L'ECO del Serrasanta

 

N.13 - 9 luglio 2000

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Storia

COM'ERAVAMO (5)

La riconquistata libertà

Dalla Resistenza alla Democrazia

di Valerio Anderlini


09david.jpg (6799 byte)L’anno 1943, insieme alla caduta del fascismo, segna la nascita della Resistenza: contro i fascisti decisi a continuare la guerra perduta nella neocostituita RSI (repubblichini), e contro i tedeschi, trasformatisi da alleati in occupanti, che rastrellano giovani da arruolare come cobelligeranti e forza lavoro da avviare in Germania, e che fanno razzie di bestiame ed altro materiale di ogni genere.

Nella foto: Il sacerdote gualdese medaglia d’oro Don Davide Berrettini, parroco di Marischio (Fabriano), fucilato per rappresaglia dai tedeschi a San Donato Marche il 19 giugno 1944, in cambio della liberazione di venti parrocchiani.

E’ una piccola epopea di nove mesi, segnata da decine d’episodi –conosciuti e non conosciuti- di eroismo e di disperazione in varie località del comune, con rastrellamenti ed imboscate, arresti ed esecuzioni capitali, di cui sono protagonisti singoli cittadini e varie bande, diversamente organizzate o disorganizzate, e che ha inizio il 12 settembre 1943 quando presso l’Istituto Salesiano, per iniziativa del prof. Vincenzo Morichini, un gruppo di ex militari costituiscono il gruppo segreto "di azione antifascista", cui aderiranno poi tanti altri civili; in episodi isolati, più o meno radiosi od opachi, culminati il 1 luglio 1944 in un eccidio sulla piazza Martiri della Libertà, vi perdono la vita 19 concittadini (fra cui la medaglia d’oro Don David Berrettini, fucilato dai tedeschi per rappresaglia, in seguito ad un attentato presso Fabriano, in cambio della liberazione di venti parrocchiani).

Fra il 1943 ed il 1944, durante il breve periodo della Repubblica Sociale Italiana, alla guida del Comune succedono ai Podestà i Commissari del Capo della Provincia (Enzo Romizi e Giovanni Gaudenzi Pierozzi); contemporaneamente, nelle file della Resistenza, si costituisce il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), nel quale i vari partiti politici che si stanno riorganizzando (PCI, PSI, PDL, PLI, DC) si apprestano ad esprimere la nuova classe dirigente del paese liberato.

Il capoluogo e le frazioni brulicano di sfollati dalle grandi città, il tesseramento dei generi alimentari favorisce il mercato nero, nelle campagne i contadini vivono a tu per tu con la guerra (cannoni e postazioni antiaeree nei campi, nelle vigne e nelle aie, camuffati in mezzo alla vegetazione, posti di blocco e di comando tedeschi dislocati lungo le strade, requisendo abitazioni da cui vengono sloggiati i legittimi proprietari, bombardamenti), mentre si tenta con ogni espediente di sottrarre materiali e bestiame alle razzie dei tedeschi.

L’interruzione nell’erogazione dell’energia elettrica, che condanna ad interminabili serate passate al buio, contribuisce a dare l’immagine del baratro in cui il paese è sprofondato, riportando le condizioni di vita di cinquanta anni indietro.

Il 5 luglio 1944 arriva in città la prima camionetta dell’esercito alleato: discende dal monte Serrasanta, valicato dopo aver risalito il versante marchigiano al seguito del sacerdote sigillano Don Ermete Scattoloni, parroco di Serradica.

Il comandante del gruppo, ricevuto in comune da Carlo Angelo Luzi per conto del CLN, prende possesso della città in nome di sua maestà britannica e, dopo averla affidata in presidio ai Patrioti, ripiega a Foligno dove sono attestate le truppe alleate. Fra i tedeschi in ritirata ed i liberatori fermi a Ponte Centesimo, per qualche giorno, Gualdo Tadino è terra di nessuno; poi quando gli ultimi occupanti si ritirano, dopo aver fatto crollare il "ponte novo", registrando l’ultimo caduto sulla Flaminia presso Palazzo Mancinelli e sparando da Sigillo le ultime cannonate che raggiungono la città, si chiude per Gualdo Tadino la vicenda della seconda guerra mondiale, al termine della quale sarà impossibile un inventario delle vite perdute, delle sofferenze e dei danni materiali e morali.

Attraverso la Flaminia dilaga nella vallata l’esercito liberatore composto anche da truppe di colore (indiani, marocchini, australiani); ma soprattutto arrivano pane, zucchero, cioccolata, aiuti alimentari e mezzi di sussistenza di ogni genere, farmaci fino ad ora sconosciuti (penicillina) e il DDT, che sarà determinante nella lotta contro le mosche e le malattie infettive.

