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Notizie Generali

Gite ed escursioni fuori porta

       GITE ED ESCURSIONI FUORI PORTA

Se siete interessati agli aspetti naturalistici

Vi consigliamo un'escursione al Parco del Monte Cucco che dista circa 20 km ed è raggiungibile solo con mezzi propri:

Da Gualdo Tadino si prende la strada Flaminia in direzione di Fano e si arriva a Sigillo. Da qui si sale a Val di Ranco.

Presso le strutture ricettive di Val di Ranco potete acquistare una carta dei sentieri. Vi consigliamo un percorso facile, ma molto suggestivo ed immerso in una lussureggiante faggeta, contrassegnato con il n°1: Val di Ranco, Fonte acqua Fredda, Pian delle Macina http://www.parks.it/parco.monte.cucco/pun.html  

Un intero pomeriggio potreste dedicarlo alla visita delle Grotte di Frasassi. Da Gualdo Tadino Frasassi è distante circa 40 km e si raggiunge percorrendo la strada che conduce ad Ancona http://www.grottefrasassi.it/orari.html

 Se volete passare un'intera giornata al mare   Vi consigliamo la Riviera del Conero raggiungibile da Gualdo Tadino in un'ora e 15 minuti d'automobile. Dopo aver percorso la superstrada per Ancona  si prende l'A14 a Chiaravalle e si esce ad Ancona Sud.http://www.larivieradelconero.com/   

Se siete interessati agli aspetti storico-artistici Non avete che l'imbarazzo della scelta. La posizione strategica di Gualdo Tadino tra Umbria e Marche consente al turista di organizzare delle visite di un giorno a città come Gubbio, che dista 25 chilometri, Perugia (48km), Assisi (32 km),Spoleto (60Km), Todi (97Km), Urbino (81Km).

E' possibile, in una giornata, organizzarsi per fare delle gite in Toscana, ad Arezzo o nel senese: Siena è distante 171 km ed è raggiungibile con una comoda superstrada.

Gualdo Tadino tour

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Il Gualdo Tadino Tour ed i primi segnali di rivitalizzazione turistica della città

Dal Museo dell’Emigrazione alla chiesa di San Francesco, alla cattedrale di San Benedetto e al Museo Civico Rocca Flea: Nel pomeriggio invece la visita al Santuario della Madonna del Divino Amore e ad un’azienda di ceramica specializzata nella pittura a lustro oro e rubino. Con grande soddisfazione degli operatori museali la primavera è ricchissima di prenotazioni già chiuse e confermate, evidente segnale di una città che pian piano si riapre al turismo con professionalità ed organizzazione, e allora non si può che dire ed augurare: forza Gualdo!

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Tour scolastici

La primavera, seppur dagli esiti incerti nel tempo, non ha fermato i tour ed i gruppi scolastici che hanno scelto Gualdo Tadino e le proposte formative e didattiche del Museo dell’Emigrazione “Pietro Conti”. Agli studenti, infatti, viene data l’opportunità, oltre alla visita guidata al museo, di usufruire del laboratorio didattico all’interno di un modulo di una mattina sulle tematiche specifiche della storia dell’emigrazione, oppure di aderire al “Gualdo Tadino Tour”, itinerario di un giorno che dà la possibilità di scegliere tra due tipologie di percorso, che evidenziano le eccellenze artistiche, naturali ed artigianali della città: un itinerario “storico-naturalistico” ed un itinerario “storico-artistico”. “Ieri”, ci racconta la responsabile didattica Daniela Menichini “ è stata la volta della scuola “Da Vinci – Colombo” di Perugia, che ha scelto il primo circuito: la visita guidata al  Museo Regionale dell’Emigrazione, un laboratorio didattico di approfondimento e a seguire il percorso cittadino, con la visita alla chiesa di San Francesco e alla cattedrale di San Benedetto. Nel pomeriggio invece, il tour è continuato con la visita agli stabilimenti dell’acqua Rocchetta, dove i ragazzi sono stati accolti da personale specializzato che li ha guidati nel viaggio che compie l’acqua: dal laboratorio di analisi all’imbottigliamento finale. Un percorso apprezzato particolarmente dai ragazzi, che ricevono ogni volta in omaggio i gagdet dell’azienda. Il percorso si è concluso infine in un’azienda di ceramica artistica specializzata nella pittura a lustro oro e rubino; anche qui gli studenti hanno potuto immergersi in un mondo fatto di arte, cultura, tradizioni e colori, che da secoli caratterizza la città di Gualdo”. Il Presidente del Museo, Angelo Scassellati, esprime piena soddisfazione per la crescita del turismo e per la continuità con la quale le scuole scelgono tutto l’anno, non solo in primavera, di visitare la città: “Gualdo conferma un trend di crescita positivo nel turismo sia generico che didattico. I lavori post sisma sono quasi definitivamente conclusi ed il centro storico ha già un altro aspetto. L’attuazione del Gualdo Tadino Tour, è un progetto di rivitalizzazione turistica che parte dall’esperienza e dalla competenza acquisita in questi anni dal Museo Regionale dell’Emigrazione Pietro Conti, ed è teso alla valorizzazione dell’intero territorio della città, con particolare riguardo alle eccellenze storiche, artistiche ed artigianali che il nostro paese ospita. La realizzazione di un circuito di visita di un giorno, dà valore al lavoro di recupero e restauro della città, messi in atto dall’amministrazione dal 1997 in poi. La strategia è quella di rendere l’intero territorio fruibile, promuovendo l’incontro con un patrimonio culturale di indubbio valore”.

