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Triennale Della Ceramica D'arte Contemporanea

Catalogo della Triennale della Ceramica d'Arte Contemporanea di Gualdo Tadino 2009

Anteprima

 

Sabato 19 dicembre, presso la Rocca Flea, si è conclusa ufficialmente la "Triennale della ceramica d'arte contemporanea", organizzata dalla Pro Tadino. Un obiettivo di alto valore per la città. In primo luogo perché è stata rilanciata una manifestazione che sembrava definitivamente tramontata.
Le grosse difficoltà vissute negli ultimi anni dalla Pro Tadino, con l'incredibile perdita anche del quindicinale "L'eco del Serrasanta", una voce attiva pure dal punto di vista economico, non davano speranze al nuovo Consiglio direttivo: l'unica via di salvezza percorribile era sembrata quella di tentare un improbabile rilancio del concorso internazionale della ceramica (38^ edizione), che per decenni aveva dato lustro, che aveva portato tante opere di artisti famosi in città (ora catalogate e restaurate, pronte per il museo, grazie al Rotary club). Il gruppo dirigente ha avuto il merito di credere nella possibilità dell'utopia (risorse e immagine decisamente sotto zero, tanti debiti), ha cercato finanziamenti, ha trovato interlocutori sensibili ed attenti, a cominciare dal presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, il Cavaliere del lavoro Carlo Colaiacovo, ed altri amici, compreso il Comune; ha anche cercato collaboratori per le idee, tra cui Pierfrancesco Frillici, Nello Teodori, Carla Subrizi, associazioni gualdesi di categoria; è stato messo a fuoco l'ampio progetto, si è dato il via. Con un po' di incoscienza. Con grandissimo coraggio. E' stato un successo sofferto, ma pieno. Sono arrivati a Gualdo Tadino un centinaio di progetti, tra i quali la commissione giudicatrice ha scelto i tre vincitori: le opere cartacee sono state rese concrete dalla grande disponibilità dimostrata da Tagina ceramiche d'arte e da tanti artigiani non solo del settore della ceramica, che hanno dato contributi fondamentali: ora quelle opere sono patrimonio della città, collocate all'aperto, con l'arte che può "dialogare" con la gente. E' stata attivata anche la vecchia sezione della qualificazione produttiva, con una formula nuovissima: diversi designer di alto livello sono entrati nelle fabbriche, si sono confrontati con la realtà produttiva locale, hanno formulato delle proposte concrete per l'innovazione: le opere, prima esposte nella chiesa di San Francesco a Gualdo, poi nella prestigiosa fiera di Verona "Abitare il tempo", hanno avuto apprezzamenti e forse anche prospettive produttive. In ogni caso si sono attivati rapporti diretti tra gli artigiani e gli artisti: non potranno che essere uno stimolo per aprire qualche spiraglio positivo in una realtà che lo merita per la tradizione e per la volontà di continuare, per far crescere il gusto del bello e le possibilità di lavoro. Sicuramente valide le provocazioni delle sezioni "tradizione contemporanea" e "disegno e produzione".  Di grande interesse anche l'opera di Bruna Esposito, artista di fama internazionale, che ha realizzato- sponsor Tagina- l'opera per la città, chiamata "Germogli di sogno", frutto dei dialoghi e delle collaborazioni con bambini ed anziani, collocata nell'antica torretta vicina alle scuole del centro, e che propone la "vita", coinvolgendo gli elementi naturali. Da ultimo il bel libro-catalogo, edito dalla Silvana editoriale, che verrà diffuso in librerie di prestigio nazionale ed internazionale.
La Triennale ha portato anche un valore aggiunto: è riuscita a coinvolgere direttamente -come forse non era mai successo nel passato- tanti gualdesi, ceramisti e non, sia nella fase di progettazione che in quella dell' esecuzione: il coordinatore dell'iniziativa, il prof. Mauro Mancini, la presidente Paola Moriconi, l'amministratore ing. Luciano Meccoli in primis hanno cercato ed ottenuto molteplici, generose collaborazioni dirette per risolvere i complessi problemi legati alla manifestazione. Un segnale decisamente positivo. Per tutti. 

