L'ECO del Serrasanta

 

N. 13 - 8 luglio 2001

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Sanità

CENTRO RECUPERO INFARTUATI

Un servizio ormai irrinunciabile

La dott.ssa Mandorla: "La riabilitazione è un servizio ad alto rendimento". Il dott. Provvidenza: "Va potenziata la terza fascia"

di Riccardo Serroni


A 15 anni dalla nascita (aprile del 1986), il Centro Recupero Infartuati di Gualdo Tadino si interroga sul suo futuro e sulle nuove prospettive che si delineano per una attività che sta diventando sempre più importante. L'occasione per fare il punto è il recente Congresso sul tema: "Metabolismo cellulare muscolare: supporti farmacologici e dietetici nel paziente cardiopatico e nell'atleta" organizzato in collaborazione dall'ANACA, dall'U.O. di Cardiologia dell'ospedale Calai, dal Centro di Riabilitazione e dalla ASL n° 3.

"Qualche preoccupazione all'orizzonte la vediamo - puntualizza la dott.ssa Sara Mandorla, neo primario della Cardiologia di Gualdo Tadino - Sappiamo tutti quali sono le difficoltà economiche della sanità ed in una prossima ridefinizione delle spese esiste il reale pericolo che si vada incontro a dei tagli nei servizi che non sono considerati primari. Dobbiamo quindi stare bene attenti a ciò che accadrà nei prossimi mesi". Insomma, nella difesa di ciò che abbiamo quello della riablitazione dovrebbe essere considerato uno dei servizi oggi irrinunciabili: "perché è un servizio ad alto rendimento - continua la dott.ssa Mandorla - Basti pensare che fino agli anni '70 un infartuato era costretto a letto per almeno 30 gg. Oggi dopo quattro giorni comincia già a fare un'attività fisica. I trapiantati prima restavano in ospedale per quattro mesi, oggi escono dopo una settimana e cominciano la fase riabilitativa". Quindi meno spese per le degenze più corte e un investimento sicuro sul recupero ad una totale funzionalità fisica degli infartuati.

Ma il Centro non si limita a difendere ciò che preziosamente è riuscito a costruire in questi anni in termini di credibilità ed efficienza. Esistono delle nuove strade da percorrere per potenziare la riabilitazione e coinvolgere un numero sempre maggiore di soggetti interessati: "Potremmo suddividere la riabilitazione in tre fasce - ci spiega il dott. Michele Provvidenza, responsabile del Centro - Alle prime due fasce, che potremmo definire ospedaliere, ne dovremo potenziare una terza, quella che interessa gli stabilizzati".

Nella prima fascia vengono considerati i pazienti ricoverati o perché infartuati o perché reduci da interventi di cardiochirurgia. Per essi viene programmata una riabilitazione prevalentemente respiratoria.

Nella seconda fascia vengono considerati i pazienti che, superata la fase critica, iniziano una riabilitazione in regime di day hospital nelle strutture dell'ospedale.

Fanno parte della terza fascia i cosiddetti pazienti che hanno una cardiopatia stabilizzata e che, non avendo più niente da migliorare, necessitano di una riabilitazione di mantenimento. Pazienti che, quindi, completato il ciclo di riabilitazione di prima e seconda fascia, non andrebbero lasciati soli e andrebbero seguiti per il resto della loro vita con percorsi di attività fisica controllata utilizzando, prevalentemente, le strutture sportive esistenti sul territorio. Oggi, questi pazienti, vengono seguiti soltanto parzialmente con indicazioni che ognuno, poi, mette in pratica per conto proprio, perché non esiste una strutture sufficiente a coprire anche questa necessità. Il dott. Provvidenza elenca le figure professionali che sarebbero necessarie: "Occorrerebbe - dice - un cardiologo, un dietologo, uno psicologo, un fisiatra ... L'attività del Centro, inoltre, potrebbe arricchirsi di iniziative collaterali per rendere più interessante a Gualdo il soggiorno dei nostri ospiti con conferenze, visite, informazioni ...". Il Centro può, quindi, trasformarsi anche in un formidabile veicolo promozionale per un rilancio turistico del nostro territorio. Ma non può essere tutto delegato alla struttura sanitaria. Per gestire l'extra ospedaliero è indispensabile un'integrazione con i servizi territoriali e con l'amministrazione comunale.