La gente riscopre il sapore di vivere in libertà e i festeggiamenti si alternano alle sfilate, i cortei e le manifestazioni di giubilo, anche se l’arrivo dei liberatori non è solo "rose e fiori"; ne è testimonianza quello che avrebbe dovuto essere una partita di pallone fra calciatori gualdesi ed una squadra di soldati inglesi... mentre sparisce dalla circolazione la vecchia carta moneta, ormai priva di valore, sostituita dalle AM-lire emesse dall’AMG (Governo Militare Alleato) si sovrastampano anche i vecchi francobolli con la sigla dell’AMG.

Il paese in ginocchio sopravvive grazie agli aiuti internazionali distribuiti dall’ENDSI (Ente Nazionale Distribuzione Sussidi Italia) e dalla POA (Pontificia Opera di Assistenza); mentre una ondata iconoclasta si abbatte su tutte le insegne del regime, che non risparmia nemmeno il disegno a forma di fascio della pineta dell’Impero, inizia l’epurazione per allontanare gli esponenti fascisti dalle posizioni che occupano, e per molti altri l’operazione di riciclaggio con collocazione all’interno dei nuovi partiti.

Il 28 luglio l’A.M.G. insedia la prima Giunta Comunale di Gualdo Tadino liberata; la compongono il vecchio sindacalista Oreste Tomassini (Sindaco) e gli assessori Nello Barberini, Ciro Biscontini, Rodolfo Cirelli e Giuseppe Maria Baldelli; fra i primi atti dei nuovi Amministratori che agiscono in styretto contatto con il CLN, il 18 ottobre, si annovera la vendita ad un privato delle quote di proprietà comunale nell’istituzione borghese del teatro Talia, per trasformarlo in sala cinematografica "con eliminazione dei palchetti". Il 9 ottobre un miniscandalo, determinato dalla scomparsa di un considerevole quantitativo di zucchero inviato dall’UNNRA e destinato ai ricoverati presso l’Ospedale e l’Ospizio Cronici, provoca le dimissioni di un assessore. Il 22 dicembre cessa dalle sue funzioni la Giunta presieduta da Oreste Tomassini, sostituita da un nuovo esecutivo guidato da Attilio Garofoli, che resta in carica fino al 30 aprile.

Il 25 gennaio 1945, un gruppo di 25 patrioti (in parte di Gualdo Tadino e in parte di Costacciaro) guidato dal tenente Domenico Tittarelli, si arruola nell’esercito di liberazione ed è incorporato nella divisione Cremona con la quale combatte in Romagna e nel Polesine, dove il 10 febbraio Tittarelli cade in combattimento.

Dopo la liberazione del 25 aprile, torna a San Pellegrino la festa del primo Maggio che era stata proibita durante il fascismo, mentre nel capoluogo si svolge un’imponente manifestazione dei lavoratori. Il 6 giugno, dopo un breve commissariamento (Isernia Ulderico dal 4 al 31 maggio), l’AMG insedia una nuova Giunta, guidata dal Sindaco Fiorello Sergiacomi, che rimane in carica fino al giugno dell’anno seguente, mentre nel CLN si manifestano le divisioni fra i partiti.

1946: Riprendono a circolare i treni sulla linea ferroviaria, anche se i viaggiatori, anziché nelle carrozze, debbono sistemarsi sui carri merci adattati alla bisogna, e, al posto dei locomotori a trazione elettrica è necessario riesumare le vecchie fumanti motrici a carbone. Il 31 marzo nelle prime elezioni comunali si contrappongono una lista di sinistra (che riporta 4364 voti) ed una guidata dalla DC (che raccoglie 2302 voti); per la prima volta entrano in Consiglio comunale due donne, un’esperienza che non si ripeterà per lungo tempo.

Sono le prime votazioni di una lunga serie che, per consultazioni di varia natura (camera e senato, provinciali e comunali e più tardi referendum, elezioni regionali ed europee), chiameranno gli elettori alle urne per oltre cinquanta volte con risultati sostanzialmente sempre simili o che variano di qualche punto percentuale; un rito ripetitivo che conferisce a tutti l’illusione di essere protagonisti sugli scenari politici, mentre in realtà la situazione è solo la proiezione su tutto il paese delle divisioni che sono effetto dei patti di Yalta e della guerra fredda.

I sovvertimenti degli ultimi venticinque anni hanno determinato la crescita delle sinistre, fino a surclassare l’elettorato moderato, che nelle ultime elezioni prima del fascismo aveva espresso un’amministrazione del Partito Popolare. Le prime elezioni del 1946 segnano l’inizio di un’egemonia della sinistra nel potere locale, destinata a protrarsi pressoché ininterrottamente per oltre cinquant’anni.

 

 

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