L'ECO del Serrasanta

 

N. 4 - 25 febbraio 2001

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Solidarietà

 

Attenti al cane

di Carletto Fiorucci


Una volta le ville dei privati e i cancelli delle aziende erano un fiorire di cartelli tesi ad avvisare i malintenzionati che entrare di soppiatto in quell’edificio poteva essere pericoloso, perché alcuni cani poco propensi ai convenevoli potevano minacciare seriamente le terga degli incoscienti che non sapevano leggere l’avvertimento o che incoscientemente non se ne curavano. Oggi mi pare che l’avvento dell’elettronica, con antifurti vari, dalla semplice sirena a quelli satellitari collegati ai carabinieri, abbia reso superflui cani e cartelli, anche se qualcuno più legato alle tradizioni si ostina ancora a contare sull’aiuto di questi fedeli animali, nonostante che accudire un cane da guardia costi molto di più di un antifurto elettronico, e non è detto che sia più sicuro, tutt’altro.

C’è qualcuno che invece, con pessimo gusto, ha voluto parafrasare il vecchio cartello attenti al cane coniandone un altro che sembra rispolverato da un rigattiere visto che recita testualmente: "attenti alla bidella negra".

Questa edificante scritta ormai datata è stata rinvenuta pochi giorni or sono sul portone della Scuola Elementare che per lenti motivi di ristrutturazione di quella Centrale, è ancor oggi scomodamente ubicata presso i frati Cappuccini. Non sappiamo se qualche alunno abbia voluto dimostrare così la sua incultura e il suo fanatismo, o qualche genitore, per rancori personali o per motivi ideologici, comunque di stampo razzista, abbia voluto dare prova concreta della propria imbecillità. Vista l’età dei ragazzi siamo più propensi a credere ad una mano adulta o comunque alla becera regia di un maggiorenne. Certo è che nella Gualdo Tadino del nuovo millennio, una scritta del genere è per lo meno offensiva.

Noi da anni ospitiamo gente di colore, e in questi ultimi tempi anche persone dell’est, e non mi pare che si erano finora mai verificati episodi così stupidi di razzismo.

Da questo punto di vista siamo sempre stati un paese ospitale, ma non potevamo sperare di essere un’isola felice, prima o poi l’inciviltà delle persone sarebbe esplosa anche in questo campo.

Una cosa simile credo che in passato non sarebbe potuta mai avvenire, ma probabilmente il progresso non va di pari passo con la civiltà, così che episodi di intolleranza di questo genere, anche se sconfortano, non debbono meravigliare più di tanto.

La maleducazione, figlia dell’inciviltà, ormai fa capolino da ogni angolo, alza la sua cresta in ogni settore, urla sempre più forte la sua prepotenza, e non mi pare di vedere in lontananza tempi migliori. I nostri giovani, già dalla prima infanzia sono abituati ad essere egoisti e a fare i furbi, visto che hanno genitori che fanno abbondantemente scuola, e che hanno ormai abdicato anche al ruolo di educatori. La società mi pare che indirizzi a valori solo negativi, televisione in testa, come si può quindi sperare che non emergano episodi di questo genere?

Noi vogliamo manifestare la nostra solidarietà alla bidella di colore che svolge onestamente e con passione le sue funzioni presso la scuola elementare dei Cappuccini, invitandola a non dar troppo peso a questa stupida minaccia, perché per un cretino che scrive uno stupido cartello ci sono comunque migliaia di cittadini che sono dalla sua parte, L'ECO del Serrasanta in testa.

E qualunque sia la motivazione che ha spinto l’autore di questa bravata a compiere un atto così disgustoso, sia di natura privata e rancorosa, sia di natura pseudo-razzista, sappia questa persona che oltre ad aver esibito una sensibilità prossima allo zero assoluto, ha fatto solo vedere a tutta la cittadinanza quanto sia basso il suo quoziente d’intelligenza.

 

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