L'ECO del Serrasanta

 

N.22 - 19 novembre 2000

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L'ultimo scempio

Continua la dispersione del patrimonio artistico della città


E' una denunzia che non avremmo mai voluto fare, anche perché, dopo un iter tortuoso, sembrava che l'Amministrazione Comunale avesse trovato una soluzione per la sede del Museo della Ceramica d'arte moderna, in cui accogliere i pregiati pezzi acquisiti dalla Pro Tadino attraverso 35 edizioni del Concorso Internazionale della Ceramica, sopravvissuti più o meno fortunatamente ad avverse vicende che li hanno decimati, per mancanza di una adeguata sede espositiva.

Purtroppo, secondo l'assioma ben conosciuto che per ogni individuo che costruisce ne esistono almeno tre che distruggono, nelle more per la definizione dei rapporti fra l'Amministrazione Comunale ed il proprietario dell'immobile destinato ad accogliere i pezzi in questione, c'è stato un "pierino" che ha voluto fare il primo della classe e, poiché doveva "fare dei lavori", ha disposto che degli sprovveduti manovali sgombrassero le opere dal Palazzetto del podestà, senza avvertire nessuno, senza prendere alcuna precauzione, senza impartire alcuna istruzione ad agire con cautela, senza sorvegliare adeguatamente l'esecuzione del lavoro, ma solo con l'imperativo di fare alla svelta. Eppure quel materiale era in quella sede non abusivamente, ma perché l'amministrazione a suo tempo l'aveva messa a disposizione ed era impegnata a reperirne un'altra!

Risultato: danni irreparabili ad opere d'arte di inestimabile valore, pezzi unici non riproducibili che ci vengono invidiati e richiesti e che solo a Gualdo Tadino vengono trattati senza alcun riguardo e fatti a pezzi, secondo la consuetudine d'altri tempi di considerarli "cocciacci"! fortunatamente il grande pannello di Aligi Sassu, il pezzo più pregiato della collezione, si è salvato perché trasferito a Faenza, altrimenti sarebbe finito a pezzi anche quello!

Come se non avesse già suscitato rumore a sufficienza la vicenda delle altre opere finite alla discarica della Matalotta, coinvolte da altri operatori per conto dell'Ufficio tecnico comunale nella demolizione della ex Monina, delle altre a suo tempo asportate dalle scuole elementari per essere ammonticchiate prima all'ex carcere di Palazzo Ceccoli ed ora finite non si sa dove, perché evidentemente è roba che dà fastidio, il fastidio della sua conservazione e di una degna esposizione, per gli estimatori, per i turisti, per le future generazioni; fatti che offendono il pudore delle persone di buon senso, che ancora si sentono impegnate ad operare per il bene di questa città, e offendono la memoria di chi queste cose ha acquisito e realizzato con sacrificio ed abnegazione.

Cose da paese del terzo mondo!

Non a caso ci è stato riferito che, all'indomani del terremoto a proposito dei danni subiti dalla Chiesa di San Francesco, un assessore fra il serio ed il faceto avrebbe affermato "almeno lo spianamo e si finisce la discussione con il prete!". Con questa mentalità fu lasciato distruggere il sito archeologico preistorico di Colle dei Mori (a questo proposito si vada a vedere e ad imparare a Terni cosa significhi il sito di Dunarobba!). Evidentemente Gualdo Tadino è vittima di personaggi per i quali l'unica cosa che conta, sembrano le ruspe, le betoniere e tutto quello che ci gira intorno!

Costatare che la città è alla mercè di persone di questo taglio è offensivo ed umiliante per tutta la collettività: che senso ha fare i proclami di una rivalorizzazione del centro storico, di una nuova politica della cultura, di attività promozionali in Italia e all'estero, o mettere le "taglie" sui rei di aver sporcato le pareti del municipio con una pizza al pomodoro, se all'interno del "palazzo" esistono operatori incoscienti fino a questo punto?

Circa un anno fa ci fu una vivace polemica fra l'Assessore alla Cultura e la Comunità francescana di Assisi che, a seguito della chiusura del Convento dell'Annunziata, aveva trasferito in sede più idonea le opere d'arte del Convento; dopo aver assistito a questo scempio c'è da chiedersi se l'assessore è ancora dell'opinione che i "frati" abbiano fatto male a non aver fiducia di lasciarle a Gualdo Tadino. E aggiungiamo, con quale logica l'Amministrazione Comunale spenda fior di quattrini per acquistare dai rigattieri e dagli antiquari pezzi per arricchire il museo, mentre lascia distruggere irresponsabilmente un patrimonio già acquisito della collettività!

E da ultimo non ci sembra fuori luogo porre all'Amministrazione Comunale qualche interrogativo in ordine a certi funzionari dipendenti!

 

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