Gualdo Tadino si riapre al turismo ed alle visite d’istruzione per le scuole. I lavori post sisma sono quasi definitivamente conclusi ed il centro storico cambia volto. Domenica scorsa ospiti del Museo Regionale dell’Emigrazione “Pietro Conti” e dell’Amministrazione un gruppo di operatori del Touring Club, insieme al Console Touring dell’eugubino-gualdese, Francesco Allegrucci, ed un altrettanto numeroso gruppo dell’Associazione Pro-Natura Toscana, venuti appositamente per trascorrere una giornata nella nostra città.“L’attuazione del Gualdo Tadino Tour”, sottolinea il Sindaco Angelo Scassellati e Presidente del Museo dell’Emigrazione, “è un progetto di rivitalizzazione turistica che parte dall’esperienza e dalla competenza acquisita in questi anni dal Museo Regionale dell’Emigrazione Pietro Conti, con la collaborazione del Museo Civico Rocca Flea e dell’Associazione Turistica Pro Tadino, ed è teso alla valorizzazione dell’intero territorio della città, con particolare riguardo alle eccellenze storiche, artistiche ed artigianali che il nostro paese ospita. La realizzazione di un circuito di visita di un giorno dà valore al lavoro di recupero e restauro della città, messi in atto dall’amministrazione dal 1997 in poi. La strategia è quella di rendere l’intero territorio fruibile, promuovendo l’incontro con un patrimonio culturale di indubbio valore. L’idea è di aprire ai visitatori luoghi generalmente chiusi al pubblico, tra cui la restaurata chiesa di San Francesco e la cattedrale di San Benedetto e di valorizzare altresì le strutture già esistenti, come il Museo Civico Rocca Flea ed il Museo dell’Emigrazione”.“Per potenziare ed applicare il progetto non solo di promozione ma anche d’informazione e di guida al percorso”, aggiunge il Sindaco Scassellati, “l’Associazione Turistica Pro Tadino, avrà la sua nuova sede nei locali della ex farmacia e sarà valorizzata da una nuova immagine identificative; inoltre la segnaletica indicante il tour sarà dislocata nel percorso cittadino per valorizzare il circuito culturale”. 

Il Gualdo Tadino Tour avrà due principali itinerari, che evidenzieranno di volta in volta le eccellenze artistiche, naturali ed artigianali della città: un itinerario “storico-naturalistico” ed un itinerario “storico-artistico”. I percorsi potranno essere integrati o modificati in base alle esigenze specifiche dei gruppi che ne fanno richiesta. Domenica scorsa è stato scelto dai visitatori il primo circuito che ha previsto: visita guidata al  Museo Regionale

 

Arte e paesaggio

ARTE E PAESAGGIO 

 

ARTE

 