Alberto Cecconi 


Il mese di dicembre giunge a conclusione il lavoro della Triennale della Ceramica organizzato dalla Pro Tadino. Uscirà infatti, a cura della Silvana Editoriale, nelle librerie il Catalogo della Triennale della Ceramica d'Arte Contemporanea di Gualdo Tadino 2009. La Casa Editrice ne curerà la diffusione e la vendita in Italia, presso le librerie Mondadori, Feltrinelli, Rizzoli e nei bookshop museali, curerà altresì la promozione e distribuzione del volume nei canali librari all’estero.
Questo libro raccoglie, le opere i saggi e le interviste realizzate per la Triennale che prosegue e ingloba la lunga attivita del Concorso Internazionale, storico evento organizzato fin dal 1959 dall'Associazione Pro Tadino.
La soluzione organizzativa della Triennale ha visto un'intera città muoversi attorno a questo evento. Fondamentale è stato il ruolo della Tagina Ceramiche d'Arte che, oltre che offrire la sponsorizzazione per il Progetto Speciale realizzato da Bruna Esposito, si è impegnata, insieme alla ditta Viventi Rosmundo, nella realizzazione delle tre opere vincitrici del Concorso: Un tavolo, una sedia, un libro di Chiara Camoni, Case del popolo di Vincenzo Rusciano e Pilato's game” di Angelo Ricciardi.
La sezione Disegno e Produzione e Tradizione contemporanea, ha svolto un ruolo di stimolo per le imprese artigiane del territorio, offrendo loro l'opportunità di rinnovare la produzione, ha messo infatti a disposizione delle aziende designer di qualità riconosciuta a livello nazionale e internazionale.

Questo il programma della presentazione ufficiale del catalogo prevista per sabato 19 dicembre  p.v. alle 12 a Gualdo Tadino  presso la Sala della Città della Rocca Flea -

Interverranno:
Prof. Antonio Pieretti
Prof.ssa Carla Subrizi
Arch. Nello Teodori
Dott. Roberto Morroni - Sindaco di Gualdo Tadino
Sen. Sandra Monacelli - Vicesindaco di Gualdo Tadino

Mauro Mancini


  Anteprima

Fiera di Verona "Abitare il tempo"

Grande successo della nostra iniziativa  

Un bel successo a livello promozionale per l’intera città di Gualdo Tadino ed in particolare per il settore della ceramica d’arte. Nel grande catalogo pubblicato dalle edizioni grafiche Zanini, intitolato “Abitare il tempo”, che fa il resoconto della 24^ edizione della mostra omonima di Verona, svoltasi dal 17 al 21 settembre, ci sono ben 6 pagine tutte dedicate a Gualdo Tadino ed alla Pro Tadino. Illustrano e documentano con pregiate fotografie le opere delle sezioni “disegno e produzione” e “tradizione contemporanea”, che sono state realizzate nelle fabbriche gualdesi, sull’imput del designer inviato nella singola azienda dalla Pro Tadino nel contesto della “Triennale della ceramica”. Un’operazione che ha visto la collaborazione diretta con gli artigiani gualdesi di personaggi di prestigio internazionale nel campo dell’arte contemporanea. Le opere, che erano state già presentate nella mostra svoltasi nella chiesa di San Francesco di Gualdo Tadino, sono state successivamente esposte nella vetrina internazionale di Verona, un punto di riferimento fondamentale per gli operatori del settore. Un successo anche questo. Per tutti. Si spera che, oltre alla promozione dell’immagine decisamente positiva, ci siano anche sviluppi interessanti a livello di produzione  per dare un ulteriore contributo allo sviluppo delle aziende gualdesi.

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TRIENNALE DELLA CERAMICA D'ARTE CONTEMPORANEA 2009

38°Concorso Internazionale della Ceramica d’Arte 

 

 "Il tavolo, la sedia e il libro" dell'artista Chiara Camoni - 1° premio al 38° Concorso Internazionale della Ceramica d'Arte Moderna di Gualdo Tadino

"Il tavolo, la sedia, il libro" dell'artista Chiara Camoni

"Pilato's game" dell'artista Angelo Ricciardi - 2° premio al 38° Concorso Internazionale della Ceramica d'Arte Moderna di Gualdo Tadino

