L'ECO del Serrasanta

 

N.12 - 25 giugno 2000

  Pagina iniziale Edizioni Sommario

Storia

Com'eravamo (4)

Il ventennio fascista

1924-1943: dalla conquista del potere alla polvere della disfatta

di Valerio Anderlini


05ventennio.jpg (17033 byte)Dopo che, con il conferimento della cittadinanza onoraria al Duce, Gualdo Tadino ha celebrato il trionfo del fascismo, il 27 dicembre 1925, inizia lo stillicidio di defezioni di assessori e consiglieri che termina con le dimissioni del sindaco Francesco Caiani e lo scioglimento del Consiglio Comunale.

Foto: Si preparano 8 nilioni di baionette, futuri pugni di sabbia e gavette di ghiaccio

Il 9 gennaio 1926 si apre la gestione del commissario Luigi Jacquaniti, che si protrae fino all’aprile seguente; mentre la svalutazione della lira a "quota novanta", determina scossoni e contraccolpi nell’economia (chiudono l’agenzia del Banco di Roma e le varie agenzie della Banca Popolare, la Cassa di Risparmio è assorbita dall’omonima di Perugia).

Il 4 aprile 1927, al posto del Sindaco, s’insedia la nuova figura del Podestà, il notaio Sestilio Umberto Sergiacomi; del suo mandato si ricordano l’inaugurazione del monumento ai caduti in Piazza Garibaldi (poi spostato ai giardini pubblici), la progettazione del nuovo edificio scolastico per il capoluogo; termina la ristrutturazione della Cattedrale di San Benedetto, in corso da oltre settanta anni. Presso la chiesa del Serrasanta si registra il furto parziale della pala d’altare in ceramica quattrocentesca; la restaura Giuseppe Pericoli (che ne realizza anche una copia).

Il 20 luglio 1928 il podestà autorizza l’installazione di due distributori di benzina; una nuova esigenza da soddisfare per i sempre più frequenti mezzi motorizzati in circolazione.

Il 1929 è l’anno del nevone che blocca per giorni anche il transito dei treni sulla linea ferroviaria, presso Categge. Giro di vite nella vita cittadina; il PNF con l’imposizione di persone legate al regime conferisce un’ulteriore politicizzazione alla pubblica amministrazione: il 18 aprile, al podestà subentra il commissario prefettizio Americo Innocenzi, cui segue il nuovo podestà Carlo Bartoletti. Dopo la firma del concordato fra lo Stato e la Chiesa, s’intitola una via a Don Giovanni Bosco. Con la grande crisi, la recessione si abbatte sull’economia, provocando fallimenti di varie attività produttive.

Gli anni 20, segnati dal trionfo del fascismo, pur caratterizzati da ristrettezze e contrasti determinati dall’aumento dei prezzi e dalle necessità d’approvvigionamento di generi alimentari, hanno registrato anche una ripresa delle attività imprenditoriali (costituzione della Guerrieri & Luzi e del Calzaturificio Pennoni nel 1922, della Società Ceramica Monina nel 1924, delle Ceramiche Luca Della Robbia e Ceramiche Mastrogiorgio nel 1925).

Fatti salienti del decennio sono la morte di mons. Roberto Calai, la costituzione del gruppo Scout cattolici (1921), le onoranze al Maestro Raffaele Casimiri – che D’Annunzio definisce "il miglior ambasciatore del genio italico"-, la nascita del Circolo giovanile cattolico e della Filodrammatica Dialettale Don Bosco (1923), l’apertura dell’Ufficio Imposte Dirette e del catasto (1925). Si afferma la presenza dell’Istituto Salesiano; in seguito alla riforma Gentile le sue scuole ginnasiali, come un faro di diffusione della cultura, richiamano da tutta l’Italia centrale centinaia di convittori per frequentare le qualificate scuole di preparazione al Liceo, mentre l’oratorio è fulcro delle attività sportive e ricreative (filodrammatica, attività della squadra di calcio Salus, prime esperienze del basket, saggi ginnici del "regime"); nella città la circolazione dei primi camion ed autovetture denunzia l’inadeguatezza di strade costruite per il traffico di veicoli a trazione animale.