 Museo civico Rocca Flea

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Dal 1999 la Rocca Flea è sede del museo civico. Il suo nome, derivato dal vicino fiume Flebeo, poi chiamato Fleo, già compare in documenti del XII secolo. Con il succedersi delle diverse dominazioni imposte alla città, vi si insediarono dapprima le milizie di Fedirico Barbarossa, poi quelle del papa e, nel 1208, quelle della guelfa Perugia. Danneggiata dai molti conflitti, venne restaurata da Federico II intorno al 1242. Nel 1350, quando Gualdo fu nuovamente assoggettata a Perugia, iniziò la costruzione del cassero, sul quale, infatti, insieme all'emblema cittadino, figura il grifo perugino. Nel XVI secolo divenne la residenza dei legati pontifici e gli ambienti interni furono di conseguenza adattati e decorati con affreschi di cui non resta che una piccola parte. Notevoli modificazioni si ebbero dal 1888 per la trasformazione in carcere. Ridotta al suo precedente aspetto grazie a recenti restauri ed adibita a museo, accoglie oggi nella sala al pianterreno e in due sale al primo piano della palazzina Del Monte reperti archeologici che testimoniano il popolamento di Gualdo dalla preistoria all'alto Medioevo:  nell'atrio e nelle stanze del primo piano opere ceramiche dei secoli XIX e XX; negli ambienti soprastanti, la pinacoteca. Comprende opere provenienti in gran parte dalle chiese della zona, pienamente rappresentative della cultura figurativa di confine fra Umbria e Marche. Di notevole interesse i dipinti del capostipite della scuola locale Matteo da Gualdo e il grande polittico di Niccolò Alunno. 

 Alcune opere esposte:

1)      Iscrizione in lingua umbra (Proviene dall'insediamento di Colle Mori ed è databile al IV sec. a.C.)

2)      Sarcofago romano (L'opera risale alla fine del II sec. d.C.)

3)      Antonio da Fabriano (Trittico con sat'Anna e la Vergine bambina fra i santi Gioacchino e Giuseppe, seconda metà del XV sec.)

4)      Niccolò di Liberatore detto l'Alunno (Polittico, 1471)

5)      Arte Umbro-Marchigiana (San Sebastiano, prima metà del XVI sec.)

6)      Sano di Pietro (Incoronazione della Vergine, 1473)

7)     Pittore umbro (Storie di Cristo, inizi del XV sec.)

8)      Matteo da Gualdo (Madonna in trono e santi 1462)

9)      Matteo da Gualdo (Assunta – Madonna orante 1486 circa)

10)  Bernardo di Girolamo da Gualdo (Madonna orante con gruppi di Confraternita, prima metà del XVI sec.)

11)   Girolamo di Matteo da Gualdo (Madonna con Bambino, primo quarto del XVI sec.)

12)  Avanzino Nucci (Miracolo di San Diego 1627)13)  Ceramiche (Tratto da “Musei in Umbria”, pubblicazione a cura del Servizio Musei e Beni Culturali della Regione dell'Umbria) 

La Chiesa di San Francesco

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Particolare dell'interno della chiesa diSan Francesco nell'occasione di una mostra

Fu costruita tra il XII e il XIV secolo. La costruzione ricorda le chiese di Assisi. Questo splendido esempio di gotico umbro mostra un portale ad ogiva ed un'abside poligonale, mentre l'interno, a navata unica, è caratterizzato dalle grandi volte a crocera del soffitto. Conserva una croce coeva alla chiesa e belle pitture dei Matteo da Gualdo lungo la navata e sulla controfacciata. Da ammirare è la cappella della Trinità con la pala d'altare in ceramica risalente al 1528 ed un prezioso lavabo, sempre in ceramica. 

La Chiesa di San Benedetto 

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Con la sua facciata leggera, che sembra ricamata nella pietra, domina il paese dalla piazza principale. Interventi di restauro e di ampliamento, non hanno alterato il suo impianto tardo-romanico con influenze goticheggianti. La chiesa di san Benedetto fu costruita nel 1256, di pregio il rosone e i portali con colonne e colonnine a spirale, i capitelli intagliati e i fregi. All'interno si noti un fonte battesimale rinascimentale 

Il Palazzo del Podestà e la Torre civica

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Sono situati in Piazza Soprammuro, in pieno centro storico. Il palazzo, restaurato dopo il terremoto del 1751, oggi è appena la metà della struttura originaria ed i segni della sua magnificenza sono evidenti lungo la fiancata nord della Torre Civica per la presenza di una lanterna barocca. Oggi il Palazzo del Podestà è sede del Museo Regionale dell'Emigrazione che ricostruisce le vicende degli emigrati umbri nel mondo.  

PAESAGGIO

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Valsorda d'inverno
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La splendida fioritura dei prati 

Il paesaggio (altitudine media 450-550 m.) è dominato dalla catena appenninica "il grave giogo" di dantesca memoria (Paradiso XI), che raggiunge l'altezza massima con i m. 1432 del monte Penna ed altre cime notevoli (il monte Serrasanta, il monte Maggio, il monte Nero.  I declivi sono coperti da ampie distese di prati naturali che nella bella stagione si coprono di manti policromi per effetto della fioritura (di particolare interesse la Valsorda con i suoi laghetti d'alta quota), da macchia mediterranea (anche un castagneto), da vaste pinete; nel complesso un ambiente incontaminato in massima parte, ricco di sorgenti fra le quali la più nota è quella della Rocchetta; località suggestive la gola della Rocchetta con la Valle del Fonno, la pineta di San Guido, l'eremo di Santo Marzio, il Santuario del Divino Amore, Monte Camera.  

