L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 23 - 4 dicembre 2005

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  CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (111)  

Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino


Inverno, toccata e fuga

Rapida, intensa ed incisiva ondata di freddo e neve, che ci ha fatto conoscere il volto più "invernale" di un mese di novembre travestito da aprile.


Se qualcuno avesse un po’ sbarrato gli occhi per la breve, ma piuttosto incisiva, ondata di gelo che ci ha accompagnati per tutta la settimana scorsa, li richiuda pure: non c’è nulla di strano! Ci può stare tranquillamente! Fino a qualche decennio fa, la neve a novembre sarebbe stata così normale da non suscitare nemmeno sorpresa. Oggi, che l’inizio dell’inverno è un po’ posticipato, sembra comunque strano che accadano fenomeni del genere. In realtà non lo è ed, anzi, sarebbe stato strano che non fosse accaduto.

 

Ci vuole equilibrio

 

Sciogliamo il paradosso. La prima quindicina del mese di novembre, come avevamo notato la scorsa volta, aveva difatti avuto un tempo piuttosto buono, persino mite. Solitamente, quando condizioni anomale persistono per più giorni, subito dopo si registra una contro-anomalia che tende in qualche modo a ristabilire l’equilibrio. Questa non è assolutamente una legge scientifica - si badi bene - ma una constatazione di ordine statistico che ha, in ogni caso, una certa ricorrenza. Non si tratta, quindi, di una inesistente "legge della compensazione", ma di un’osservazione che sorge spontanea dall’analisi dei dati climatici. Del resto, se così non fosse, le oscillazioni climatiche all’interno di un periodo di tempo sarebbero tanto grandi da vanificare persino il concetto stesso di "stagione": le anomalia, insomma, quando si manifestano, non fanno scendere o salire le medie di valori superiori a certi limiti che, statisticamente, sono facilmente individuabili.

 

Dall’artico ... con passione

 

E' quindi accaduto che, dopo un periodo di relativa assenza di scambi termici fra zone sub-tropicali e zone sub-polari, improvvisamente si è messa in moto una gigantesca irruzione di aria di origine artica che, partita dalle zone prospicienti la Groenlandia il giorno 16, è giunta, in tre fasi successive, a coinvolgere tutta l’Europa - Spagna esclusa - in una gigantesca saccatura, piena di aria molto fredda in quota (con valori di -35°C a circa 5.000 metri di quota) e al suolo. Le prime avvisaglie dell’ondata sono giunte a manifestarsi sabato 19 novembre, con una rapida spruzzata di neve in tarda serata, dopo una giornata serena ma piuttosto gelida, con una temperatura massima di poco superiore ai 6°C (ben 6-7°C sotto la media del periodo!). La nevicata del 19 novembre, che ha attecchito al suolo, è comunque una delle nevicate più precoci mai verificatesi a Gualdo Tadino. Anche nel 1997 la neve giunse inattesa nell’ultima decade di novembre, ma il 19 è un record per battere il quale bisogna risalire agli anni ’70. Ecco il motivo per cui si è detto che quest’inverno potrebbe essere come quelli che andavano "di moda" proprio negli anni ’60 e ’70, cioè belli freddi. Non è detto: è una delle tante possibilità, ma non una certezza ...

 

Miniondata da brivido

 

La vera e propria ondata di gelo ha avuto inizio il giorno 20. Qui, abbiamo registrato la prima gelata dell’autunno, con una temperatura minima di -1,6°C (Non è un record, questo: in altri anni, anche più recenti, la prima temperatura negativa della stagione si registrava nell’ultima decade di ottobre). Poi, dopo una bella giornata serena, il giorno 21, sul cuscino di aria fredda creatosi al suolo, è cominciata a scorrere dell’aria più mite di origine mediterranea, che ha prodotto nuvolosità stratiforme e, dal pomeriggio, le prime precipitazioni, ovviamente piovose. Solo l’arrivo, dirompente come al solito, di correnti settentrionali più fredde ha prodotto le prime nevicate, dopo ben 10 mm di pioggia nella notte fra il 21 e il 22. La bufera ha avuto inizio nel tardo pomeriggio del 22, con una propaggine in tarda serata e durante la notte, quando, ad ondate successive, sono caduti 10 cm di neve. Dopo una pausa nella mattinata, la nevicata è ripresa intermittente, con brevi periodi di disgelo, alternati a violente bufere. In tutto, una ventina di cm di neve, corrispondenti a 22 mm di precipitazione liquida. La temperatura ha toccato valori minimi compresi fra i -1°C del fondovalle e i -6°C di Valsorda, ma si è sostanzialmente mantenuta su valori positivi e questo ha senza dubbio favorito la ripulitura delle strade. Il vento, che ha toccato punte massime di 75 km/h, ha sicuramente aumentato la sensazione di freddo: l’indice minimo di "wind chill" (la temperatura effettiva percepita dalla pelle) ha raggiunto i -18°C (cioè: è come se la temperatura avesse toccato quel valore).

 

Alla prossima nevicata ...

 

E poi il rapido disgelo, fra venerdì e sabato. L’autunno ha riacquistato il suo volto più normale, senza che quello più "invernale" stonasse più di tanto. Consideriamo sempre che, meteorologicamente parlando, l’inverno inizia il 1° dicembre, quindi solo fra pochi giorni. Non è che avete già rimesso in soffitta le pale?

 

Pierluigi Gioia

 


METEO

 

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