"Pilato's game" dell'artista Angelo Ricciardi

"Le case" dell'artista Vincenzo Rusciano - 3° premio al 38° Concorso Internazionale della Ceramica d'Arte Moderna di Gualdo Tadino

"Le case" dell'artista Vincenzo Rusciano

 Progetto speciale - Il vecchio e il bambino dell'artista Bruna Esposito

Progetto speciale - Il vecchio e il bambino dell'artista Bruna Esposito

             

RELAZIONE DEL COORDINATORE DEL PROGETTO PROF. MAURO MANCINI A CONCLUSIONE DELLA TRIENNALE DELLA CERAMICA D'ARTE CONTEMPORANEA DI GUALDO TADINO

 

  • L'ideazione del progetto

Il progetto ha avuto inizio nell'autunno del 2007. L'allora presidente dell'Associazione Alberto Cecconi proponeva al Consiglio direttivo di rilanciare il tradizionale Concorso internazionale della ceramica. Veniva richiesta la consulenza del prof. Pier Francesco Frillici, docente di Storia della comunicazione visiva nell’Istituto europeo di design di Milano e collaboratore alla didattica per l’insegnamento di Storia della fotografia all’Università di Bologna. Oltre che avere un supporto tecnico al nostro lavoro, volevamo proiettare il Concorso in ambito accademico, e il prof. Frillici poteva offrirci questa opportunità. Lui ci consigliava di rompere con gli schemi tradizionali del Concorso e puntare all'arte per la città, passando così da un evento indoor ad uno outdoor. Ci suggeriva altresì un modus operandi che consisteva nel coinvolgere nella realizzazione delle opere gli artigiani della città di Gualdo Tadino, rivitalizzando esperienze già fatte in anni precedenti.

 

  • La Stesura del Bando e la richiesta di finanziamenti

Si iniziava così a stilare il bando di concorso coinvolgendo nella stesura, oltre che i rappresentanti della Pro Tadino, nelle persone di Alberto Cecconi, Riccardo Serroni, Mauro Mancini (coordinatore), i rappresentanti della Confcommercio, della Confartigianato, della CNA , un rappresentante dell'associazione Arte &Dintorni (che dopo la prima riunione rinunciava all'incarico) ed ovviamente Pier Francesco Frillici. I rappresentanti degli artigiani chiedevano di affiancare al concorso artistico una sezione di “Qualificazione produttiva”. S'incominciava così ad abbozzare un progetto da presentare all'attenzione della Fondazione e dell'Amministrazione comunale.

Ci si orientava sull'idea di far presentare agli artisti i progetti piuttosto che gli oggetti, di selezionarne alcuni e di dare agli artisti l'opportunità di realizzare le opere qui a Gualdo Tadino, in collaborazione con le aziende locali.

Il progetto, corredato da un articolato preventivo di spesa, veniva presentato alla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e all'Amministrazione comunale nel dicembre 2007.

 

  • Il coinvolgimento delle aziende:

Tutte le aziende produttrici di ceramica di Gualdo venivano interpellate e veniva chiesto loro:

a) la disponibilità a collaborare con gli artisti che avrebbero partecipato al concorso alla realizzazione delle opere,

b) l'interesse a produrre oggetti per la “Qualificazione produttiva” indirizzata verso opere di arredo urbano

La risposta era deludente. Con le aziende che avevano risposto all' appello iniziava un percorso che portava ad abbandonare l'idea della realizzazione di opere funzionali all'arredo urbano, (questa scelta avrebbe comportato una riconversione produttiva delle aziende aderenti ) fortemente sostenuta dalle ceramiche Carini, e ci si indirizzava verso la realizzazione di oggetti d'arredo.

 

  • La struttura organizzativa del progetto

Nel marzo del 2008, nel gruppo di lavoro entrava anche l'arch. Nello Teodori, il quale proponeva di trasformare il Concorso in Triennale della Ceramica d'Arte Contemporanea e di individuare un artista di chiara fama per assegnargli il compito di realizzare un “Progetto Speciale” al di fuori del Concorso vero e proprio. Questo per dare maggior peso all'evento che andavamo a costruire: ripartire con il Concorso, dopo anni di apnea creativa, costituiva indubbiamente un rischio.

Nello stesso tempo suggeriva di impostare il discorso della “Qualificazione produttiva”

fuori dall'ambito concorsuale.

