a Roberto detto Cimino, a Roberto meccanico di pulmini esausti, a Livio per le forre, a Andrea, Samuele per gli ultimissimi scavi, a Roberto e Gabriele, nuovi arrivati, a Marcello, Carletto, Maria Orietta, Rodolfo, Danilo, Marco, Paolo, Renzo, Robertino. Grazie ad Enrico e Monica, a Massimo e Marzia, Alberto e Paola, Celestino e Patrizia, Lorenzo ed Anna, Carlo e Simonetta, Mauro e Natalia, Mauro e Peppina, Anna Lisa e Alberto, Gianluigi e Caterina, Fabio ed Anna, Giuseppe e Tiziana, Pier Giuseppe ed Antonella ora impegnati nel ben più difficile compito di genitori. Grazie a Vittorio, che continua a scrivere la storia del GSGT, a Franca ed ai figli (Lucia, Elettra, Renato) che glielo consentono. Grazie ai soci di un tempo, agli esploratori della Miniera, di Buco Bucone, del Narciso, del Diàntene, dell’Acqua Passera, di decine di grotte minori e di rami forse insignificanti, grazie a quanti hanno fatto parte delle squadre di soccorso, ai topografi (da Graziano in poi), ai paleontologi, ai biospeleologi, agli archeologi, ai ricercatori di vecchie storie e di antichi nomi. Grazie a tutti quelli, centinaia, che hanno scavato con noi in tanti buchi assurdi, ai conoscitori del monte che ci hanno accompagnato nei posti più segreti, grazie ai ragazzi che a decine si sono riversati nel nostro Gruppo ai tempi del terremoto per dare una mano, montando 83 tende nella prima settimana dopo il 26 settembre ’97 e lavorando ininterrottamente per 86 giorni. Grazie alle madri, padri, mogli, mariti, fidanzate, figli cui abbiamo restituito puntualmente in ritardo speleologi sporchi e stanchi. Grazie soprattutto a chi non c’è più, a chi sta esplorando gli spazi infiniti di un’altra vita, a Sauro, fondatore e primo responsabile del Gruppo, ad Italo, fondatore e responsabile nel 1984, Angelo, un cuore generoso unitosi a noi nei tempi dei grandi scavi a Buco Bucone, Andrea, socio per soli tre mesi, quelli difficili del terremoto, grazie al maestro Giovanni, il primo a sognare con noi di magnifiche grotte inesplorate, grazie a Nando, l’amico che incontravamo in qualche tardo pomeriggio, quando le ombre si allungavano sui prati dorati dai riflessi dell’ultimo sole, noi di ritorno da luoghi sperduti, lui diretto verso possibili poste ad un cinghiale. Grazie ad una città, Gualdo Tadino, in cui si respira l’odore dei monti, in cui si nasce appiccicati a queste rupi, così belle quando viene sera, in cui si cresce scorrazzando nel fitto dei boschi o sul verde tappeto dei prati, in cui le nostre iniziative (grotte, arrampicata, trekking, forre, ambiente, neve) hanno avuto un seguito, in cui gente caparbia tiene in vita un giornale da 14 anni e ci offre pagine per illuminare un mondo senza luce, in cui abbiamo trovato pazienti lettori che per un anno intero ci hanno seguito per spazi inconsueti e per luoghi della memoria, forse comprendendo questa nostra passione: ora, quando c'incontreranno coperti di fango, di sacchi, di stanchezza, ci vorranno un po’ di bene e ci regaleranno un sorriso.

 

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