L'ECO del Serrasanta

 

N. 13 - 8 luglio 2001

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RIESPLODE UNA DISPUTA DI ANTICA DATA

Rivendicata dal comune la proprietà di San Francesco


01riven.jpg (8773 byte)Mentre non accenna a dirimersi la controversia fra la Curia e i componenti della Confraternita della Trinità si apre un nuovo contenzioso fra la Curia ed il Comune in merito alla proprietà della Chiesa di San Francesco, sulla scorta documenti da cui risulta di proprietà comunale.

L'immobile, una delle più belle chiese francescane ed uno dei più insigni della città, demaniato all'indomani del passaggio al Regno d'Italia, fu acquistato dal Comune nel 1873 per la somma di 3.011 e, già nel 1877 negli anni in cui era vivace il dibattito fra clericali ed anticlericali, fu oggetto di una spaccatura del Consiglio Comunale tra i favorevoli ed i contrari all'imposizione di un canone di affitto ai canonici per la sua ufficiatura. Oggetto di ripetuti interventi di restauro e manutenzione da parte del Comune, fu adibito ad usi impropri quali il casermaggio dell'esercito durante la prima guerra mondiale, per essere poi oggetto di un complesso lavoro di recupero culturale da parte della Soprintendenza negli anni '50, al termine dei quali trovò idonea collocazione al suo interno la Pinacoteca Comunale previo accordo fra il Comune e la Chiesa, che conservava il diritto di ufficiatura in alcune occasioni.

Smantellata inopinatamente la Pinacoteca negli anni '70, seguì per un ventennio l'abuso dell'immobile a destinazioni improprie (perfino alloggio per venditori di tappeti persiani), culminate in una mostra considerata blasfema nel 1993, e in seguito alla quale il parroco della cattedrale si riappropriò d'imperio delle chiavi, ridestinando la Chiesa al culto fino al terremoto del 1997, e resistendo a tutti i tentativi del Comune di farne un contenitore culturale.

Forti del rinvenimento del documento di acquisto, in seguito alla riorganizzazione dell'archivio comunale, gli Amministratori Comunali preannunciano fin da ora l'intento della Pubblica Amministrazione di rientrare in possesso dell'immobile per destinarlo ad iniziative di carattere culturale, dopo i lavori di consolidamento e restauro resi necessari dal sisma recente.

 

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