L'ECO del Serrasanta

 

N.23 - 3 dicembre 2000

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Del più e del meno

 

On ... off, linguaggio del mondo moderno

di Mauro Monsignori


Columbus, OH - Internet, la libertà che mette paura, questo è quanto traspira dall'articolo di Annamaria Renzini nell'ultimo numero de L'ECO.

In molti continuano ad affermare che Internet necessità di qualcuno che la controlli e forse che filtri quello vi si diffonde. Ma chi la deve controllare e perché? I governi? I giornalisti? I politici? Comitati internazionali? Ma fatemi il piacere ... give me a break! come dicono qui.

Le recenti elezioni in USA ne sono un esempio. I media italiani, o perlomeno quelli che ho avuto la possibilità di leggere online, stanno dando una visione molto distorta dalla realtà. Per esempio, portando riferimenti molto di parte hanno sempre descritto i due candidati come il falso ed il tonto, dimenticando che l'uno è l'attuale vicepresidente e l'altro è il governatore in carica di uno degli stati più grandi e difficili degli USA. E dimenticando ancora di più che il presidente degli USA non è un dittatore in carica per quattro anni, ma è team leader e le sue decisioni sono normalmente suggerite e valutate dal suo staff composto di personalità di grandissimo livello. E come questo piccolo esempio, ne esistono milioni. Non la notizia, ma l'aspetto della notizia che si vuole diffondere.

Internet permette di andare alla fonte. Permette di leggere quello che i personaggi stessi hanno da dire e magari di interrogarli su qualche questione, ricevendone una risposta diretta. Nessun filtro. Non è questo un grande passo sulla strada della conoscenza e della verità? A chi fa male questo? A tanti naturalmente, a tutti coloro che sono abituati ad influenzare l'opinione pubblica, a coloro che vogliono nascondere ai propri seguaci che molto spesso anche dall'altra parte c'è molta ragione e verità. A quelle nazioni che negano tanti diritti ai propri cittadini, tenendoli all'oscuro che da altre parti del mondo, altri cittadini come loro godono di molta più libertà non dovendo giustificare ai propri governi ogni propria azione.

Come dappertutto, la libertà porta anche maggior facilità per le persone disoneste di approfittare di quelli onesti. Ma allora perché invece di limitare la libertà della maggioranza degli onesti non si agisce più efficacemente nel reprimere le poche azioni disoneste. Gli USA hanno acquisito la loro reputazione di paese di grande libertà credendo nelle persone e dando loro fiducia. Ma se trasgredisci le leggi e ti prendono sono dolori.

Educhiamo le persone ad usare Internet, ma non limitiamo la sua libertà. La quantità di informazioni disponibile a tutti è una immensa ricchezza. L'utilità di una notizia in un paese libero, se permettete, è molto ... molto soggettiva. Pensate di avere la biblioteca nazionale dentro casa, ma è chiaro che non ti serve a niente se non sai leggere o peggio non sai scegliere cosa leggere perché abituato a leggere quello che qualcun altro ti dice di leggere.

Il più grosso scoglio di una rete così vasta è la lingua. L'inglese, o meglio l'americano, che sono essenzialmente due cose un pò diverse. L'americano è una lingua che deriva dall'inglese ma che ha importato nel suo interno moltissime parole estere dalle altre culture ed introduce nuove parole e modi di dire praticamente ogni giorno. Una lingua non chiusa in se stessa e nel suo passato, ma aperta al mondo esterno.

Oggi, il mondo è molto piccolo e ad ogni livello si sente la necessità di comunicare tra i vari continenti in modo diretto. La lingua americana (o, se più vi piace, l'inglese) sta diventando un comune denominatore assorbendo parole nuove dalle altre culture. Questo sta avvenendo dalla base e quindi sarà un processo lento ma inarrestabile. Non è in questo modo che l'italiano ha assorbito i dialetti locali? Ora tutto avviene in una dimensione più grande. Non mi risulta che i francesi (tanto gelosi che Internet non sia francese) ebbero mai tanti scrupoli quando imposero (dall'alto) la loro lingua sul loro impero.

Per quanto riguarda l'economia, non mi risulta che ci sia un rallentamento ma anzi un grandissimo incremento delle operazioni on-line. Tanto è vero che molti devono rivedere i propri piani per la grande concorrenza in atto. Chi non vende deve chiudere. Non vedo in questo una grande differenza con il commercio tradizionale. Soltanto nelle dimensioni. Internet non transforma un cattivo prodotto in un buon prodotto, dà solo l'opportunità di accedere ad un audience più vasta e diversificata a costi minori.

Perché guardare sempre con i propri occhiali colorati? Spesso basta toglierseli perché il mondo assuma tutto un altro aspetto.

Perché poi collegare Internet sempre alle cose cattive? Quanti rapimenti sono fatti per telefono, ma a nessuno credo passi in mente di limitare l'uso del telefono per questo motivo. Quante scene violente o di cattivo gusto passano in TV, ma veramente a controllare le TV, i governi hanno già provveduto, o no?

Quanto poi se è l'uomo o il profitto al centro di questo contesto, è solo una questione filosofica dove tutti hanno ragione, anche perché probabilmente non esiste una verità. Ma guarda caso nel mondo Internet non c'è molto spazio per la politica o perlomeno la politica è in secondo piano, è forse questo il grande male?

Non scopro l'America dicendo che Internet è sinonimo di grande libertà, si può usarla bene o usarla male, ma dipende solo dall'uomo.

Ma libertà è anche non usare Internet, non guardare la TV, non usare il cellulare, non usare il microonde. Basta non premere il pulsante "On". C'è gente che lo fa e nessuno impone loro il contrario. Basta scegliere. E quando puoi scegliere sei un uomo libero.

 

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