L'ECO del Serrasanta

 

N. 2 - 27 gennaio 2002

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Comprensorio: ricerca di certezze


Dopo l'adesione di Gualdo Tadino al progetto per l'ospedale comprensoriale a Branca si assiste ad una ricorrente ricerca di certezze: certezze reclama il comune di Gubbio sulla adesione di Gualdo Tadino all'Asl Alto Tevere, certezze reclama il Comune di Gualdo Tadino che fin quando la nuova struttura non sarà pronta nulla pregiudichi l'efficienza dei servizi dell'Ospedale Calai, certezza reclamano certi dipendenti che hanno scomodato per la bisogna anche le organizzazioni sindacali, certezze da ultimo reclamano le forze politiche locali (vedi interpellanza Polidoro e comunicato de "I Democratici") allarmate dal bando di vendita dei beni immobili già proprietà dell'Ospedale Calai e della Congregazione di Carità.

Come interpretare queste richieste? Quando si chiede certezza, è evidente che non c'è fiducia: ma, in una situazione in continua evoluzione come l'attuale, chi può dare certezze? I politici? gli amministratori? Quanto dura (non diciamo quanto vale) l'impegno di un politico o un amministratore? La risposta non la diamo noi, l'affidiamo a tutti i lettori che dispongono di una raccolta dei quindici anni di vita di questo giornale (per chi non la possedesse mettiamo a disposizione il nostro archivio). Il giornale, rispetto all'appariscente messaggio televisivo, offre il vantaggio di una testimonianza scritta, che non dura solo qualche minuto: ebbene, scorrendo le circa 5.000 pagine de L'ECO del Serrasanta, in merito ad ospedale e politica ospedaliera, si scopre che gli impegni e le assicurazioni di politici ed amministratori di ogni livello … sono durati finché non è cambiato l'orientamento del vento. A volte per scelta degli interessati, tal'altra perché semplicemente sono cambiate le situazioni contingenti, il quadro e gli indirizzi di politica sanitaria. Pertanto, per essere concreti, perché anziché invocare aleatorie certezze, non cominciare a muoversi sul piano delle cose concrete?

A questo proposito non possiamo non annotare che quanto a cose concrete Gubbio sia tutt'altro che coerente con gli impegni per una politica comprensoriale: dopo l'affossamento della adesione all'ESA, è tutt'altro che comprensoriale la scelta del "canile" in quel di Pontedassi, è tutt'altro che comprensoriale la direttissima Roma-Venezia che mal si concilia con l'ammodernamento della Roma-Ancona, ed ultima, la recente presa di posizione in materia di organizzazione dei servizi turistici sul territorio. Perdurando questa visione egemonica del Comprensorio, nessun sindaco x o nessun assessore y potranno dare garanzie che Gualdo Tadino, in un diverso quadro politico, possa rimettere in discussione anche la sua partecipazione alla Comunità Montana. Per cui, prima di chiedere garanzie a Gualdo Tadino, Gubbio farà bene a chiarirsi in famiglia come vuol rapportarsi con gli altri, non è detto che gli altri siano disposti a fare da truppa di complemento negli scontri con Città di Castello.

 

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