Giochi

A proposito di …

I Giochi e la città

di Riccardo Serroni

La città di Gualdo ha avuto nell'ultimo decennio degli anni '90, ed ha tuttora, due grandi potenzialità promozionali: la squadra di calcio in C1 ed i Giochi de le Porte. E' opinione unanime, credo, che una maggiore iniziativa creativa avrebbe fatto ricorso a questi due potenti "motori" per mettere in moto un processo innovativo che proiettasse Gualdo Tadino nei circuiti turistici che contano. Ho altresì più volte ascoltato critiche rivolte agli organizzatori dei Giochi de le Porte colpevoli di non aver fatto abbastanza per far "crescere" (è questa la parola più usata) la manifestazione, dove per crescere si intende legare ad essa manifestazioni collaterali che ne elevino il contenuto culturale, oltre che spettacolare.

E su questo punto non sono molto d'accordo. Ai responsabili dei Giochi possiamo e dobbiamo chiedere una cosa soltanto: che organizzino bene la manifestazione. Non possono cantare e portare la croce. E' la città nel suo complesso, nelle sue associazioni, nelle sue potenzialità più recondite che, facendosi leva della opportunità della disputa del Palio (o della squadra in C1 ed, oggi, del Museo della Rocca Flea), deve fare il resto, cioè trovare in se stessa la forza per crescere e per rendersi attiva. Scaricare sugli altri le responsabilità che sono proprie è soltanto un modo subdolo di liberarsi la coscienza, ma non risolve il problema.

Di questa stessa opinione è l'assessore alla cultura Mario Anderlini, tanto che ha già preannunciato una prossima iniziativa: "Ci sono molte persone, come gli ex Priori e gli ex Gonfalonieri- ha detto- che hanno ancora tanta voglia di fare e tante idee. Perché non consentirgli di esprimere queste loro capacità in un Comitato?".

Una buona idea che può concretizzarsi al meglio tenendo conto di due condizioni: la prima è che l'Ente Giochi, in un certo senso, lasci fare, non pretenda di monopolizzare tutto quanto possa sfiorare i Giochi anche se ha il diritto sacrosanto di essere interpellato e chiamato a collaborare; la seconda è che si tenga conto del fatto che una potenziale casa comune esiste già, ed è la Pro Tadino. Un rilancio vero della associazione con persone disposte ad impegnarsi e ad assumersi responsabilità dirette può essere il megafono più efficace per amplificare la voce di Gualdo, oggi, per la verità, piuttosto fioca, quasi impercettibile.

 

L'Eco - p. 3 - 10 ottobre 1999

Pagina iniziale

Edizioni

Sommario