Nel 1930 il Dr Ruggero Guerrieri pubblica "I maestri lombardi in Gualdo Tadino nella seconda metà del Quattrocento"; scompare il notaio Dr Giulio Guerrieri, brillante autore di scritti e poesie ambientati negli anni della Belle epoque.

Nel 1931 il censimento della popolazione registra 12.312 residenti.

Il 26 agosto 1932 la città riceve la visita del re, Vittorio Emanuele III; nello stesso anno il gualdese mons. Vittorugo Righi è nominato dal Vaticano addetto alla delegazione di Beirut, primo avvio di una brillante carriera diplomatica (seguiranno Istambul, Rio de Janeiro, Teheran).

Intanto il Regime moltiplica le iniziative propagandistiche (finanziate dal Comune) della O.N.D (Opera nazionale dopolavoro) - l’organizzazione per la gestione del tempo libero -, di cui è segretario provinciale il gualdese Dario Liberati: Befana fascista, feste dell’uva, feste della ginestra, premi di nuzialità, premi di natalità, riconoscimenti alle donne prolifiche a sostegno della politica demografica, colonie elioterapiche per i bambini. Il Ministero della Pubblica Istruzione finanzia l’edificio scolastico del capoluogo. Iniziano a circolare le prime Fiat Balilla.

Con il fascismo la vecchia Flaminia, collegamento fra Roma e la Romagna di Predappio, torna ad essere la "via regia rei publicae"; fioriscono racconti ed aneddoti sui periodici spostamenti del Duce fra la capitale e la terra natìa, con soste occasionali ai passaggi a livello, durante le quali non disdegna il contatto con la gente, mentre, su tutte le costruzioni che fiancheggiano la strada, gli slogan riproducono l’euforia collettiva che pervade il paese: uno su tutti, "la garanzia della pace riposa nelle nostre forze armate". Con l’aumento del traffico arriva la prima bitumatura delle strade: quanto alla Flaminia... si riferisce un laconico disappunto del Duce "Non avevo chiesto di farla per prima, ma non mi aspettavo che la lasciassero per ultima!"

Nel 1933 s’inaugura il nuovo campo per le attività sportive, finora esercitate nell’ex piazzale del mercato (attuali giardini pubblici); la squadra di calcio locale milita in seconda divisione. Il Dr Ruggero Guerrieri arricchisce la serie delle sue pubblicazioni con la monumentale "Storia civile ed ecclesiastica di Gualdo Tadino".

Il 14 settembre 1934 è rinominato podestà Sestilio Umberto Sergiacomi; entra in attività la Ceramica Baldassini-Paoletti-Tomassini, seguono poi la Nuova Cooperativa Ceramisti, La Vincenzina, La Morroni & Tega, la Cooperativa operai riuniti.

Il 2 marzo 1935 si insedia la Consulta, organismo consultivo creato dal Regime in sostituzione del Consiglio comunale, che brillerà per la sua inutilità: "il Podestà delibera prescindendo ...". Un’imponente manifestazione attraverso le vie della città festeggia i cinquanta anni della Banca Popolare Cooperativa.

Mentre sull’Italia si addensano le nubi delle sanzioni economiche imposte dalla Società delle nazioni, in ritorsione per la guerra contro l’Etiopia, il paese si abitua all’autarchia; ne sono espressione la scomparsa di vari generi d’importazione (dal caffè, al pepe, al cacao, al caucciù); seguiranno la requisizione di tutto il ferro (cancelli, caldaie, letti ed arredi metallici vari) destinato a produrre cannoni, la donazione delle fedi alla patria da parte delle donne del popolo (con relativo scandalo), la battaglia del grano che spinge al dissodamento di tutte le pendici dell’Appennino, alla ricerca di terra da coltivare.