Nell'aprile del 2008 Pier Francesco Frillici rinunciava all'incarico di Consulente scientifico. Nel maggio del 2008 la Fondazione comunicava l'approvazione del progetto presentato e si impegnava per un consistente finanziamento.

Il Consiglio Direttivo decideva pertanto che si poteva passare alla fase operativa e nominava un comitato di progetto così composto:

Direttore del progetto Mauro Mancini

Curatore scientifico Nello Teodori

Responsabile della parte organizzativa e finanziaria Luciano Meccoli

Nello Teodori chiedeva di essere affiancato, come curatore scientifico, dalla Professoressa Carla Subrizi, docente di Storia dell'Arte contemporanea a La Sapienza di Roma e Direttrice della Fondazione Baruchello, in modo che ci potesse assicurare un contatto con un artista di chiara fama per la realizzazione del “Progetto Speciale” e garantirci quel collegamento con il mondo Accademico sempre da noi cercato.

Si andavano così delineando tre momenti della Triennale:

  1. Il 38°Concorso internazionale

  2. Il “Progetto Speciale”

  3. La Qualificazione produttiva che, successivamente verrà declinata in“Tradizione Contemporanea”e “Disegno e Produzione” . Con la prima s'intendevano realizzare oggetti d'arredo con designer moderno ma lustrati con la tecnica tradizionale, la seconda aveva l'obiettivo di fornire elementi per rinnovare la produzione ceramica locale.

Con Carla Suibrizi si prendevano accordi circa la realizzazione del libro d'arte/catalogo, delegandola a trattare con la Silvana Editoriale.

 

  • La disponibilità offerta dalla Tagina

La Presidente della Pro Tadino Paola Moriconi si assicurava la disponibilità della Tagina Ceramiche d'Arte SPA a finanziare il “Progetto Speciale” e ad offrire gli spazi e e i materiali necessari per la realizzazione delle opere vincitrici del Concorso

 

  • La scelta dei siti dove collocare le opere

La scelta del Centro storico o dei Centri storici delle frazioni come luogo privilegiato dove collocare l'opera d'arte era stata una scelta della prima ora. Già Frillici aveva individuato, e fotografato, diversi siti del centro storico “degni” di accogliere un'opera d' opera d'arte, tra questi c'era pure la Torretta federiciana divenuta successivamente oggetto d'intervento e numerose Fonti. L'itinerario estetico immaginato doveva essere progettato per l'utente a piedi, invitato a compiere un viaggio ricco di scoperte lente e graduali, caratterizzate da stupore, emozione e una buona dose di riflessione critica, attraverso le quali l'arte poteva finalmente fornire al suo pubblico gli strumenti per immergersi nel presente di una civiltà e immaginarne lo sviluppo futuro.

La scelta di Piazza Mazzini come “piazza della scultura” in cui collocare tutte le opere vincitrici del Concorso era stata operata da Nello Teodori in accordo con l'Amministrazione Comunale e, su questa scelta era stato costruito il bando di concorso.

Alla luce dei progetti presentati ed in seguito ad una ricognizione effettuata, la Commissione Giudicatrice del Concorso metterà in discussione la scelta di Piazza Mazzini e suggeriva di installare due opere in altri siti. La scelta dei Giardini pubblici veniva effettuata dagli stessi artisti vincitori del concorso dopo una ricognizione per le strade e le piazze del Centro storico.

 

  • Il lancio del bando

Il Bando di Concorso veniva lanciato nel settembre del 2008 e si sceglieva la modalità di diffusione elettronica piuttosto che quella cartacea. Veniva ri-creato un sito web della Pro Tadino con il quale far transitare le informazioni relative al concorso e non solo.

 

  • La chiusura dell'attività concorsuale

Alla fine di dicembre del 2008 si riuniva la Commissione Giudicatrice del 38° Concorso composta da Carla Subrizi (Presidente), Francesco Galluzzi (docente di estetica nelle Accademie di Belle Arti di Palermo, storico e critico dell'arte) Luciano Lepri (poeta, scrittore, saggista e critico d'arte e letterario) , Giuseppe Biagiotti (esperto in tecnologia della ceramica), Giordana Benazzi (Soprintendenza per i beni architettonici, per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico dell’Umbria),

che esaminavano i 96 progetti presentati da 67 artisti. Veniva fatta una prima scrematura e venivano selezionati 7 progetti, di questi ne venivano scelti tre: “Un tavolo, una sedia, un libro” di Chiara Camoni, “Case del popolo” di Vincenzo Rusciano, “Pilato's game” di Angelo Ricciardi.