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La vastissima rete sentieristica offre molteplici possibilità di escursioni

LA CERAMICA

Galdo Tadino è nota come grande centro ceramico. Tracce di produzione di maiolica e terraglia già in età preistorica sono state rinvenute nella zona archeologica di Colle dei Mori, ma la stessa si affermò più tardi nel corso del XIII secolo e nei seguenti esprimendo una nobile civiltà figurativa per opera di valenti maestri.
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Cenni storici sulla ceramica gualdese

 Nel territorio gualdese la produzione ceramica è stata, da sempre, particolarmente ricca, grazie anche alla presenza degli elementi essenziali per la sua fabbricazione. Difatti i rigogliosi boschi dell'Appennino fornivano legname per alimentare le numerose fornaci, i vari torrenti azionavano i mulini che macinavano gli elementi necessari per gli smalti, dalla cava di Monte Fringuello si otteneva l'ossido di ferro, elemento base per i famosi riverberi oro-rubino, e non ultimo, nelle cave della Matalotta veniva scavata ed ottenuta un'argilla di ottima qualità. Ciò ha permesso, dai tempi remoti, l'autosufficienza di materie prime per la produzione ceramica, che certamente ha contribuito al continuo sviluppo di questa particolare arte.

Reperti rinvenuti nel sito archeologico del Colle dei Mori testimoniano che fin dal XII sec. a. C. la produzione ceramica era presente nel territorio. Alcuni di questi frammenti rinvenuti, sono di rozza fattura e cottura approssimativa, ma altri sono più raffinati e curati a testimonianza di una certa evoluzione nella lavorazione e nel gusto.

 

 

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Nel Trecento si registrano, in atti scritti, le prime forniture di ceramiche. Sia le forma che le decorazioni dei manufatti ricordano tipologie già esistenti nell'eugubino, nell'orvietano e nel derutese.Solo nella seconda metà del Quattrocento si ha la prova dell'affermazione qualitativa delle maioliche gualdesi. In un documento dei Reggenti di Gubbio del 1456 si autorizza la vendita delle pregiate olle e pignatte gualdesi nei mercati della città.

Durante il Cinquecento e il Seicento è ritenuta possibile da alcuni studiosi una produzione ceramica rifinita con la tecnica del lustro, cioè con l'applicazione sul pezzo già finito degli straordinari riverberi oro e rubino, ottenuti durante una terza cottura con fumo di ginestra. Da notare che sulla facciata della chiesa della Madonna del Piano si possono ancora oggi ammirare ventisei piastrelle riverberate rosso rubino, probabilmente secentesche, di cui quattro esemplari sono conservati al Museo del Louvre.

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Inoltre è sempre nei secoli XVI e XVII che si affermano le prime dinastie di ceramisti locali: i Pignani ed i Biagioli. E' ad Antonio e Lorenzo Pignani che il Papa Clemente X concesse, nel 1673, il privilegio di “applicare oro sulle maioliche con un sistema fino allora mai usato”.

In una visita della città vanno inoltre ammirati, nella Chiesa di San Francesco, in Piazza Martiri della Libertà, una pala d'altare della SS. Trinità, risalente al 1528, modellata e dipinta da un ignoto autore di cultura urbinate ed un prezioso lavabo, probabile opera di Francesco Biagioli detto il Monina.

 

 

