L'ECO del Serrasanta

 

N. 18 - 23 settembre 2001

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Turismo e folklore

CHE COSA DICONO DI GUALDO DUE IMPORTANTI GUIDE TURISTICHE

Città della ceramica o del terremoto?

di Pierluigi Gioia


05toumbmar.jpg (35774 byte)Che Gualdo Tadino non sia una delle mete turistiche più ambite in Umbria è cosa risaputa; che sia praticamente ignorata da buona parte dei manuali scolastici di geografia e delle pubblicazioni ad uso turistico, come le guide, è anch’esso un doloroso dato di fatto. Non staremo certo a discutere qui sulle possibili cause di tale "marginalità" di immagine, perché il discorso è complesso. Prenderemo, invece, in esame alcuni lati positivi della questione. Ovvero: non in tutte le guide turistiche Gualdo Tadino è assente.

La copertina della guida del Touring Club

Prendiamo, ad esempio, quella che è sicuramente la più letta e diffusa in Italia, con oltre tre milioni di copie vendute: la Guida rapida d’Italia del Touring club italiano. Precisamente il volume terzo Toscana, Umbria, Marche. A pagina 130, poco prima di Gubbio, Gualdo compare in neppure mezza colonna. L’indicazione la definisce "interessante" (è già qualcosa): dello stesso interesse vengono, in effetti giudicate altre cittadine umbre, come Trevi e Norcia. Tuttavia, al contrario di queste ultime, a Gualdo non viene attribuito l’onore della pianta topografica. Questo nonostante che superi di più del doppio, come numero di abitanti, gli altri due centri. Segno di inequivocabile marginalità. Ma leggiamo la parte iniziale del testo contenuto nella guida: "…sede vescovile ora unita ad Assisi. ‘Tadinum’ romana era in piano, presso la Flaminia, Gualdo le succedette nel sec. XII, sul colle, ai margini di un’ampia pianura ai piedi del monte Serra Santa. Il nucleo storico ha aspetto antico. Tra le attività economiche, la manifattura della ceramica artistica in oro e rubino, di tradizione multisecolare. E’ anche villeggiatura. Nei mesi di settembre e ottobre 1997 e aprile 1998 scosse sismiche hanno danneggiato il patrimonio monumentale che, pertanto, talvolta può essere non accessibile." A parte l’evidente refuso tipografico o espressione sin troppo ellittica "è anche (centro di) villeggiatura", ci sono degli elementi alquanto interessanti da notare: l’accenno, per altro preciso e circostanziato, agli eventi sismici del ’97 e ’98, serve per giustificare due informazioni: che il patrimonio monumentale è danneggiato e che può non essere accessibile. L’informazione è generica ma è sicuramente scoraggiante per un turista, poiché nella successiva descrizione dei monumenti (San Francesco, San Benedetto e la Rocca Flea) non viene affermato nulla a proposito di inagibilità o chiusura. Quali di questi monumenti - si chiederà un turista - saranno chiusi? Meglio non andarci per niente!

Teniamo bene a mente queste osservazioni e prendiamo in esame un altro testo edito dal Touring Club Italiano, stavolta in collaborazione col settimanale Famiglia Cristiana. Nella collana Itinerari d’Italia, che ha una tiratura pari a quella del settimanale (quindi oltre due milioni di copie), nel tomo Umbria, Lazio, a pagina 25, Gualdo Tadino viene inserita in un itinerario dedicato a Gubbio e l’Appennino umbro. All’inizio viene subito evidenziato un elemento positivo: si parla, in effetti, di "una certa vivacità economica, come dimostra il tessuto industriale intorno a Gualdo Tadino.". Ma subito dopo si arriva ad affermazioni quasi paradossali: si definisce, infatti, Gualdo un "Centro che, al pari degli abitati limitrofi, ha però dovuto pagare, in termini di patrimonio artistico e vittime umane [sic!], un pesante tributo agli eventi tellurici". Nessuno nega la gravità del sisma e il suo dramma, anche umano. Ma parlare di vittime - che è anche falso, almeno in riferimento a Gualdo - dà l’impressione di una catastrofe immane che ha ingoiato l’intera città, inculcando già nel turista un’immagine sicuramente distorta di quello che è in effetti stato il pur estenuante dramma del terremoto. Gualdo, città ferita, dunque. E sentite quello che si dice poco più avanti, a pagina 31: "Distrutta, abbandonata, spostata ora in alto, ora in basso. Ha un passato travagliato questa cittadina, sia per gli scherzi della storia, sia per i capricci della terra: buona parte dell’abitato antico è stata cancellata dai terremoti del 1751 e 1832, senza contare i danni inferti dai sismi del settembre 1997 e dell’aprile 1998, quest’ultimo trasmesso in drammatica diretta televisiva dalle telecamere che stavano riprendendo la partita della squadra di calcio locale." Insomma, Gualdo Tadino è una città che si distingue, per prima cosa, in quanto città eternamente terremotata e perseguitata dalla storia. Non è un’immagine forse falsa ma è davvero poco appetibile per un turista. No?

Fortunatamente, il testo continua con considerazioni meno cataclismatiche. "Questi eventi non hanno però compromesso il dinamico tessuto produttivo dell’abitato, noto fin dal Cinquecento per le sue maioliche; non meno rinomata è l’acqua oligorninerale della Rocchetta, imbottigliata nel vicino stabilimento." Un breve riquadro annuncia che : "L’Umbria è patria della ceramica: Gualdo Tadino è uno dei centri di maggiore interesse, dove coesistono il metodo artigianale, che realizza ceramiche al terzo fuoco, e quello industriale, con prevalenza di forme e decori di ispirazione medievale". A questo punto il testo prosegue con l’esame, piuttosto asettico e senza più accenni al sisma, dei monumenti di Gualdo: "la duecentesca Torre civica", la Rocca Flea, la Pinacoteca comunale e, infine, il Museo della ceramica - ovviamente non quello appena inaugurato e dedicato al concorso internazionale della ceramica.

Che dire, a conclusione di questo rapido esame. Che Gualdo non esce con un’immagine lusinghiera delle sue attrattive laddove esce. Già, perché molte guide la ignorano tout court. Il problema non è però reale, oggettivo: è un problema di immagine e basta. La guida del Touring club attribuisce la qualifica di "molto interessante (merita di essere visitata anche dal turista affrettato)" a centri che, oggettivamente, non hanno assolutamente nulla in più che Gualdo Tadino. Non faccio nomi, ma so per esperienza che in almeno in un caso, un centro delle Marche - lontanissimo fino a qualche tempo fa dalle "rotte" dei turisti - è riuscito grazie all’insistenza di un suo assessore a farsi mettere una stella in più dalla guida del Touring, con relativo aumento del 140% dei flussi turistici in meno di due anni. Il tutto, è ovvio, con suo pieno merito.

Gualdo, insomma, dovrebbe farsi più visibile e puntare proprio sulla rettifica totale dell’immagine di città "marginale", "industriale", "terremotata" e "inagibile". La guida, del resto, parla anche di "centro di villeggiatura": è qui che secondo me andrebbero intensificati gli sforzi. Molte città hanno meritato ben "due stelle" dal Touring esclusivamente per le loro bellezze ambientali e per le buone capacità ricettive. Di Gualdo il Touring sa poco o niente: bisogna comunicarglielo ... a voce più alta.


Pierluigi Gioia può essere contattato all'indirizzo E-mail pierluigigioia@protadino.it.

 

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