La scelta operata dalla Commissione tendeva, piuttosto che a valorizzare i ceramisti, a valorizzare gli artisti. Un membro della Commissione, Giuseppe Biagiotti, faceva notare che i progetti selezionati avrebbero comportato una notevole spesa realizzativa e chiedeva, prima di ufficializzare i nomi dei vincitori, di interpellare la Tagina se fosse stata disponibile ad accollarsi i costi degli stampi che lui quantificava intorno ai 25.000 euro.

Interpellata la Tagina, si procedeva alla realizzazione delle opere.

 

  • Il processo di esecuzione delle opere

Il processo di esecuzione delle opere prendeva avvio dal gennaio 2009.

Il “Progetto speciale”, la cui realizzazione veniva affidata all'artista Bruna Esposito, vedeva coinvolti oltre che gli artigiani, gli alunni delle classi quinte della scuola elementare D. Tittarelli ed il Centro Promozionale della Ceramica.

Per questo progetto la fase di studio e di revisione è stata piuttosto lunga ed i tempi di realizzazione dell'opera sono slittati di tre mesi. Grazie anche alla disponibilità degli artigiani Paolo Spigarelli, Mario Viventi, Giuseppe Biagiotti, il 5 di giugno siamo arrivati ad inaugurare l'opera di Bruna Esposito “Il vecchio e il bambino”.

Abbastanza complesso è stato l'iter realizzativo delle tre opere vincitrici del 38° Concorso, in quanto la Tagina ha trovato non poche difficoltà: ha dovuto sperimentare nuove metodologie di cottura ed ha dovuto provare impasti ceramici diversi da quelli normalmente utilizzati in produzione.

  • La mostra del 30 maggio: i designer, le aziende partecipanti.

  1. Il 30 maggio, nella Chiesa di San Francesco, venivano presentati i bozzetti, gli schizzi, i video, le fotografie delle opere in corso di realizzazione e i prototipi in ceramica dei progetti di design realizzati in collaborazione con le aziende che hanno aderito alla manifestazione articolati nella sezione “Disegno e Produzione” e “Tradizione contemporanea”. Si trattava di una prima fase di apertura al pubblico della Triennale, alla quale avrebbe seguito l'inaugurazione del progetto speciale, l'inaugurazione delle opere vincitrici del 38°Concorso ed infine la presentazione del libro d'arte/catalogo a cura della Silvana Editoriale.

Disegno e produzione è un’importante sezione della Triennale che in parte prosegue quanto il Concorso della ceramica d’arte di Gualdo Tadino aveva già realizzato dal 1959. Con l’obiettivo di far interagire la sperimentazione artistica con l’ideazione e la realizzazione di oggetti in ceramica, questa tecnica si flette nella progettazione del design, mantenendo anche uno stretto rapporto con l’arte contemporanea. Sergio Calatroni, Antonella Cimatti, Fabrizio Fabbroni, Roberto Fugnanesi, Roberto Giacomucci, Marino Guerritore, Raffaele Iannello, Niklas Jacob, Ugo La Pietra, Emanuele Pecci, Luciano Tittarelli, Walter Vallini hanno realizzato una serie di prototipi che dimostrano come la ceramica possa ancora costituire un punto di partenza importante per il design contemporaneo, in una prospettiva che valorizza l’oggetto comune sul piano della concezione, dell’attenzione al quotidiano e non soltanto perché inseribile in un circuito economico. Calatroni, Cimatti, Giacomucci, Guerritore, Iannello, La Pietra, Tittarelli sono presenti insieme a Luca Degara e Maurizio Tittarelli Rubboli, all’interno della sezione Tradizione contemporanea, che, sempre a partire dal design e dal suo rapporto con la ceramica, cerca di riflettere, con prodotti specifici, sulle relazioni tra sperimentazione e tradizione: qui la valorizzazione di un patrimonio storico-artistico esclusivo incontra le questioni e le necessità del presente.

