L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 23 - 4 dicembre 2005

Pro TadinoPrima paginaEdizioniSommario

Cerca nel sito

18 anni, mète, testimonianze e ricordi

rserroni.jpg (3172 byte)

FATTI E MISFATTI

Rubrica a cura di

Riccardo Serroni

L'ECO DEL SERRASANTA

 

18 anni, mète, testimonianze e ricordi

 

Il saluto di Franchi

 

Autunno ... è tempo di migrare

A proposito de L'ECO e della Pro Tadino

E’ giusto che i nostri lettori ed i soci della Pro Loco sappiano cosa sta succedendo (o è già successo) - Perché dico stop


Nel maggio scorso la Pro Tadino fu oggetto di un tentativo di scalata da parte di un gruppo, come a suo tempo fu stigmatizzato con un comunicato unanime del Consiglio Direttivo allora in carica.

 

Nell’assemblea svoltasi tre mesi più tardi, il tentativo si è ripetuto per la mobilitazione di personaggi e di interi nuclei familiari, al modico prezzo di 2,50 euro (il costo di una tessera), che in passato non avevano mai dimostrato alcun interesse per l’Associazione e che all’assemblea non hanno pronunciato una sola parola sui loro programmi.

 

Nel corso dell’assemblea, in cui si fronteggiarono due schieramenti, dissi che, a bocce ferme, chiunque avesse vinto, avrebbe dovuto essere bravo a trasformare quella divisione in una risorsa, ricompattando tutti in unico progetto condiviso. Così, mi dicono, che purtroppo non sta avvenendo. Anzi si procede sulla strada opposta. E' stata codificata in maniera rigida la divisione tra maggioranza e minoranza. Anche nelle commissioni, che dovrebbero essere strumenti attraverso cui tutti i consiglieri possono rendersi utili, sono stati nominati solo rappresentanti di maggioranza.

 

Un modo di gestire l’associazione assurdo (anche in consiglio comunale le commissioni sono costituite da maggioranza e minoranza) ed inconcepibile per un organismo che è pur sempre un’associazione, cioè un gruppo di persone che sta volontariamente insieme per collaborare a portare avanti iniziative più o meno condivise ed inconcepibile se si considera che la Pro Tadino vive in massima parte di fondi pubblici.

 

Il presidente Smacchi cita spesso Giovanni Pascucci come suo ideale maestro. Se vuole davvero seguirne l’esempio si faccia raccontare da qualcuno che tipo di persona era Giovanni Pascucci. Altrimenti non lo citi a sproposito.

 

La Pro Tadino e L’ECO

 

Di questa divisione hanno fatto le spese L’ECO del Serrasanta ed il direttore.

 

C’è infatti alla Pro Tadino una attività che ha sempre funzionato negli ultimi 18 anni: quella di chi si è impegnato quotidianamente per far uscire puntualmente questo giornale. Un’attività che ha creato dal nulla Valerio Anderlini, ricaduta totalmente sulle sue spalle e su quelle del consigliere e collaboratore Eugenio Sillani, cui si sono affiancati, di volta in volta, quanti (tra i quali il sottoscritto) ne hanno condiviso con maggiore o minore intensità il cammino. Un’attività che si è esplicata anche con una presenza continua, curando oltre alla pubblicazione, gli aspetti amministrativi e la ricerca di finanziamenti, in virtù di rapporti personali.

 

Tutti i giorni Valerio ed Eugenio sono stati in redazione per ricevere telefonate, messaggi, raccogliere abbonamenti e pubblicità, accogliere i lettori, surrogare la segreteria della Pro Loco; presenza assidua e seria, punto di riferimento costante che ha consentito di licenziare un prodotto (L’ECO del Serrasanta) sempre più gradito ai lettori, come testimonia la sua diffusione in continuo aumento, e la fedeltà degli inserzionisti (anche se, ovviamente, sono stati commessi degli errori ed il prodotto è sicuramente migliorabile): persino in occasione della nevicata dell’inverno scorso, mentre l’ufficio della Pro Tadino è rimasto chiuso una settimana, Valerio non è restato a casa, pur di far di far uscire regolarmente il giornale.