Il 1936 festeggia la conquista dell’Etiopia con l’impianto della Pineta dell’Impero sulle pendici del Monte Maggio sovrastanti Palazzo Mancinelli: una grande pineta a forma di fascio littorio che, crescendo lussureggiante, perpetuerà visivamente fino a Perugia il ricordo dell’evento. Al canto di "faccetta nera", si aprono all’emigrazione i paesi della quarta sponda e dell’Impero: Libia, Etiopia, Somalia; anche da Gualdo Tadino partono squadre di colonizzatori per costruire strade, scuole, fabbriche e acquedotti, che non hanno nel paese di provenienza.

1937: Le varie attività assistenziali pubbliche sono concentrate nella nuova istituzione dell’ECA (Ente Comunale di Assistenza) cui sono devoluti i beni delle varie Opere Pie. Negli ultimi anni del decennio, che scivola verso la seconda guerra mondiale, arrivano il riconoscimento del Ginnasio Parificato per l’Istituto Salesiano e l’istituzione del terzo corso di Avviamento Professionale.

Diventa d’obbligo la tessera per accedere alle cariche pubbliche: persino per i bambini c’è l’iscrizione d’ufficio al partito fascista fin dalla frequenza delle scuole elementari; poi crescendo, vestiranno le divise di figlio della lupa, di balilla, di avanguardista, di giovane fascista, ed avranno l’addestramento premilitare (con i moschetti di legno e la partecipazione ai raduni): nascono i Circoli Dopolavoro, e manifestazioni di massa organizzate dalla GIL (Gioventù Italiana del Littorio) che contribuiscono a fare del fascismo un movimento popolare; per farla breve tutta la vita è programmata in divisa da parata, per la gioia dei gerarchi sempre con stivali ed uniforme. Il gualdese Orfeo Sellani, vice comandante generale della GIL promuove la costruzione di due grandi opere pubbliche, destinate a restare due incompiute del regime: il palazzo della GIL e la Colonia Elioterapica. La crescita demografica porta la popolazione a 12.701 abitanti.

Il 25 maggio 1939 c’è l’ultima riunione Consulta: inutile fino al punto che il verbale relativo resta incompiuto. Il 1 agosto termina il mandato del podestà Sestilio Umberto Sergiacomi; alla guida del comune si apre un carosello di avvicendamenti di podestà e commissari prefettizi (Adriano Ceccarelli, Augusto De Pretis, Salvatore Coppola, Alberto Rubboli ecc.). Con contributi del Comune si costituisce l’associazione Pro Gualdo (succede alla preesistente Pro Tadino), si ripristina l’antica Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo e nasce la SS Gualdo (Presidente Aldo Biscontini) che subentra alla SCAT.

Il 10 giugno 1940 la gente ascolta in piazza il messaggio indirizzato ai "combattenti di terra, di mare e dell’aria", con cui il paese entra nel secondo conflitto mondiale, e che determinerà la caduta del fascismo: oltre duemila cittadini, coscritti, reclute, richiamati, volontari e camicie nere sono dislocati nelle varie zone di operazione, dalle quali per molti non ci sarà ritorno. Il paese sprofonda nell’economia di guerra; il fronte interno è sostenuto dalla propaganda del periodico "La freccia", diretto da Angelo Pascucci, mentre ovunque compare la scritta imperativa "Vincere", presto corretta in "Vinceremo". Poi, ad aprire gli occhi sulla realtà, arrivano la requisizione con tesseramento dei generi alimentari, le medaglie d’oro al valore militare (Giorgio Mancini, Franco Storelli, la proposta per Francesco Scaramucci), arrivano le notizie dei disastri su tutti i fronti, i bombardamenti (colpita in particolare la stazione ferrovia e persino il cimitero), arriva la trebbiatura in piazza (1942) del grano coltivato sulle brulle colline della Capralina, il mercato nero, gli sfollati, gli "orti di guerra" ricavati in tutti gli spazi pubblici nel centro abitato e a ridosso delle mura civiche, finché le date storiche del 25 luglio e dell’8 settembre 1943 chiudono la tragica mascherata con la destituzione di Mussolini e la firma dell’armistizio.

 

  Pagina iniziale Edizioni Sommario