  • L'adesione ad Abitare il Tempo

  1. Nel mese di maggio veniva formalizzato l'impegno tra la Pro Tadino e le aziende circa l'adesione alla manifestazione fieristica “Abitare il Tempo” di Verona.

L'Associazione Pro Tadino, aveva già deciso con delibera consilare di offrire l'opportunità, alle aziende che avevano aderito aderito alla Triennale, di presentare i prototipi realizzati nella sezione “Disegno e Produzione” e “Tradizione contemporanea” alla manifestazione “Abitare il Tempo”. La Pro Tadino s'impegnava a sostenere l'onere delle spese di partecipazione e di allestimento, mentre le aziende gualdesi dovevano provvedere a curare la realizzazione di un depliant ed al trasporto dei pezzi di ceramica realizzati.

  • L'inaugurazione del Progetto Speciale

  1. Il 18 luglio veniva inaugurata l'opera di Bruna Esposito “Il vecchio e il bambino” e l'Associazione Pro Tadino la presentava alla città in questi termini:

  2. Il Progetto Speciale 2009, dal titolo “Il vecchio e il bambino”, è stato realizzato da Bruna Esposito, artista che dagli anni Ottanta lavora sul confine tra materiale e immateriale, tra dimensione pubblica e dimensione intima del fare e pensare artistici, tra etica e poesia. Materiali effimeri e dinamici (sabbia, acqua, odori, suoni, buccia di cipolle) o, al contrario, solidi e permanenti (vetro, marmo, specchio, oggetti) sono da sempre usati dall’artista, all’interno di una ricerca che fa dialogare gli estremi, le differenze, la contraddizione e il paradosso. Acqua e fuoco, aria e terra, tornano anche nel lavoro per Gualdo Tadino installato in una Torretta medievale al centro della città. Bruna Esposito ha realizzato un’opera nel contesto urbano, scegliendo un luogo che la gente da sempre attraversa e vive. La memoria, il racconto e le esperienze vissute dai bambini e gli anziani coinvolti nel progetto (attraverso workshop e interviste) sono stati un punto di partenza.

  3. Nella Torretta l’installazione si presenta come un ambiente composito, ma unitario: su una parete sono posizionate le formelle in ceramica realizzate dai bambini; su un lato ci sono due grandi uova di ceramica; sul soffitto c’è una lampada rivestita di frammenti di lustro. Questi elementi sono resi tuttavia dinamici dall’aria-vento che dal tetto confluisce all’interno facendo ruotare la lampada, la quale illuminata riempie l’interno della Torretta di giochi di luce e riflessi; sempre dal tetto, attraverso una sorta di imbuto, viene raccolta l’acqua piovana che in gocce lente cade su una delle uova.

  4. Bruna Esposito ha realizzato il suo progetto pensando alla ceramica come a una materia semplice, che invita a pensare il basso, la terra. Tuttavia il suo lavoro ha aspetti fortemente concettuali: tutto è ridotto, semplice, quasi originario e questi aspetti parlano un linguaggio anacronistico, senza tempo, all’interno dello spazio pubblico della città. La Torretta diventa un punto che raccoglie, trasforma, ridistribuisce agli abitanti le energie, le memorie, le storie di tutti: un dispositivo pubblico.

  • L'inaugurazione delle opere vincitrici

Il 5 di settembre venivano inaugurate le tre opere vincitrici del Concorso e la Pro Tadino le presentava così:

Chiara Camoni, Un Tavolo, una sedia, un libro

Angelo Ricciardi, Pilato’s game

Vincenzo Rusciano, Case del Popolo

Una scrivania nell’angolo di una piazza (opera di Chiara Camoni) ,orientata verso il paesaggio, diventa un modo di osservare diversamente : come un elemento metafisico e silenzioso, tuttavia divenuto reale, la scrivania attende che qualcuno si fermi, si metta a guardare, provi a immaginare e trascrivere su una pagina mentale questa esperienza; il “pavimento” di Angelo Ricciardi è invece un elemento che non si eleva, che non cerca alcuna centralità e che si appiattisce per mettersi ( o rimettersi, in quanto terra che torna alla terra) al livello del suolo che tutti percorrono, ma anche per diventare la superficie di un gioco possibile soltanto per spostamenti trasversali, orizzontali ; le tre “case” colorate di Vincenzo Rusciano, in parte oggetto per la memoria (il terremoto), in parte stimoli per vivere da altri punti di vista un giardino pubblico,hanno invece  perso l’equilibrio o tentano di disporsi altrove, per provare ad abitare spazi condivisi, in cui tutti possano trovarsi e riconoscersi.

