Gualdesità

Dopo l'ultimo scherzo dell'INAIL

Gubbio pigliatutto

di Alberto Cecconi

Come volevasi dimostrare. Così si concludono le dimostrazioni dei teoremi di geometria. Vale anche in politica? Il caso Inail insegna: il risultato, concreto ed effettuale, sulla centralità di Gubbio è tornato. Ce lo avevano insegnato ultimamente anche i casi Inps, ufficio di collocamento e tribunale; come da tradizione consolidata, con Comunità Montana, vecchie Ulss ed azienda di promozione turistica, distretto scolastico; ed ancora: Forestale, Carabinieri, Guardia di Finanza; e quant'altro, indotto vario incluso.

Non più i Vigili del Fuoco, che ora ci sono per Nocera e Gualdo Tadino.

Gualdo Tadino è stata spogliata ed emarginata, lentamente: ha più soltanto il Comune, le scuole, l'ufficio agricolo e l'ufficio postale, che, però, dipende dalla agenzia di Gubbio; gli uffici finanziari ed un ospedale con distretto: si spera che restino.

Era sembrato che l'incredibile "comprensorio" si dovesse rifondare su basi nuove, in nome del " policentrismo" e del decentramento, dei servizi vicini alle popolazioni, senza creare "capitali" ed accentramenti. Il caso degli Uffici finanziari, per i quali c'era stata anche la solidarietà "ufficiale" di Gubbio e Nocera, faceva sperare in questo senso; ed anche l'ipotizzato "ospedale unico". Salvo, però, che per gli uffici finanziari Gubbio avrà un proprio sportello decentrato. L'ospedale unico, ancora utopico, dovrebbe essere costruito a Branca, in territorio eugubino, al confine di importanti strade di collegamento da costruire. Occorre avere fiducia? Ricordiamo gli ultimissimi episodi.

Quando l'Inps manifestò l'intenzione di aprire un proprio ufficio decentrato, il Sindaco Pinacoli inviò all'Istituto una lettera mettendo a disposizione una sede a Gualdo Tadino: era ragionevole, considerato che Gubbio aveva tutte le altre sedi; ma ci fu chi fece notare che la lettera "faceva tenerezza", perché si riteneva che Gubbio avrebbe voluto anche quell'ufficio. Così fu. Allora il Sindaco ingoiò: come i gualdesi d'altra parte - il boccone amaro; ma cercò di consolare i cittadini, affermando di aver avuto assicurazioni che Gualdo Tadino avrebbe avuto la sede dell'Inail, alla quale avrebbero fatto riferimento anche gli eugubini; sembrava una certezza. Ma la verità della volontà accentratrice nella "capitale" si è ora mostrata nella sua cruda autenticità: la sede dell'Inail è a Gubbio.

I gualdesi, loro malgrado, devono continuare ad essere tributari a livello demografico, fornendo i "numeri" essenziali perché Gubbio abbia le varie sedi della forza pubblica, quelle consortili del comprensorio (una parola, " il comprensorio", gratificante solo per gli eugubini), quelle vari uffici ed enti decentrati. Con sola logica: i gualdesi devono recarsi a Gubbio, gli eugubini non devono recarsi a Gualdo Tadino.

Per avere uffici e servizi servono i "numeri" della demografia. Gubbio da solo non basta; Gualdo Tadino da solo non basta; gli altri Comuni del territorio sono anch'essi tributari, anche se in misura minore. A tutti fa comodo avere l'ufficio o il servizio sotto casa. Ed allora, perché non fare ciascuno qualche sacrificio?

Viene da chiedersi: perché i nostri pulitici non hanno operato come farebbe una qualsiasi normale persona di buon senso, al fine di evitare disarmonie e delusioni future? Perché, per esempio, non stilare un documento, un contratto scritto, nel quale stabilire che si fa società, cioè un consorzio, un "comprensorio", definendo con onesta "trasparenza" che si faranno valere numeri collettivi per uffici e servizi, con clausole chiare, da non rimettere in discussione, nemmeno con " furbizia": Gubbio avrà queste sedi, Gualdo Tadino queste altre, predeterminando i rapporti; e così, perché no, anche Fossato, Sigillo, Valfabbrica e gli altri "tributari", magari rispettando i numeri dei contributi demografici forniti da ciascuna comunità?

Ed ora che si dice di voler " rifondare" il comprensorio, perché non riproporre tutto sul tavolo della trattativa per trovare un necessario ed equo riequilibrio?

Se ci si crede effettivamente un documento del genere, approvato dai Consigli Comunali, sarebbe essenziale: i singoli amministratori passano i documenti restano; e vanno rispettati e fatti rispettare. Per una questione di equità, di giustizia, di dignità di ogni popolazione. Altrimenti vale la pena di stare in un comprensorio nel quale c'è scritto " gualdese" solo come aggettivo inutile e, col tempo, dannoso?

L'Eco - p. 6 - 10 ottobre 1999

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