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A Gualdo Tadino la lavorazione ceramica ha sempre avuto una straordinaria continuità ed il XVIII secolo infatti è contraddistinto da una vasta produzione di Madonne col Bambino. Ciò è dovuto al fatto che un terribile terremoto ha sconvolto la città nel 1751 e varie mattonelle votive sono state apposte sulla facciate delle case. In via Monina è possibile ammirarne un bell'esempio: una Madonna col Bambino, maiolica policroma datata 17 marzo 1759.L' Ottocento vede un forte incremento della produzione ceramica, ma è nella seconda metà dello stesso secolo che si assiste ad un fenomeno importantissimo per il destino ceramico di Gualdo Tadino, determinandone la fama nel mondo: la ripresa della tecnica dei lustri metallici oro e rubino ad opera di Paolo Rubboli (1838-1890). Prende perciò avvio, dalla sua opera, una produzione di maioliche artistiche di altissima qualità che condizionerà positivamente il futuro ceramico della città.Nel suo lavoro Paolo Rubboli è coadiuvato da validi artisti, tra cui il famoso pittore gualdese Giuseppe Discepoli. Dopo la morte di Paolo, la tradizione viene proseguita dalla moglie Daria e dai suoi due figli Lorenzo e Alberto e poi dagli altri eredi.E' in questo contesto che s'inserisce la straordinaria produzione, non solo riflesso, del grande maestro Alfredo Santarelli (1874-1957), del quale pezzi pregiati, insieme ad altri di ceramisti gualdesi, sono conservati presso il Museo Civico della Rocca Flea. E' inoltre possibile ammirare i suoi delicati pannelli policromi, inseriti in delle antiche nicchie, lungo la via principale della città.Negli Anni Venti poi, è tutto un fiorire di opifici tra cui la Cooperativa Ceramisti (1907), la Società Ceramiche Mastrogiorgio (1925), la società Luca della Robbia (1925) e tanti altri che hanno contribuito a rendere Gualdo Tadino in centro più importante del Novecento per la produzione di maioliche di tradizione mastrogiorgesca.

Da allora il panorama ceramico gualdese si è notevolmente ampliato, fino ad arrivare all'attuale produzione che va dalla ceramica tradizionale artistica, che si rifà agli stilemi propri della produzione novecentesca, a quella industriale, che conta importanti ed affermate ditte che si contraddistinguono per la loro ricercata qualità. Comunque, le due diverse lavorazioni discendono in linea retta dalle antiche tradizioni locali e sono il prodotto unico di un territorio che ha sempre saputo conservare e valorizzare le proprie peculiarità artistico-creative.

 

Maurizio Tittarelli Rubboli

STORIA

LA STORIA

 I primi insediamenti nella vallata di Gualdo Tadino sono antichissimi: i dischi aurei ritrovati nella gola della Rocchetta, risalenti all'età del bronzo (XII-XIII sec. a.C.), sono considerati i più antichi esempi di oreficeria italica.

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I dischi aurei

 

Del lungo periodo d'insediamento sul Colle dei Mori, che gli storici collocano tra il XII e il II sec. a. C. , conserviamo resti di abitazioni in legno e pietra disposte su due piani e le famose Tavole Eugubine, scritte in lingua umbra. E' la dominazione romana a cambiare il volto della regione nel 220 a.C., anno in cui viene costruita la via Flaminia. Accanto alla via consolare, in pianura, sorge Tadinum, una città fiorente, ricca di acque terapeutiche.

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Un'iscrizione ritrovata negli scavi sul Colle dei Mori

 

Ha luogo proprio qui, nel 552 d.C., la battaglia di Tagina, scontro finale tra i goti di Totila e i Bizantini guidati da Narsete. Totila viene sconfitto e,  secondo la leggenda,  seppellito nei pressi di Gualdo. Il regno dei Goti, in Italia, volge al termine, ma la calata dei barbari da Nord prosegue inarrestabile; nel 996 ottone III di Germania distrugge Tadinum. Verso l'anno Mille, i superstiti si riuniscono attorno all'Abbazia di San Benedetto e decidono di fondare Gualdo.  Gli abitanti di Gualdo non si sentono ancora al sicuro e scelgono di spostare il centro abitato in un luogo meno accessibile: il 30 aprile 1237 nasce ufficialmente, sul Colle Sant'Antangelo, la Gualdo attuale.Gualdo Tadino conosce nel Duecento una stagione di gloria, quando Federico II e tutta la sua corte sosta a lungo in città: all'imperatore svevo si deve la costruzione delle mura fortificate, delle 12 torri e delle 4 porte, così come la sistemazione della Rocca Flea.

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La Rocca Flea, sede del Museo Civico

Successivamente il borgo si sottomette a Perugia, finchè, nel Cinquecento papa Leone X la eleva a sede di Legazione autonoma governata da Cardinali Legati. Culla di un ricco periodo rinascimentale, grazie anche alla politica del cardinal Del Monte Gualdo diventa un centro moderno e dà i natali ad importanti testimoni dello splendore rinascimentale come Matteo di Pietro da Gualdo, Francesco Tromba, Castore Durante, Giovanni Diletto Durante. Tornata sotto il governo dei Delegati apostolici di Perugia, subisce nel 1751 un devastante terremoto e, nel 1833, viene insignita del titolo di città da Gregorio XVI che le dà anche il nome attuale di Gualdo Tadino in cui si coniugano le due sue entità, latina e germanica.

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Un vaso in ceramica produzione degli artigiani gualdesi