L'ECO del Serrasanta

 

N. 4 - 25 febbraio 2001

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Gualdo Tadino

L'ULTIMA INIZIATIVA LIBRARIA DI DANIELE AMONI

L’arte ceramica a Gualdo Tadino dal XIV al XXI secolo

Una precisazione dell’autore


05larte.jpg (14674 byte)Ringrazio sentitamente il direttore de L’ECO del Serrasanta, per l’opportunità che mi concede nel rivolgere un appello ai tanti gualdesi amanti della ceramica, della storia locale e a coloro che hanno prestato la propria opera presso le tradizionali botteghe locali.

Il sottoscritto, dopo aver constatato con rammarico che il volume "La ceramica a Gualdo Tadino" da oltre 5-6 anni risulta introvabile e, qualora una copia compare sul mercato viene valutata circa mezzo milione, ha pensato di iniziare una ricerca sistematica archivistica e fotografica sulle fabbriche locali e sui manufatti prodotti.

L’opera sopra citata, edita nel 1985 dalla Banca Popolare di Gualdo Tadino, scritta con magistrale capacità da Enzo Storelli, coadiuvato da Sergio Ponti (ricerche archivistiche), da Mario Becchetti (marchi di ceramica) e dal sottoscritto (immagini), ha avuto l’indubbio pregio di portare alla ribalta un fenomeno fino ad allora sottaciuto, o almeno non completamente valorizzato nei suoi aspetti essenziali. Fu un libro di rilevante spessore culturale, il primo in Umbria che affrontava in maniera scientifica la storiografia ceramica di una città. Da quella data, altri centri ceramici hanno preso l’iniziativa di raccontare le proprie radici attraverso pubblicazioni di grande valenza iconografica e archivistica.

E fu sempre da quella data (1985) che autentici appassionati iniziarono con certosino impegno una raccolta sistematica ed intelligente di manufatti locali - ritengo almeno un migliaio - con il benefico effetto di riportarli "nel luogo di origine".

Man mano che l’opera veniva conosciuta, collezionisti, antiquari, musei del settore, gente comune che magari aveva in casa un prodotto ceramico gualdese, cominciò ad affannarsi per riuscire a trovare una copia del volume, mentre studiosi locali e di centri a noi vicini iniziavano ad approfondire l’argomento con ricerche archivistiche mirate.

Dal canto mio ho provveduto a valorizzare la ceramica di Gualdo Tadino attraverso articoli pubblicati dal mensile CeramicAntica di Ferrara (dal 1992 al 1999) - uno dei più prestigiosi del settore - che hanno avuto il pregio di stimolare ancora maggiormente l’interesse nazionale verso la nostra produzione artistica. Anche l’amico Enzo Storelli, come suo solito, non restava a guardare rendendosi protagonista di altri saggi su pubblicazioni del settore, mentre Giancarlo Franchi si cimentava in articoli sulla stampa locale volti ad approfondire la storia delle botteghe.

Da quella fatidica data sono anche uscite "a getto continuo" opere monografiche o volumi storiografici generali curati da Mario Becchetti, Mario Anderlini, Maurizio Rubboli Tittarelli e Valerio Anderlini, così da arricchire le conoscenze sul nostro passato.

Dopo due anni trascorsi a compiere ricerche incrociate presso l’anagrafe comunale, respirando anche l’acre odore della muffa (non muffola) nei locali della USL, di cui ringrazio pubblicamente gli impiegati per la cortesia e la disponibilità dimostrata, ho ritenuto opportuno che fosse giunto il momento di riproporre un’opera che arricchisse le conoscenze sul tema della ceramica.

Non, quindi, una riproposizione di un libro, ma una nuova opera basata in parte su quel libro assurto a "pietra miliare".

Sono stato combattutto se realizzare un’opera divulgativa a poco prezzo o un volume importante, di rappresentanza, che permettesse a chiunque lo riceveva in omaggio di restarne affascinato. Ho scelto la seconda via, rivolgendomi alla Quattroemme di Perugia, una delle più importanti case editrici regionali, che stampa principalmente libri d’arte, e che attraverso l’Editoriale Umbra di Foligno, copre tutti i mercati librai internazionali.

Ma tutto ciò è poco se non si aggiunge la cosiddetta "ciliegina sulla torta": i finanziamenti. Ebbene, debbo dire con assoluta sincerità che grazie alla sensibilità e all’interessamento dell’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Ada Girolamini, del sindaco di Gualdo Tadino, Rolando Pinacoli, dell’assessore alla Cultura del Comune di Gualdo Tadino, Mario Anderlini, e del presidente della locale Confartigianato, Claudio Carini, queste difficoltà sono state superate tanto che attualmente il libro è in "lavorazione".

Come ripeto, non ho voluto motivatamente fare un’opera di poco valore, ma ho puntato in alto, cercando di proporre un libro d’arte di grande valenza intrinseca ed estetica che rappresentasse Gualdo Tadino nel modo migliore.

