L'ECO di Fossato di Vico

 

N. 11 - 10 giugno 2001

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Fossato di Vico

COMMENTO DELLE ELEZIONI

Vince l'Ulivo, in controtendenza con le comunali

di Ottavio Giombetti


Se si voleva una conferma di come la pensa in termini politici la popolazione di Fossato di Vico, questa è venuta delle elezioni del 13 maggio, che hanno visto prevalere ancora una volta il centro - sinistra, ovvero l'Ulivo, in netta controtendenza rispetto alle elezioni comunali. E' una ulteriore conferma di quanto siano invisi i gruppi dirigenti locali. Questa è la considerazione che continua ad emergere dai risultati di questa tornata elettorale: quando si vota per elezioni sovracomunali il sentimento ideale del cittadino di Fossato di Vico si risveglia e sceglie secondo la propria coscienza, non condizionato dai volti e dai personaggi dei vertici locali dei partiti di centro - sinistra. Il centro - sinistra vince alla Camera con il 50,l% (la maggioranza assoluta dei consensi) ed al Senato con il 46,4%, risultato quest'ultimo non esaltante, vuoi per la pessima perfomance del candidato verde, vuoi per la presenza di Rifondazione Comunista, che alla Camera era assente La Casa delle Libertà ha riportato il 46,5% alla Camera dei Deputati ed il 42,6% al Senato.

All'interno dei Poli i maggiori partiti risultano nell'Ulivo, i DS, che sono anche il partito di maggioranza relativa con il 24,6, e nella Casa delle Libertà, Forza Italia (21,9%), ma con Alleanza Nazionale immediatamente a ruota (21,3%). Tuttavia, in linea con i risultati regionali e nazionali, i DS perdono il 7,6% rispetto alle Politiche del '96 ed il 5,4% rispetto alle Regionali dello scorso anno e questo grazie soprattutto alla buona tenuta nel seggio di Osteria del Gatto. Certo il risultato per i DS è preoccupante, visto che nelle ultime elezioni comunali, hanno fatto il bello e il cattivo tempo nella coalizione, con i disastrosi risultati che tutti conosciamo. Se non si procede ad un rinnovamento rapido, radicale e definitivo, che prenda le distanze in maniera inequivocabile dagli attuali gruppi dirigenti, si. potrebbero compromettere anche i risultati delle prossime future elezioni comunali. Buono invece nell'Ulivo è stato il risultato della Margherita, come in tutto il resto della Regione e dell'Italia, la quale alla sua prima apparizione e sulla base di partiti esangui (popolari 34, democratici 27, alle Regionali dello scorso anno) riporta 218 voti ed il 12,8 percentuale. Nel centro sinistra per puntare al recupero dell'amministrazione comunale si dovrebbe sviluppare una linea dì rinnovamento radicale che coinvolga in maniera sostanziale e determinante il centro innovatore e cattolico, visto anche il risultato insignificante ed estremamente negativo del Girasole (verdi e SDI) che insieme portano a casa soltanto 28 voti, l'1,6%. Comunque l'Ulivo può ritenersi soddisfatto di un risultato, che lo riporta al primo posto, dopo che appena un anno fa nelle Regionali si era visto abbondantemente scavalcare dal Polo. Era la prima volta da quando sono entrati in vigore i sistemi elettorali a carattere maggioritario che al centrodestra era riuscito il sorpasso e sembrava proprio che si preparasse il tracollo politico del centrosinistra, sull'onda di trascinamento dei risultati delle comunali. Così non è stato e non appena il centrodestra ha tentato di monetizzare il successo amministrativo e personale del suo candidato a sindaco in bottino politico, la risposta della popolazione è stata chiara: ma la democrazia per rigenerarsi ha bisogno di volti nuovi e di alternanza, senza forzature politiche.

Il messaggio dell'elettorato c'è stato: il centrodestra amministri quel che resta della legislatura con apertura e continui nei processi di sviluppo e modernità che il centrosinistra non è stato in grado di mettere in moto, ma non si chiuda in un'azione sterile di parte.

 

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