I progetti, selezionati nel dicembre 2008, mostrano come la ceramica sia attraversata da questioni centrali al dibattito contemporaneo: nella doppia dimensione locale e globale, la ceramica parla contemporaneamente il linguaggio di un territorio, ma anche la necessità di oltrepassare tale specificità per aprirsi a relazioni inedite non soltanto con altre tecniche e procedimenti, ma con altri concetti e oggetti, con altre parole e immagini in una dimensione transculturale, fluida, fuori – dentro le discipline.

I tre progetti costituiscono un segnale importante di sconfinamento e ritorno, di spostamento e radicamento: non soltanto tra la ceramica e l’arte, ma all’interno di un linguaggio (dell’arte) che oramai può e sente anche il dovere e la responsabilità di usare tutti i materiali per produrre sintesi, cortocircuiti, interrogativi: tra memoria e nuovi immaginari, tra passato e presente, tra valori che devono essere sempre ripensati a partire dal proprio e sempre nuovo punto di vista.

  • Il libro d'arte/catalogo

Il libro d'arte/catalogo, in italiano ed inglese, che ha come obiettivo quello di rappresentare tutto ciò che è stato prodotto dalla Triennale, sarà stampato in 1.000 copie dalla Silvana Editoriale, che si è impegnata anche alla diffusione presso le maggiori librerie italiane e presso i poli museali italiani ed esteri. Il libro è in fase di realizzazione e, presumibilmente, sarà presentato alla città nel mese di novembre

  • Osservazioni personali conclusive

Vorrei porre all'attenzione del Consiglio alcuni elementi positivi e negativi che ho rilevato in questi tre anni di lavoro: un elemento di forza è senz'altro la scelta di aver individuato lo spazio urbano, invece del tradizionale museo, come luogo di vita dell'opera d'arte, con l'obiettivo dichiarato di porre l'opera a stretto contatto con il pubblico e, nello stesso tempo, di caratterizzare e rivalutare l'ambiente cittadino.

  1. Una volta fatta la scelta dello spazio urbano come luogo di vita dell'opera d'arte, si richiede però agli Amministratori della città un forte impegno, in quanto la Pro Tadino consegna loro delle opere che devono essere mantenute, protette e curate, e non sempre ciò che è pubblico gode della doverosa attenzione

  2. Questa collezione, che noi definiamo “museo diffuso”, potrebbe essere incrementata di anno in anno, mettendo in piedi nuove iniziative o arricchita con opere dei precedenti concorsi, opere da sempre immagazzinate in uno spazio chiuso e non fruite dal pubblico. Alcune di queste opere già erano state concepite e realizzate per una collocazione all'aperto, ma, anche per alcune delle altre potrebbero essere individuati degli spazi protetti: mi viene in mente lo spazio antistante i resti della chiesa di Sant'Agostino, le nicchie poste lungo il tunnel dell'ascensore degli Orti Mavarelli. Facendo un'attenta ricognizione, sono certo che si potrebbero trovare altri siti. Leviamoci dalla testa l'idea che questa città possa permettersi la gestione di un terzo museo oltre quello dell'Emigazione e della Rocca Flea. Non trovo per nulla scandaloso che almeno un'opera realizzata sul tema del francescanesimo possa trovare collocazione nella chiesa di San Francesco, o un'opera realizzata sul tema dell'emigrazione possa essere d'arredo nella sala multimediale del Museo dell'Emirazione. Malgrado la Subrizi definisca gran parte delle opere dei precedenti concorsi “orribili”, non penso che opere scelte da critici di altre scuole debbano essere disprezzate e che la scintilla dell'arte sia stata scoccata in questa città dalla Triennale.

  3. Ritengo che l'arte contemporanea, oltre che riqualificare lo spazio urbano, si presti bene ad essere inserita in una strategia di sviluppo delle politiche turistiche e ritengo che attorno a queste opere possa essere costruito una sorta di percorso.

