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Giochi 1999

Giochi bellissimi, emozionanti!

Palio: la terza volta di San Benedetto

Eccezionale cornice di pubblico per una grande edizione dei Giochi 1999 Decisiva la bizzarria di Pallone, il somaro di San Martino

di Roberto Casaglia

Giochi bellissimi, emozionanti, da far rimanere con il fiato sospeso anche il più distaccato degli astanti. Mai, in passato, si era assistito ad una manifestazione così incerta ed avvincente, combattuta fino all'ultimo metro, tanto da dover ricorrere allo spareggio per sancire il vincitore di quella che è stata definita "l'ultima edizione del millennio". Con un corteo storico bellissimo, con alcune parti teatrali molto apprezzate dal pubblico, ad introdurre le gare, i somari, i grandi protagonisti dei "Giochi" tenuti lontano da sguardi indiscreti per tutta la settimana, salgono finalmente sul proscenio per la prima gara, la corsa con il carretto.

Il Gonfgaloniere ed i Priori assistono al Corteo dal balcone del Municipio

Apre San Benedetto. Non c'è Marco, il mitico quadrupede che aveva dato un grandissimo contributo alla vittoria dei due precedenti palii della Porta gialloblù: al suo posto i responsabili decidono di far scendere in pista Falchetto. Il somaro, debuttante ai Giochi, non ha inciampi di sorta lungo il percorso e chiude il giro in 2'18"; il tempo è piuttosto alto e non c'è soddisfazione nella porta del priore Lucio Angeletti.

Subito dopo entra San Facondino. Lupen deve rimediare alla figuraccia dell'anno prima, quando fu mandato in piazza in quattro e quattr'otto al posto di Rosina, morta d'improvviso a ridosso dei Giochi; in quell'occasione si bloccò pochi metri dopo la partenza, accrescendo nei portaioli gialloverdi la nostalgia per la "Principessa". Quest'anno Lupen ha un passo più convinto, ma ancora manca di velocità e percorre l'anello in 2'23". San Benedetto respira.

E' la volta di San Donato. Naomi è data favorita alla vigilia e, con una partenza migliore dei due precedenti rivali, ha intenzione di mantenere fede ai pronostici. Al ritorno in Corso Italia la porta giallobianca è nettamente in vantaggio rispetto a San Benedetto e San Facondino, ma a pochi metri dal traguardo l'asino ha una grossa incertezza, quasi si ferma, poi riesce a riprendere la propria corsa senza peraltro compromettere la posizione; 2'13" e primo posto provvisorio. Il frenatore è però letteralmente imbufalito con uno spettatore reo, a suo avviso, di aver disturbato il somaro.

Per ultimo entra nell'arengo maggiore San Martino. Pallone è alla sua seconda presenza nella piazza dei Giochi e c'è curiosità intorno a lui, visto che la domenica precedente, nel corso delle ultime prove, aveva fatto segnare un "tempone". Pallone non si fa pregare e parte a testa bassa, gettandosi a corpo morto in Via Calai. A metà percorso ha già accumulato una decina di secondi di vantaggio su Naomi e più il traguardo si avvicina, più aumenta il divario con i rivali. Pallone arriva in Piazza Grande a tutta velocità e chiude nettamente al primo posto, strappando a Sonny, altro somaro entrato nella leggenda dei Giochi, il nuovo record del percorso: 1'53". Cambia il somaro, ma non la Porta detentrice del primato, anche se qualcuno fa osservare che quest'anno, a causa della gru posta dinanzi il Municipio, il percorso si è di fatto accorciato di qualche metro rispetto al tracciato tradizionale. A spezzare una lancia in favore di Pallone interviene Massimo Spigarelli, detentore, insieme a Daniele Pedana e a Sonny, del precedente record: "Onore e merito all'auriga, al frenatore e a Pallone: i record sono fatti per essere battuti e il nostro ha resistito per nove anni. Adesso il primato è loro."

La seconda gara, il tiro con la fionda, vede protagonisti sul palchetto due veterani, Sergio Sabbatini per San Martino e Fabrizio Pappafava per San Benedetto, un esordiente, Daniele Matarazzi per San Donato, e un giocoliere alla sua seconda esperienza: Giacomo Pericoli per San Facondino. San Martino infila un buon 4 su 5, imitato da San Benedetto e San Facondino. San Donato si ferma a 3 su 5. Per determinare le prime tre piazze si impone lo spareggio e sono necessari tre serie di tiri, con bersagli sempre più piccoli, per sancire San Benedetto vincitore della gara. Un'ulteriore appendice è necessaria per stabilire la seconda posizione, appannaggio di San Facondino.

