L'ECO del Serrasanta

 

N. 17 - 9 settembre 2001

Pro Tadino Prima pagina Edizioni Sommario

Ceramica

 

La galleria d'Arte Ceramica moderna

Ancora una sede precaria

di Mauro Mancini


05gbusti.jpg (17822 byte)Dopo tre anni di chiusura e dopo infinite traversie si torna ad ammirare le opere della Mostra internazionale della ceramica, grazie alla disponibilità dell'impresa Brunozzi che ha messo gratuitamente a disposizione della Pro Tadino i locali pianoterra della ex caserma carabinieri.

Giulio Busti (1989)

In trentacinque anni, dal 1959 in poi, l’Associazione Turistica Pro Tadino, attraverso l’organizzazione del Concorso Internazionale della Ceramica - il cui regolamento comportava l’acquisizione in proprietà delle opere premiate - ha raccolto una collezione di autentici capolavori di arte ceramica moderna: oltre trecento manufatti d’autore. Della collezione – patrimonio della città di Gualdo Tadino e del quale la Pro Tadino è stata gelosa custode - facevano parte pezzi di grandi artisti italiani e stranieri che avrebbero fatto gola a galleristi e commercianti d’arte, e per i quali c’è stata sempre la carenza di una idonea collocazione per evitarne dannosi spostamenti e per farne una catalogazione organica e definitiva.

La risonanza dei nomi, una autentica attrazione, oltre a scrivere una pagina di valore internazionale nella storia della ceramica, avrebbe garantito un flusso di visitatori: c’erano infatti pezzi di Angelo Biancini, Massimo Baldelli, Salvatore Meli, Hannibal Salvaro, Vlastimil Kvetensky, Salvatore Cipolla, Nino Strada, Nello Bini, Lindh Mascitti, Giovanni Dragoni, Giuseppe Rossicone, Carlo Zauli, Nino Strada, Graziano Pompili, Goffredo Gaeta, Viljo Makinen, Edgardo Abbozzo, Edward Chapallaz, Alfonso Leoni, Tokei Oto, Giovanni Dragoni, Jry Pelikan, Ivo Sassi, Petra Weiss, Guido Gambone, Pompeo Pianezzola, Tsolakos Panos, Gheorghios Gheorghou, Nedda Guidi, Otto Eckert, Cesare Siviglia, Aligi Sassu tanto per citare solo i più noti; in breve il gotha della ceramica dell’ultimo cinquantennio, alcuni viventi, ed altri scomparsi.

La mancanza di una idonea sede espositiva, sottoposta più volte a spostamenti dai vari assessori comunali succedutisi, ha determinato per questi fragili manufatti ripetute autentiche peregrinazioni presso sedi di fortuna, con conseguenze che è facile immaginare finché, per effetto del terremoto, oltre la metà di queste opere – che avevano trovato collocazione presso il Centro Tecnico Promozionale, presso l’ex IPSIA– sono andate distrutte o gravemente danneggiate, mentre una sorte migliore hanno avuto i circa cento pezzi collocati presso le scuole elementari del capoluogo e presso il palazzetto del Podestà in piazza del soprammuro.

Tali opere costituiscono un patrimonio inestimabile che tante altre città ci invidiano (basti solo ricordare al riguardo il successo che ottenne qualche anno fa la loro esposizione organizzata dal comune di Sesto Fiorentino nei giardini di Villa Guicciardini e dall'Amministrazione Provinciale a Perugia).

Le opere salvate dal "diluvio", ora ritornano in uso della città e la Pro Tadino, con caparbietà, malgrado la sede ancora provvisoria perché i locali ritorneranno in uso della ditta Brunozzi nel mese di ottobre, ha voluto restituirle ai cittadini e ai turisti.

L'Amministrazione Comunale della "città della ceramica" è necessario che adotti tempestivamente delle iniziative concrete, come è stato fatto per dotare l'Ente Giochi de le Porte dei locali destinati alle quattro taverne; senza mettere nel conto le motivazioni di interesse culturale e turistico, il peso che ha la ceramica nell'economia della città lo esige e lo impone.


Mauro Mancini può essere contattato all'indirizzo E-mail mauromancini@protadino.it.

 

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