L’opera è composta da oltre 320 pagine, con 310 immagini a colori, 40 in bianconero e 70 marchi di ceramica; ha un indice di circa 1.600 tra personaggi e ceramisti ed un indice esteso delle località citate (oltre 100). Descrive le vicende storiche legate al mondo della ceramica dal Trecento ai giorni nostri elencando le fabbriche, i personaggi più famosi, le famiglie più operose, ma anche umili e semplici operai che hanno dato - ognuno per quello che poteva - un contributo alla continuità di una secolare tradizione. Quando un pezzo importante usciva dalla "bottega", ad esempio quella del Santarelli, il merito, a ben pensarci, non era soltanto del celebre maestro, ma di tutti coloro che avevano collaborato all’opera: terrazzieri, tornianti, riverberatrici, fornaciai, muffolatori e i pittori.

Questi ultimi, avendo basi formative diverse tra loro, riversavano nei manufatti le proprie esperienze e il diverso "tocco artistico" così da conferire all’opera una propria originalità tanto da diversificare ogni pezzo.

Il volume, ripeto, essendo di grande valenza estetica, costerà £. 200.000, normale per queste opere, ma si può prenotare fino ai primi di marzo presso le librerie, le cartolibrerie e le rivendite di giornali locali con lo sconto del 15%. Le copie stampate saranno 2.000 di cui 400 andranno alla Regione e al Comune di Gualdo Tadino, 200 saranno destinate al mercato estero (Francoforte, Parigi, New York, Zurigo, Londra) e 1.400 verrano distribuite in tutte le librerie e i musei d’Italia.

Ricordando che all’epoca la Banca Popolare fece una tiratura di 5.000 copie, "polverizzata" dopo 3-4 anni, si può comprendere come questa attuale abbia, purtroppo, una tiratura limitata tanto che mi sono sentito in dovere di scrivere l’articolo per avvisare i cittadini sui rischi di non trovare più l’opera nell’immediato futuro.

Non crediate che poi sia facile fare una ristampa poiché necessitano altri fattori favorevoli, anche se questa volta non dovrò sudare le cosiddette "sette camicie" per ottenere il permesso.

Termino ringraziando tutti coloro che mi hanno aiutato nella "ciclopica" impresa, lungo sarebbe elencarli tutti. Mi preme soffermarmi comunque su tre persone: Fiorello Sabbatini e Dante Garofoli che hanno provveduto in larga parte a "collocare" i personaggi nelle rispettive botteghe e soprattutto Enzo Storelli, che ha curato la parte storico-critica dell’opera, vero custode delle memorie artistiche di Gualdo e dei centri vicini, che mi ha sostenuto con suggerimenti e consigli.

Un grazie, di nuovo, a L’ECO del Serrasanta per lo spazio concessomi a cui aggiungo il sommario dell’opera.


Presentazioni: Assessore Regionale Ada Girolamini e Sindaco di Gualdo Tadino Rolando Pinacoli.

Storia di opifici, manufatti e maestranze di Daniele Amoni.

La ceramica gualdese tra storicismo, eclettismo, modernismo di Enzo Storelli.

Trecento e quattrocento (storia e manufatti).

Cinquecento (storia e manufatti).

Seicento (storia e manufatti).

Settecento (storia e manufatti).

Ottocento (storia e manufatti).

Famiglie di ceramisti dell’ottocento gualdese (da ricerche archivistiche): Anderlini, Angeletti, Angeli, Baldelli, Barberini, Bartoccioni, Bensi, Berardi, Carini, Donnini, Felizianetti, Gammaitoni, Gherardi,Gubbini, Guidi, Lucantoni, Mari, Marinelli, Megni, Moriconi, Morroni, Paffi, Pennacchioli, Pennoni, Pierotti, Remigi, Sabbatini, Sergiacomi, Tega, Tomassini.

Il periodo d’oro ("Botteghe" tra ‘800 e ‘900): Paolo Rubboli, Daria Vecchi Rubboli, Icap, Ceramica Tancredi Fedi, Alfredo Santarelli, Cooperativa Ceramisti, Società Ceramica Umbra e Fratelli Rubboli, Ceramica Luca della Robbia, Società Mastrogiorgio, Ceramica Lorenzo Rubboli, Ceramica Alberto Rubboli, La Vincenzina, Morroni & Tega, Icado, Ceramica Otello e Fulberto Frillici, Bau, Ceramica Nedo da Gualdo, Bottega di Angelo Carini.

Ceramica e piastrelle: un binomio inscindibile nella cultura artistica del novecento gualdese (sono descritti con testo ed immagini alcuni illustri esponenti che hanno lavorato principalmente su mattonelle: Pico Discepoli, Siro Storelli, Renzo Megni, Teobaldo Pimpinelli, Benito Ramazzotti, Fiorello Sabbatini, Enio Teodori, Nazzareno Vitali, Ivo Rossi, Mario Ceccoli, ecc.).

La continuita’ della tradizione dei lustri metallici al terzo fuoco nel nuovo millennio (vengono descritte con testi ed immagini le fabbriche che ancora oggi si dedicano al riverbero ottenuto sia con forni elettrici che con la tradizionale muffola: dagli Eredi Rubboli alla Vecchia Gualdo, da Dante Garofoli fino alla ceramica XV° Secolo).

Percorsi di storia dell’economia gualdese nel novecento tra ceramica artigianale e industriale (viene raccontata la storia dell’economia locale del Novecento con testi ed immagini: dalla Guerrieri & Luzi alla Tagina, dalla Ceramica Baldassini-Paoletti-Tomassini fino a quelle artigianali attuali).

Marchi di fabbrica (circa 70), indice delle localita, indice dei nomi, bibliografia.

 

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