"Non va sottovalutata, infine - conclude il dott. Provvidenza - la necessità di espletare una attenta attività di prevenzione primaria sulla popolazione di soggetti sani al fine di evitare loro l'epilogo verso una patologia cardiaca. Ancora oggi la patologia cardiovascolare è al primo posto per eventi acujti: circa 150.000 in Italia, circa 2000 in Umbria. L'attività di prevenzione, quindi, è più che giustificata e ancora di più quella riabilitativa che copre nella nostra Regione solo 1300 pazienti a fronte dei 18.000 casi per anno che ne avrebbero bisogno".

 

 

Il 45% da fuori città


Il Centro Recupero Infartuati è nato nell'aprile del 1986 come parte della Cardiologia allora diretta dal dott. Marcello Pagliacci. Il responsabile è il dott. Michele Provvidenza. Il collegamento con Veruno, Milano, Monza, Pavia, Trieste (dove esistono i centri di recupero che vanno per la maggiore) consente al centro di Gualdo di divenire rapidamente un punto di riferimento per tutto il Centro Italia. Poco tempo dopo nasce l'ANACA, l'associazione che raggruppa i cardiopatici. Nel 1987 il Centro sale alla ribalta mondiale allorché Saverio Pallucca, dopo il trapianto di cuore, partecipa alla Maratona di New York.

Nell'anno 2000 il centro ha effettuato in totale 67.607 prestazioni, 57.880 ore di palestra, 1.376 presenze (dei quali 189 prime presenze, 104 ricoverati, 1.272 day-hospital) per la sola riabilitazione. A queste vanno aggiunte le prestazioni dell'Unità Organica di Cardiologia raggiungendo così le 82.090 prestazioni. Dato di fondamentale importanza è il fatto che il 45% dell'utenza cardiologica proviene da fuori regione: risorse che entrano nelle casse della ASL.

 

 

Corri col cuore


Si è tenuta domenica 17giugno la III° Edizione di "Corri con il Cuore", manitestazione podistica nazionale non competitiva a passo libero con due percorrenze, una classica mezza maratona 21,097 km., e un percorso di 7 km alla portata di tutti, organizzata dal Centro di riabilitazione cardiopatici, l'Anaca, la Cardiologia dell'Ospedale Calai, l'Associazione Sportiva Atletica Tarsina e il Comune di Gualdo Tadino, alla quale hanno partecipato circa trecentocinquanta atleti di cui oltre cento cardiopatici, che sono stati introdotti all'attività fisica dal centro per il recupero degli infartuati di Gualdo Tadino. Pur non essendo una gara competitiva si segnala che il primo arrivato sulla distanza dei 21 km è stato Lorenzo Magnani, di Santa Maura in Paschi iscritto alla Podistica Santa Maura, mentre sulla distanza dei 7 km il primo arrivato è stato Emilio Pezzopane dell'Atletica Fossombrone. Tra i gruppi con il maggior numero di partecipanti vanno segnalati l'Associazione Maggiaioli, l'Associazione Terza Età, il Gruppo Sportivo San Rocco, il Circolo dipendenti della Perugina, la Polisportiva culturale San Miniato Basso, l'Amatori Podistica Terni, il Prosciuttello team di Sigillo, il gruppo sportivo Avis Narni e la Podistica Avis di Fabriano. L'iniziativa della maratonina si colloca come naturale prosecuzione di quanto è stato fatto per la riabilitazione del cardiopatico sin dal 1986, anno in cui veniva fondato a Gualdo Tadino il centro riabilitazione cardiopatici, primo in Umbria e nel Centro Italia. In questa occasione è stato assegnato il II° Trofeo "Saverio Pallucca", consegnato dal figlio Gianluca, che è andato all'associazione Terza Età, come gruppo con il maggior numero di iscritti.

Rammentiamo che nel 1987, ad un anno dal trapianto cardiaco, Saverio Pallucca corse la maratona di New York destando notevole sensazione nel mondo, divenendo un simbolo del centro di riabilitazione gualdese, ma anche e soprattutto un riferimento positivo per tanti cardiopatici e non. Il regolare svolgimento della manitestazione è stato assicurato dalla fattiva collaborazione del Gruppo Sorgente della Protezione Civile di Gualdo Tadino, dalla Croce Rossa, dall'Associazione Nazionale Carabinieri di Foligno e dal personale medico e paramedico della Cardiologia gualdese.

 

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