L'ECO di Sigillo

 

N. 11 - 10 giugno 2001

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Sigillo

 

Sigillo e l'infiorata

di Giuseppe Pellegrini


La Confraternita del Santissimo Sacramento ha origini trecentesche, quando nelle nostre terre iniziò il movimento di viva devozione al SS. Sacramento, per opera del Beato Andrea di Paolo di Tor D'Andrea d'Assisi, che istituì in Gualdo Tadino la Congregazione del Corpo di Cristo nel 1328.

Il Corpus Domini è festa mobile in onore dell'Eucarestia, che si celebrava il giovedì, sessanta giorni dopo la Pasqua. Fu istituita da Urbano IV (1261-1264), in seguito al miracolo di Bolsena: " nel 1263 un prete boemo che celebrava nella chiesa di Santa Cristina la messa e che nutriva dubbi sulla transustanziazione vide sgorgare il sangue dell'ostia consacrata".

Il termine transustanziazione deriva dal latino e significa: "trasformazione della sostanza del pane e del vino nella sostanza della carne e del sangue di Cristo, in forza delle parole pronunciate dal sacerdote durante la messa: il termine fu impiegato da Alessandro III il 1140 - 1142 nel libro "De sententiis". (certamente per i credenti).

Al visitatore apostolico Mons. Camagliani, Vescovo di Nocera, che chiedeva informazioni sulla data di erezione dell'oratorio, i confratelli risposero che "non sapevano nulla". L'oratorio era nel Palazzo Comunale.

"…i confratelli avevano l'obbligo di provvedere l'olio per la lampada del Santissimo Sacramento nell'altare maggiore della chiesa parrocchiale di Sant'Andrea Apostolo...accompagnavano il Santissimo quando veniva portato agli infermi.…e facevano la processione nella terza domenica di quaresima e per il Corpus Domini….per beneficare i poveri, si distribuiva il pane nel giorno di Pasqua e nel giorno del Corpus Domini.…erano proprietari della chiesa di Sant'Anna sul l'antica consolare Flaminia….

Abbiamo parlato in anticipo dell'Infiorata perché, alcuni giorni or sono, nella sala consiliare del Palazzo Comunale, si sono riuniti tutti coloro, in rappresentanza delle vie percorse dalla processione del Corpus Domini, per discutere alcuni dettagli relativi alla realizzazione dei disegni floreali, e per cercare nuove soluzioni per rendere "l'infiorata" più godibile al pubblico, dal punto di vista turistico.

Questo comitato è venuto nella determinazione che "l'infiorata di Sigillo", senza nulla togliere ad altri comuni viciniori, è una manifestazione sacra si, ma, nel contempo, anche turistica, così come viene fatto in altre località. Quindi, si rende necessario modificare l'impianto dell'organizzazione.

Certamente questo non vuol dire "obbligare", ma "discutere" sulla opportunità o meno di cambiare, al di fuori del contesto "delle usanze e tradizioni antiche".

Il comitato ha creduto opportuno provare questa manovra. Si può sempre ritornare all'antico.

La locale Associazione Archeologica Sigillana, Archeo Club Grifo, è favorevole al cambiamento e questo articolo è la prova di tale approvazione o "innovazione".

Siamo convinti che la parola "turismo a Sigillo", deve essere presa in seria considerazione se non si vuole uscire dal quadro turistico della fascia appenninica. Non basta il Parco del Monte Cucco, sono necessarie altre soluzioni che, "prima o poi", i sigillani dovranno trovare, sarebbe auspicabile prima", altrimenti si rischia di "rincorrere un treno che è già partito".

 

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