  4. L'arte pubblica, in quanto tale, ha fini comunicativi e mai celebrativi, pertanto penso, al di là delle critiche più o meno centrate che inevitabilmente avremo, che abbiamo innescato un processo comunicativo, e quindi di crescita culturale, tra l'artista e la comunità cittadina.

  5. Se individuiamo l'arte ad uso pubblico come strategia per il futuro, stiamo attenti però che l'arte in uno spazio pubblico non venga utilizzata come foglia di fico per nascondere le scelte inadeguate in campo urbanistico.

  6. Sarei molto cauto ad attribuire un valore eccessivo a quell'iniziativa che noi definiamo “qualificazione produttiva”. Per una serie di ragioni non ha prodotto e (non potrà produrre) prototipi per una produzione seriale. Ha centrato però l'obiettivo sotto due aspetti: il primo nell'aver riqualificato agli occhi di esperti del settore l'immagine della ceramica di Gualdo; il secondo nell' aver offerto ai nostri ceramisti, dal contatto con i designer, degli stimoli culturali forti.

  7. Infine mi sia consentito di ricordare che un'operazione così complessa e impegnativa come quella della Triennale non può essere assunta in toto da un'Associazione di volontariato con una struttura operativa debolissima.

Si è chiusa sabato pomeriggio 5 settembre l’edizione 2009 della Triennale della Ceramica Contemporanea, organizzata dalla Pro Tadino in collaborazione con il Comune di Gualdo Tadino e la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Nell’occasione sono state inaugurate le opere vincitrici della sezione artistica del 38esimo Concorso Internazionale della Ceramica, che vanno ad ampliare l’arredo urbano della città. “Un tavolo, una sedia e un libro” di Chiara Camoni è stata collocata in Piazza Mazzini, “Case del Popolo” di Vincenzo Rusciano e “Pilato’s Game (Il Gioco di Pilato)” di Angelo Ricciardi sono state invece installate presso i giardini pubblici di viale Giorgio Mancini. “E’ questa la conclusione di un percorso – ha esordito la presidente della Pro Tadino, Paola Moriconi, che ha tenuto a ringraziare tutti coloro che si sono adoperati per la riuscita dell’evento – Le opere vincitrici sono state selezionate tra le 96 pervenute, un numero sicuramente ragguardevole per un concorso che sta riprendendo ora il suo cammino.” Nell’occasione Paola Moriconi ha annunciato la prossima pubblicazione del catalogo delle opere e la partecipazione di Gualdo Tadino alla 24esima edizione di “Abitare il Tempo”, la fiera più esclusiva per l’arredamento d’interni in programma a Verona dal 17 al 21 settembre, ottenuta grazie all’interessamento dell’architetto Nello Teodori.Il sindaco di Gualdo Tadino, Roberto Morroni, nel portare il saluto dell’amministrazione comunale, ha ricordato lo sforzo innovativo degli organizzatori e ha elogiato la formula della manifestazione con la quale è stato centrato l’obiettivo del rilancio. “Le opere sono state messe a disposizione della gente, in questo modo l’evento è uscito da un contesto elitario. L’arte deve pungolare le coscienze e scuotere dal torpore”, ha sottolineato, garantendo anche per il futuro la piena collaborazione dell’amministrazione comunale. L’assessore alla cultura della Provincia di Perugia, Donatella Porzi, nel complimentarsi per la splendida iniziativa, ha messo in evidenza come la città di Gualdo abbia voluto completare l’arredo urbano con la ceramica. L’architetto Nello Teodori, tra i curatori dell’evento, ha parlato di “Gualdo città consapevole, il luogo giusto dove lavorare per il futuro”.La professoressa Carla Subrizi, docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università “La Sapienza” di Roma e presidente della commissione giudicatrice delle opere, ha fatto notare come le novità di questa Triennale siano state “l’incontro, il dialogo e la condivisione. Gli artisti si sono incontrati con gli artigiani, le aziende, la Pro Tadino e con il tessuto gualdese in genere. In questo caso l’opera è divenuta un processo partecipativo: non più realizzata nello studio dell’artista e poi collocata nel luogo prescelto, bensì nata e concretizzata nel territorio.”