L'ECO del Serrasanta

 

N. 19 - 7 ottobre 2001

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Attualità

LIBRI RICEVUTI

Il filo dei giorni

di Gianni Pasquarelli


A volo radente, come spitfires: mezzo secolo di appassionate vicende umbre e nazionali tra ombre e speranze nel suggestivo racconto- testimonianza di Gianni Pasquarelli

Senza ripiegare alla stesura di nostalgie e illusioni, Gianni Pasquarelli in questo ultimo lavoro, che è il più stilisticamente maturo esempio del suo scrivere, srotola con garbo e intelligenza la matassa di eventi d'un vissuto fatto di fuggitive stagioni, di luoghi, personaggi, momenti, interrogativi rivisitati con una simpatia travolgente, un'intelligenza che cerca sempre di provare qualcosa, un'intelligenza - per dire - "politica".

Gianni Pasquarelli, una lunga milizia ai vertici di Autostrade e Rai, l'eccellenza del "mestiere" nel giornalismo, signorilità del tratto e sensibilità d'animo, conferma l'opinione che ogni fatica letteraria sia comunque autobiografica. Anzi, il suo é un discorso di giorni, giorni strani e qualsiasi, giorni straordinari o senza gran significanza; discorso sviluppato seguendo il filo d'oro del racconto in uno spazio di tempo dalla prima adolescenza negli anni di guerra agli eventi sul finire del secolo; un lavoro in cui l'autore sa offrire un quadro di memorie e affetti con l'eleganza d'un gastronomo della vita anche quando veste panni di "maìtre à penser", che del resto gli si attagliano benissimo e si fanno volentieri apprezzare.

Il volume, uscito per le edizioni "Giornalisti Riuniti" di Milano, con una invitante, dotta presentazione di Antonio Pieretti dell'università di Perugia, è una sorta d'autentica "fabula" personale, di viaggio a ritroso nelle steppe d'ambienti e situazioni collocati nel nostro conto perdite - profitti, dunque aperti alla degustazione ad alto indice di gradimento per attualità di nodi narrativi e incisività di immagini in una successione di episodi alternati e integrati dall'inversione di ruolo in cui il protagonista - potrebbe essere uno qualunque di noi, prossimo a certe realtà trascorse - diventa spettatore e giudice (molto indulgente, per la verità, quanto saggio ed arguto). Itinerario guidato, che ha inizio dal suo luogo natale, Gualdo Tadino, nobile e gentile cittadina dell'Umbria, il giorno che vede piombare sul piccolo scalo ferroviario tre Spitfires in picchiata, rivelazione e colpo di fulmine per l'autore giovanissimo e i suoi amici.

Nell'itinerario - all'antica natìa Tadinum sono offerte splendide digressioni - paesaggi e personaggi rimarranno sicuramente a lungo nella storia, nella cronaca, sugli scaffali delle case, a Gualdo Tadino ... La guerra, i suoi colpi di coda; la Resistenza, i suoi eroi; la liberazione, la democrazia, lo scontro elettorale del 18 aprile 1948; il fascismo in un flash - back che ne fa risalire origini e infauste stagioni al Risorgimento - coraggioso excursus, raffinata dialettica -. Fino al '68, fenomeno sofferto, vissuto, discusso, del quale con serenità e tatto Pasquaelli da osservatore attento individua natura, anche sottofondi e parentesi d'una Storia che nei suoi spezzoni virulenti non finisce mai di presentarsi provvida d'insegnamenti (e inascoltata) nel fluire degli eventi fino ai giorni nostri, alla riscoperta di valori e alternative ancora possibili.

E' un palcoscenico, sul quale attori protagonisti recitano il loro ruolo, personaggi della Gualdo Tadino con la quale, negli ultimi cinquant'anni, l'Autore ha condiviso ansie, gioie, speranze e delusioni; sfilano le figure carismatiche del dopoguerra (dal mite sindacalista Oreste Tomassini, all'ingegneretto Nello Barberini), agli esponenti della sinistra cristiana (Oddino e Adriano Pasquarelli), i componenti del CLN come Carlo Luzi, gli amici delle prime esperienze politiche (Francesco Guerra, Fiorello Giovagnoli, Fernando e Giampiero Pascucci), gli avversari (il sindaco per 30 anni, Armando Baldassini, il capogruppo del PCI Augusto Pinacoli ed Osvaldo Dolci, uso a riportare ogni discorso politico al 1921), le figure familiari di amici come il Dr Vincenzo Pennoni, il prof. Mario Pagliari, il sindaco attuale e lo scrivente.

"Il filo dei giorni": sul cupo orizzonte di miti e illusioni battuti dal vento gelido del secolo, l'inventario ragionato di Gianni Pasquarelli, per la qualità del ricordo si rivela un investimento proficuo, un montaggio senza reticenze di vicende sulle quali il ragno non ha ancora tessuto la sua tela.

Un valore quotato, questa lettura di fatti e intuizioni, attuale, intrigante, umanissima.

Valerio Anderlini


Valerio Anderlini può essere contattato all'indirizzo Email valerioanderlini@protadino.it.

 

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