L'ECO Sport

 

N. 24 - 16 dicembre 2001

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Sport

 

Gli albori del calcio sigillano

di Giuseppe Pellegrini


15calsig.jpg (19064 byte)- 28 Marzo 1928 - "Da una settimana Menchino de Gambini, con la mula e una ventina di ragazzi, toglievano le tuppe e spianavano alla meglio il vecchio "Campo della Fiera".

Nasceva così il primo campo sportivo, che, benché in salita verso la Pennacchia, si adattava alla meno peggio al gioco del pallone. Domenica i sigillani avrebbero assistito alla prima partita di calcio, la squadra locale si chiamava "Ardita Juventus" e per l'occasione Geremia Luconi aveva composto l'inno sociale: "Siamo atleti dell'Ardita! Sigillana primavera / Difendiamo una bandiera che la gloria bacierà / Fiero sul cuore balza il Grifone di forza audace balda espressione / oh, bianco rosso, combatti, urrah, chi mai Sigillo piegar potrà".

Avversaria e ospite la squadra SALUS di Gualdo Tadino, che sarebbe scesa a Sigillo per affrontare i bianco rossi dell'Ardita locale. L'attesa era enorme. Da giorni in paese non si parlava d'altro. I benpensanti, passeggiando sotto le logge della Piazza, sgrullavano la testa, parlando di quei "sfaticati che consumavano le scarpe per tirare calci a un pallone". Don Enrico Colini aveva finanziato l'acquisto di un nuovo fiammante pallone a Perugia, perché si doveva fare bella figura di fronte ai gualdesi.

Domenica 23 maggio, data fatidica per lo sport sigillano, era una splendida giornata primaverile, piena di sole; la Salus, capitanata da Biscontini, arrivò sulla Piazza con la cacciatora di Scatena; i giocatori si spogliarono nei locali del "Dopolavoro", e, quando si avviarono verso il terreno di gioco in perfetta tenuta sportiva, maglie azzurre, asciugamano intorno al collo e impermeabile sulle spalle, l'ammirazione dei paesani fu enorme. I "bianco-rossi dell'Ardita" (si fa per dire, perché soltanto cinque o sei avevano la maglia sociale, mentre gli altri indossavano una comune camicia), si spogliarono nella "stalla di Broccoletto", eccezionalmente concessa da Menichella a "quei matti di mangiascarpe". Arbitro fu designato il "Sor Agostino Agostinelli", uno che di pallone se ne intendeva, perché in gioventù aveva studiato a Casale Monferrato, culla del calcio italiano. I punti di forza della squadra sigillana erano: "Geremia Luconi, capitano e centrattacco, Umberto, il fio del sor Daniele (Cecio per gli amici), Alessio de Tomassoni, l'atletica guardia forestale Marcellini (il primo straniero), Palletta, Michele, Rigoli, Cesarino, Lindo l'americano, Amedeo de Scattoloni. In porta un ciclista famoso:" Nicola, detto Biferone, atleta versatile".

Squadre in campo, scambio di fiori tra i due capitani, lunga posa innanzi al fotografo, fischio dell'arbitro e... via tra calorosi battimani del numeroso pubblico. Due contadini venuti dal Chiascio, commentavano ad alta voce che era impossibile cimentarsi con quei giovanottoni, che, se invece del pallone, con quei calci ti colpivano nel deretano, erano dolori. La Luigina de Mistertomi discuteva con un gruppo di ragazze, affermando che i polpacci di Geremia erano più grossi di quelli di Cecio e che non credeva mai Marcellini così villoso. La partita, giocata con ardore dai contendenti, volgeva in favore dei sigillani con due gol messi a segno da Geremia e Cecio. I gualdesi accorciavano le distanze nel secondo tempo, con un gol di Biscontini, e, a cinque minuti dalla fine reclamavano un rigore per un "mani in area" di Marcellini. L'arbitro che in quel momento, visto tra il pubblico un proprio contadino, aveva lasciato il terreno di gioco per informarsi se una vacca aveva partorito, cavallerescamente e per ospitalità concesse il rigore che segnò il pareggio. Entusiasmo alle stelle, bicchierata sociale, a base di vino e gazzosa nei locali del Dopolavoro. Strette di mano tra i contendenti, inizio della ventennale rivalità tra le tifoserie di Gualdo e Sigillo. Lo storico avvenimento non fu immortalato, perché il fotografo, sì aveva scattato le foto, ma incautamente aveva dimenticato le lastre a casa!.

Ora il Gualdo gareggia in C2, e da molti anni si conferma leader nella sua categoria; il Sigillo?

Il Sigillo non gareggia più sul vecchio "Campo della fiera", ma, l'Amministrazione Comunale ha costruito uno Stadio, con manto erboso, ed illuminazione, intitolato al "Sottotenente Ermes Aretini", nato a Sigillo il 13 agosto del 1921 e morto a Breslavia il 2 agosto del 1944. Tra alti e bassi non ha mai superato la Prima Categoria, ora partecipa al campionato di Terza categoria girone D, e naviga nella zona alta della classifica. Tutto questo grazie al Cav. Giuseppe Melissa, che, dopo la brutta esperienza con la G.S. Monte Cucco, ha rimesso in piedi: "L'Associazione Calcio Sigillo".

Il ricordo storico che vi abbiamo narrato possa servire da sprone e incoraggiamento per Atleti, (maggior attaccamento alla società di appartenenza), Dirigenti (maggiore presenza al campo ed una vigilanza più attenta), ed in particolar modo per i tifosi che, durante le festività natalizie possano trovare, nelle loro tasche, qualche Lira, o qualche Euro, pro AC Sigillo.

 

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