Così, a metà Giochi, la classifica è spezzata in due tronconi. In testa San Benedetto e San Martino con 18 punti, dietro di loro San Donato e San Facondino a quota 12. Si sapeva che la terza prova, il tiro con l'arco, sarebbe stata la più equilibrata e i giocolieri mantengono fede alle attese.

Il Palio 1999

Sergio Gentilucci di San Martino mette subito a segno 31 punti. Vecchietti di San Facondino lo insidia, ma si ferma a quota 27. E' quindi il turno di Marco Pannacci per San Benedetto. L'arciere gialloblù non si fa prendere dall'emozione e passa decisamente in testa con 37 punti. Per ultimo tocca a San Donato. Enrico Bianconi ha una grossa responsabilità sulle spalle, vista la posizione in classifica della propria Porta. Solo una vittoria potrebbe rilanciare i colori del priore Giuseppe Baldinelli. Bianconi fa sognare i propri portaioli fino all'ultimo, terminando però di un soffio alle spalle di Pannacci: 36 punti. Prima della corsa a pelo, che concluderà i Giochi, San Benedetto ha un grosso vantaggio da amministrare. Sei punti di vantaggio su San Martino e ben nove su San Donato. San Facondino, a quota 15, deve rassegnarsi a lottare per evitare l'ultimo posto. Per vincere il Palio Falchetto ha quattro possibilità a sua disposizione: vincere la gara, giungere al secondo posto, arrivare al terzo, ma alle spalle di San Martino, arrivare ultimo, sempre dietro San Martino, ma con San Facondino vincitore.

Ma i somari, si sa, sono imprevedibili e non sempre amano le cose semplici. Quindi Falchetto decide di far soffrire i propri portaioli fino all'ultimo. Partito nettamente in testa, a metà percorso si fa infilare a destra da San Donato e a sinistra da San Martino. San Benedetto ora deve sperare che a vincere sia San Donato, ma Pallone non è di questo avviso. Il somaro di San Martino, guidato da Matteo Passeri, vuole dimostrare di essere il più forte e in velocità sorpassa e stacca San Donato, chiudendo vittorioso la quarta gara. San Benedetto deve adesso limitare i danni, cercando di non farsi superare da San Facondino, altrimenti addio Palio. Falchetto e Mirko Liberati tengono la posizione e chiudono al terzo posto. Con questo risultato San Benedetto e San Martino finiscono a braccetto in testa alla classifica con 36 punti e pertanto si rende necessaria la gara di spareggio che è una nuova corsa a pelo. Giusto una ventina di minuti per far recuperare le forze ai somari che rieccoli sulla linea di partenza. Ma questa volta i protagonisti si sono dimezzati perché il Palio è diventato un affare privato tra San Benedetto e San Martino. I giallorossi hanno la consapevolezza di avere il somaro più veloce, i gialloblù sanno che la speranza è l'ultima a morire. Ma Pallone ha intenzione di stroncare ogni sogno ai portaioli di messer Lucio Angeletti, prendendo subito il largo. Il somaro di San Martino, come nella gara precedente, guadagna metro dopo metro e nei gialloblù alla speranza subentra lo scoramento.

"Bellissimi questi Giochi, e questi somari che corrono come cavalli non li avevo mai visti - pensa il turista assiepato ai bordi del percorso - Ora voglio scattare una foto a questi "campioni', così da mostrarla a parenti e amici che, di sicuro, non avranno mai visto una cosa del genere. Ma è quasi notte, accidenti: per farla bene ci vuole il flash.". Pallone, ignaro di tanta fama, continua ad avvicinarsi al traguardo. Il supplemento di fatica sta per finire e finalmente si ritornerà nella stalla. A non più di trenta metri dalla fine ecco spuntare il suo fan che, come ogni ammiratore che si rispetti, vuole avere la sua foto e scatta. Pallone è accecato dall'improvviso bagliore, si blocca, indietreggia, poi, in un disperato tentativo, tenta di ostacolare Falchetto. Ma è tutto inutile. Falchetto, che stava aspettando questo momento dal primo pomeriggio, mantiene fede al suo nome e, come un rapace, vedendo la preda in difficoltà, si lancia su di essa superandola e battendola, tra il tripudio dei suoi portaioli, a metà tra sogno e realtà. "Spero che almeno sia venuta una bella foto" ha ironicamente commentato Matteo Passeri, fantino di San Martino. Quella spuntata fuori dalle transenne, con tanto di macchina fotografica, per San Benedetto è stata una vera e propria man santa.

 

I giochi in sintesi

Porta San Benedetto ha festeggiato la conquista del terzo Palio

Porta San Donato ha festeggiato la vittoria nel Convivio Epulonis

Porta San Facondino ha gioito per l'apprezzamento della sua sfilata

Porta San Martino ha festeggiato ... per la perdita del palio che aveva già vinto!

L'Eco - prima pagina - 10 ottobre 1999

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