L'ECO del Serrasanta

 

N. 11 - 10 giugno 2001

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Associazioni

GRUPPO PADRE PIO

Nei luoghi del Beato

di Antonio Campioni


La strada, lunga e non agevole, mostrava paesaggi belli e interessanti. Ci portava a S. Giovanni Rotondo (antico centro pagano dedicato al culto solare), dove come noi c'erano altri gruppi di preghiera di Padre Pio.

Sono stati tre giorni che hanno arricchito la mia esperienza. Il primo giorno il gruppo preghiera (71 persone) ha visitato la cella e la tomba del frate di Pietralcina e la chiesetta originaria. Subito dopo è stato recitato il Rosario lungo un percorso in collina. C'erano migliaia di persone a visitare il luogo, ormai molto famoso. La mattina seguente, dopo la S. Messa, ci siamo recati a visitare il grande ospedale che Padre Pio ha voluto edificare. Costruito su più piani, attaccato al monte, ha 1200 posti letto e ci lavorano 2500 persone tra medici, infermieri e impiegati. Un ospedale pubblico tra i più moderni per le sue tecnologie a favore degli ammalati. Nel pomeriggio c'è stata la visita a Monte Sant'Angelo, una cittadina costruita a 850 m., con un castello federiciano e la chiesa sotterranea di San Michele Arcangelo, il santo amato da Padre Pio. Il ritorno a S. Giovanni Rotondo ha chiuso la giornata. Nella serata il gruppo in albergo ha recitato il Rosario di ringraziamento. Tutti sono stati allegri e la simpatia è stata la principale caratteristica. Non posso citare tutti i presenti ricordo solo Maria Rita, l'organizzatrice del viaggio. Nel terzo giorno, di mattina, tutti abbiamo assistito alla S. Messa nella chiesa stracolma di fedeli. Secondo il programma è stato visitato il centro che ospita soggetti handicappati: un luogo che commuove e fa pensare a fondo. Nel pomeriggio tutto il gruppo di Padre Pio è andato a visitare Pietralcina dove c'è ancora la casa in cui nacque il frate e la torretta dove egli si recava a studiare e dormire. La sua era una casa piccola stretta, dove Padre Pio viveva con i genitori e i fratelli e vicino c'erano le stalle del bestiame (pecore e mucche). Il nucleo centrale è rimasto così com'era, una testimonianza importante che la gente visitava a frotte come noi. Da qui siamo ripartiti direttamente per Gualdo Tadino. Ho costatato che tutti erano felici e pronti alla preghiera! Sono stati tre giorni che ho passato senza noia, senza desiderio di tv, tre giorni che mi hanno offerto una straordinaria esperienza che mi ha fatto crescere e mi ha modificato. L'atmosfera che si respirava ti penetrava modificando ogni stato d'animo. Ho assistito alle varie Messe, ho seguito la Via Crucis, ho visitato i luoghi santificati dal Beato, provando gioia e serenità, come se qualcosa di nuovo fosse nato in me. Un "pellegrinaggio" stimolante e gratificante che forse mi ha portato sulla strada di Damasco. Sono sicuro che l'anno prossimo ci tornerò per non disperdere il tesoro e la ricchezza acquisita in questo viaggio che per me, ma per tutti, ha costituito una grande svolta che voglio allargare. Le 71 persone, che hanno vissuto tre giorni intensi, hanno mostrato il valore e il significato della preghiera e tutte sono state protagoniste di questa avventura religiosa, etica e sociale.

 

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