L'Eco del Serrasanta - 12 marzo 2000

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Ceramica

Il mercato globale? La nostra croce

di Riccardo Serroni


Dal Macef una conferma

Claudio Carini fa il punto dopo la mostra di Milano e sollecita interventi per una situazione che si va facendo sempre più difficile.


Il mercato globale, la straordinaria modernità del 2000, rischia di essere anche la nostra croce. Perché se il tavolo da gioco è lo stesso, le carte, spesso, sono truccate ed a rimetterci sono i nostri imprenditori e la nostra produzione.

Claudio Carini, presidente della Confartigianato di Gualdo Tadino, un uomo che ha vestito spesso i panni sgraditi della Cassandra ma altrettanto spesso ha avuto la sensazione di predicare nel deserto, torna a suonare la campana dell'allarme. I parametri di riferimento sono quelli del MACEF di Milano e la Fiera di Francoforte: "Purtroppo la tendenza che avevamo avvertito già da tempo si sta confermando", è il suo commento.

La tendenza è quella delle difficoltà delle nostre imprese ,in primis della ceramica, nel settore degli articoli da regalo. La conferma sta tutta nei numeri, quelli che ci snocciola lo stesso Presidente degli artigiani gualdesi: "Alla Fiera di Milano c'erano 3500 espositori su un'area di 160.000 mq. Fra il '95 ed il 2000 l'area espositiva è stata ampliata del 17%, ma tutta a favore degli espositori esteri che sono incrementati del 55% per un totale di 780 aziende. Le aziende italiane sono ufficialmente aumentate del 10%, ma come dato ritengo che non sia attendibile. L’impennata delle presenze italiane, infatti, c’è stata nel ’95, quando hanno avuto libero accesso numerosi produttori che erano in attesa da anni. Dal ’97 in poi è probabile che l’aumento delle presenze italiane sia stato insignificante. Gli stand degli stranieri- continua Carini- erano frequentatissimi. I loro prodotti, infatti, per il rapporto qualità prezzo, sono altamente competitivi nei confronti dei nostri e noi non abbiamo difesa". I motivi? Ancora numeri: "Prendiamo l'esempio della Romania, dove sono andate 10.000 imprese italiane. Il gas costa 50 £ al mc, un capannone costa 50 milioni, un operaio guadagna 1000 £ l'ora. Quando mai noi riusciremo a vendere i nostri prodotti allo stesso prezzo di quelli rumeni".

Un problema che esula lo stesso settore degli articoli da regalo. Altre catene di produzione non stanno certamente meglio. L’acciaio dal ’97 al ’98 è sceso da 1800 a 1700 miliardi di fatturato, con una contrazione occupazionale del 2%. La produzione del vetro è diminuita di 10.000 tonnellate dal ’98 al ’99. E gli esempi potrebbero continuare.

Una analisi sulla quale non si può non essere d’accordo. Sulle prospettive, al contrario, è difficile individuare un percorso vincente.

C’è il dato sui consumi interni che non induce all’ottimismo: "Il Presidente Nazionale della Confcommercio Billé- prosegue Carini- preannuncia un aumento del 2% dei consumi interni. Ma non riesco a capire su quali basi si fonda questa sua previsione ottimistica se il dato sull’occupazione è sempre negativo. Se non c’è lavoro non ci sono neanche i consumi".

Ma torniamo alla ceramica ed alle possibili ricette.

Facile buttarla lì, come il toccasana di tutti i mali: la ceramica DOC, il marchio di qualità: "Nulla da eccepire- esclama Carini, che invece qualche riserva ce l’ha- Però la ceramica DOC non risolve tutti i nostri problemi perché rappresenta pur sempre un settore limitato di produzione, 1000 miliardi in tutta Italia". Occorre percorrere altre strade e Carini guarda in alto, alle Istituzioni, allo Stato e alle Regioni: "Di fronte alla spietata concorrenza dei paesi orientali e dell’Est europeo frutto della globalizzazione- dice- non è possibile che lo Stato e le Regioni non facciano niente. Noi apprezziamo moltissimo lo sforzo che sta facendo il nostro comune per starci vicino e sostenerci, ma iniziative incisive devono venire dall’alto". Le alternative che si prospettano, altrimenti, sono a dir poco inquietanti:

"Ecco il ragionamento che fa l’imprenditore che si trova a fronteggiare una crisi come questa- spiega Carini- Prima soluzione: trasferisco l’azienda in un paese dove i costi di produzione sono bassissimi. Seconda soluzione: trasferisco una fase importante della produzione in un paese dove i costi di manodopera sono bassissimi rispetto all’Italia. Se lo Stato desidera che continui a rimanere in Italia per assicurare occupazione deve stabilire delle regole per proteggere il mio prodotto che per i costi imposti deve essere messo sul mercato ad un prezzo inevitabilmente maggiore di quelli provenienti da quei paesi che praticano salari da fame o sfruttano il lavoro dei bambini".

C’è poi tutto un altro discorso che riguarda le aziende e la loro organizzazione. Oggi non è più possibile che ogni piccola unità produttiva lotti da sola contro le difficoltà odierne come un Davide contro Golia: "E’ inevitabile che gruppi di aziende si associno per unire le proprie forze ed abbattere i costi di produzione".

Cooperare, unire le forze, associarsi…un discorso che non ha mai fatto molta presa nel mondo produttivo nostrano. Ma c’è un modo che possa superare la suscettibilità di ognuno: "Gruppi di aziende dovrebbero costituire una nuova società madre mantenendo la propria identità, la propria individualità, coprendo la propria nicchia di mercato. Ma l’attivazione di servizi comuni a livello di promozione, marketing, ricerca…costituirebbe un bel passo in avanti per aumentare la nostra competitività".

Un percorso difficile da intraprendere ma Carini non si arrende. Una prima collaborazione è nata con la Consulta delle Aziende locali per ottimizzare l’utilizzazione degli 800 milioni a sostegno delle imprese garantiti dall’Amministrazione Comunale. A breve verrà poi organizzato un Convegno con la presenza di una personalità importante nel settore dell’economia. Un terreno di confronto che, si spera, possa contribuire a rompere gli ultimi diaframmi di diffidenza verso l’ ipotesi di una nuova collaborazione. Con la speranza che anche le Banche, a quel punto, se ne accorgano e ne prendano atto con una nuova e più incisiva politica del credito a favore del territorio.


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