 

L’unico contributo della Pro Tadino alla vita del giornale risale a 18 anni fa, ai tempi di Pascucci, quando il direttivo in carica invitò Valerio e Ponti a metterlo in piedi; poi il giornale è andato avanti da sé, autogestito dal direttore, con il contributo volontario delle persone citate e di quanti, oltre alla collaborazione hanno portato anche sostegno e contributi ..., non solo morali.

 

La scelta della autogestione, in accordo con i vari consigli che si sono succeduti, ha funzionato per tutti questi anni. Il giornale è stato sempre puntualmente in edicola, in certi casi ha anche supportato le casse della Pro Tadino (mi si riferisce che oltre 5.000 euro sarebbero trasmigrati solo in quest’anno), con le eccedenze, sono stati pubblicati depliant, libri ed opuscoli e si è fatto fronte anche a spese giudiziarie, per una condanna che ha riguardato la testata, ma non il direttore "sanzione non applicabile al direttore del giornale" (è precisato nella sentenza).

 

Stanti le difficoltà contingenti della Pro Tadino, dopo il rinnovo del Consiglio Direttivo, per garantire la continuità del giornale, il gruppo di redazione ha avanzato richiesta scritta di assumerlo formalmente in gestione, fissando in un protocollo d’intesa condizioni ed eventuali oneri; sostanzialmente non sarebbe cambiato nulla, perché di fatto la redazione ha gestito il giornale da sempre; formalmente sarebbe stata normalizzata con i nuovi amministratori una prassi collaudata negli anni. Inoltre si sarebbe esplicitata una verità mai ripetuta abbastanza: che i finanziamenti erogati dal comune alla Pro Tadino non servono a finanziare L’ECO (almeno fino ad ora), che è stato totalmente autonomo. Sarebbe stato più tranquillo, quindi, anche il comune.

 

Ebbene, mi è stato riferito che, nel corso di uno degli ultimi consigli della Pro Tadino, il presidente Smacchi ha definito L’ECO un patrimonio primario dell’Associazione, non solo la richiesta è stata respinta (ed è legittimo), ma ci sarebbero stati pesanti apprezzamenti nei confronti della conduzione de L'ECO, all’insegna della parola d’ordine "a L'ECO bisogna cambiare tutto, testi e redattori vecchi", "da gennaio si cambia tutto". Tra l’altro sarebbe stato anche detto che la linea politica del giornale è una prerogativa della proprietà ed il direttore dovrebbe esserne solo il garante: in altre parole il giornale, che è stato totalmente e sempre aperto a tutti fino ad oggi, dovrebbe trasformarsi in un’altra cosa. Non fa per noi, che abbiamo un’altra concezione della libertà di stampa. La linea del giornale la stabilisce il direttore con il comitato di redazione. A meno che non sia un giornale di partito. Senza aggiungere che direttive ed ordini possono essere impartiti ai dipendenti, non a chi opera come volontario.

 

Quanto sopra credo interessi tutti i lettori ed i soci della Pro Loco, che nell’ultima assemblea hanno manifestato grandissima stima nei confronti del direttore Valerio Anderlini con 152 voti (è stato il candidato più votato, raccogliendo il 50% dei consensi).

 

Alla luce di quanto è avvenuto è ormai chiaro che l’obiettivo vero della scalata alla Pro Tadino era la conquista de L'ECO, cioè del frutto di 18 anni di lavoro altrui, con obiettivi finora non manifesti.

 

Non so se i sostenitori della cordata vincente avessero tutti chiaro che l’obiettivo vero della scalata era il giornale, né so se, a voi che leggete, tutto questo possa apparire condivisibile; ritengo opportuno, però, che abbiate il diritto di esserne informati.

 

Annunciando le sue dimissioni, ha fatto bene Valerio ad anticipare i tempi, senza aspettare di essere gettato dalla finestra come un coccio vecchio.

 

Per quanto mi riguarda non esistono più le condizioni per proseguire il mio impegno ed anche io chiudo qui.

Pro TadinoPrima paginaEdizioniSommario

Cerca nel sito

 

montecamera5.jpg (12241 byte)

 

Per inserzioni o scambi link si contatti la redazione