Giochi

El somaro, ragazzi ...

Vinte due corse, rifiuta di vincere la terza!

Nella lunga tradizione dei Giochi de le porte il somaro, con i suoi comportamenti bizzarri, ci avevano abituato a tutto, tanto da aver meritato l’appellativo di protagonista assoluto della manifestazione e guadagnandosi anche l’affetto della gente: chi non ricorda il plateale bacio che, davanti alla folalin tripudio, gli schioccò il priore di Porta San Donato, in segno di gratitudine, tanti anni fa?

Tuttavia quello che è stato capace di combinare il somaro nell’edizione 1999 dei Giochi ha dell’incredibile.

Pallone (ma chi gli ha dato questo nome così poco confacente al suo rango?), il portacolori di porta San Martino, ha saputo essere ad un tempo croce e delizia dei contradaioli, attore e mattatore, spettacolo nello spettacolo: dopo aver bruciato gli avversari portacolori delle altre porte nella corsa con il carretto con un tempo eccezionale, si è ripetuto nella corsa a pelo presentandosi solo sulla linea del traguardo e conquistando per la Porta San Martino il diritto a disputare lo spareggio contro il portacolori della Porta San Benedetto, che aveva risalito il punteggio nelle altre gare.

Davanti alla folla ammutolita, in attesa del verdetto finale che avrebbe sancito l’ assegnazione del palio 1999, dopo essere partito in ritardo, Pallone si lanciava all’inseguimento dell’avversario, lo superava, lo distanziava e quando, ormai a pochi metri dal traguardo aveva già acceso il tripudio dei portaioli di San Martino, improvvisamente fra lo scoramento generale, si arrestava di botto, si voltava sul lato destro cercando con l’occhio l’avversario che arrancava distanziato ed, incurante delle sollecitazioni del suo fantino, inchinava ripetutamente la testa, quasi a sollecitare il ritardatario a rinvenire, quasi infastidito di essere ancora primo sulla fatidica linea di arrivo: lui, che aveva già assaporato per ben due volte la gioia del trionfo, non era bello che vincesse anche la terza volta e regalava così al portacolori di San Benedetto la palma del vincitore, guadagnandosi la simpatia del priore Angeletti, che però non lo ha baciato (ingrato!) ed il rassegnato assenso del suo priore Teodori, che da autentico signore dei Giochi sapeva fare buon viso a cattiva sorte, ammettendo con autentico spirito Decoubertiniano che gli altri.... erano stati più bravi: per Pallone nemmeno una parola, forse in segreto solo il taglio dei viveri (pardon, della biada). Detto di Angeletti che ha conquistato il terzo palio per Porta San Benedetto quando tutto appariva compromesso, di Teodori che con autentico fair-play è stato lieto di averlo perduto per Porta San Martino, per Porta San Donato e Porta San Facondino solo cenere e carbone, o pardon, rinviati a settembre.

Una battuta per uno ...

L'Eco - p. 3 - 10 ottobre 1999

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