L'ECO del Serrasanta

 

N.19 - 8 ottobre 2000

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Gualdesità

 

 

Nasce la galleria d’arte ceramica moderna

Dal Concorso internazionale a punto di richiamo culturale per la città

di Valerio Anderlini


11nasce.jpg (5069 byte)Il reperimento da parte dell’Amministrazione Comunale di una idonea sede espositiva, nella quale potranno trovare congrua e definitiva sistemazione i manufatti in ceramica acquisiti dalla Pro Tadino come "premio acquisto" in 35 edizioni del Concorso Internazionale della Ceramica, e sopravvissuti alle vicende derivanti dalla mancanza di una sede propria, oltre a chiudere una diatriba che nei mesi scorsi è stata oggetto di qualche polemica di troppo, consentirà di mettere in cantiere la stampa della guida- catalogo di un patrimonio artistico di primario interesse per la città che costituisce una autentica Galleria d’arte ceramica moderna.

1959 - 1° Concorso Nazionale della Ceramica - 1° premio - Tema: Il Risparmio - Opera di Massimo Baldelli

In questa prospettiva pertanto non appare fuori luogo stendere una breve storia della manifestazione che tanto ha già fatto parlare di Gualdo Tadino, e della quale si auspica da più parti un rilancio, non per una autocelebrazione, quanto per fornire un quadro di lettura delle luci ed ombre attraverso le quali è cresciuta questa raccolta destinata ad essere oggetto di studio nei prossimi anni, considerando che su di essa si è già appuntato l’interesse di certi ambienti universitari.

Nell'ottobre 1959, in occasione di un convegno di dirigenti delle casse di risparmio organizzato a Gualdo Tadino, nell’ambito dell’attività della Associazione Turistica Pro Tadino (Presidente il ceramista Costantino Fedi) il consigliere Dr Angelo Pascucci, titolare di una delle più fiorenti aziende ceramiche operanti al momento nella città, propose di organizzare una mostra-concorso di manufatti ceramici realizzati sullo specifico soggetto de "Il risparmio"; non una mostra mercato, ma una mostra atipica, unica nel suo genere, in quanto non ispirata a scopi commerciali e nello stesso tempo caratterizzata dall’imposizione di un tema che ne condizionava la partecipazione.

La mancanza di un piano finanziario adeguato e la mancata redazione di materiale di stampa (catalogo) testimonia la temerarietà e l’estemporaneità dell’iniziativa il cui successo era affidato agli scarsi mezzi dell’Associazione ed al mecenatismo di Istituti di credito ed enti, come l’Ente Provinciale per il Turismo, la Camera di Commercio e l’Ente Nazionale Artigianato e Piccole Industrie, il Comune che, in cambio avrebbero avuto diritto ad acquisire alcune delle opere premiate secondo la formula del "premio acquisto", mentre alla Pro Tadino sarebbe restata l’opera vincitrice del primo premio, destinata ad un costituendo museo della ceramica; una formula che si basava esclusivamente sul rapporto personale fra gli esponenti della pro loco ed i Dirigenti delle Istituzioni già ricordate.

L’iniziativa, nonostante le ristrettezze e l’improvvisazione complessiva, ebbe un successo immediato; numerosi furono gli elaborati presentati nella mostra allestita per la circostanza presso la Chiesa monumentale di San Francesco, allora sede della Pinacoteca Comunale: tuttavia le decine di salvadanai concepiti nelle forme più varie e stravaganti, realizzati in massima parte con la terraglia comunemente usata per la produzione di maiolica, e decorati in un caleidoscopio di colori tipici della produzione commerciale corrente, furono impietosamente ignorati dalla commissione giudicatrice che privilegiò invece alcuni pezzi in cui l’artista aveva saputo interpretare il tema proposto, tecnicamente moderne per concezione, e realizzazione senza scadere nella banalità o nel naif, come la grande "arnia" in bianco e nero del tifernate Massimo Baldelli (primo premio) o la "tasca" bicolore del fiorentino Federico Fabbrini, che si può ammirare presso la sede della BPEL di Gualdo Tadino.

La massiccia partecipazione dei ceramisti locali mise in evidenza l’entusiasmo con cui fu accolta l’iniziativa, ma anche il ritardo culturale e tecnologico nel quale operavano le maestranze e le aziende locali, per alcune delle quali la manifestazione costituì una autentica occasione di scoperta di nuove tecnologie e nuovi "linguaggi"; l'11 ottobre una visita alla mostra del Presidente del Consiglio del momento, l’on. Ferdinando Tambroni, sancì il successo avuto da questa prima edizione della manifestazione.

Con questa iniziativa improvvisata ed estemporanea la ProTadino aveva gettato la prima pietra, aveva mosso il primo passo di un cammino destinato ad andare molto lontano ed a diffondere il nome e la fama di Gualdo Tadino città della ceramica in tutto il mondo.

(segue)

 

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