L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 23 - 4 dicembre 2005 | |||||
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Cimitero: libere opinioni o lesa maestà?
di Angelo Pucci Leggo, in prima pagina del n. 20 de LECO, il titolo dellarticolo "La chiesa sbarrata". Lautore esprime critiche, anche in tono polemico, riguardo ad un quadro normativo che, imponendo determinate priorità a scapito di altre, ha portato alla spiacevole situazione della mancata riattazione della chiesa e del complesso monumentale del cimitero. Sebbene rispettoso della memoria dei defunti, non sono un cultore di certe eccessive manifestazioni post mortem, ragion per cui nella mia famiglia tendiamo a ricordare più intensamente la data di nascita dei nostri cari che non quella della loro dipartita. Salvo, naturalmente, linteresse storico e culturale per i personaggi ricordati nel medesimo articolo. Furono queste le riflessioni, più o meno distratte e superficiali, che, scorrendo il testo, mi venivano in mente.
Due settimane più tardi, ritrovo in prima pagina una "doverosa precisazione". Superate le prime righe mi rendo conte che "guarda, guarda qualcuno deve essersi impermalito!". La "precisazione" evidenzia come il o i "permalosi" hanno sostanzialmente frainteso il senso del primo articolo interpretandolo erroneamente come una denuncia di "distrazione di fondi, presunte irregolarità nella gestione dei fondi per il terremoto o altro ". In ogni caso, la stessa precisazione appare atta a fugare qualsiasi dubbio rispetto ad interpretazioni improprie, forzate e difficilmente comprensibili, arrivando persino a chiedere scusa per eventuali malintesi. Procedo sfogliando il resto del giornale, pensando: tempesta in un bicchier dacqua caso chiuso!
Macché! Passano altre due settimane, ed ecco che appare ne LECO: "Cimitero: la risposta del sindaco". Presumo che si tratti di una comunicazione di ordine amministrativo; nulla mi induce a collegare il titolo ai due articoli di cui sopra. Inizio a leggere e rimango di stucco!
In effetti, si può tranquillamente "non condividere i contenuti" né del primo articolo né della rettifica, ma mi chiedo quale sarebbe stata lalternativa alla "volontà di soprassedere sullaccaduto"? A quale "disdicevole episodio", a quale "evento increscioso" ci si riferisce?
Che poi ci si possa rammaricare per il tenore dei testi è legittimo e deriva dalle opinioni personali, ma dovè "la grave offesa ingiustamente arrecata allonore di questo Ente "?
Sia detto per inciso che il giudizio sulla ricostruzione post sismica a Gualdo Tadino è, anche esso, affidato alle opinioni di ogni singolo, a seconda del proprio modo di vedere e della propria esperienza. Questo giudizio può, di volta in volta, essere positivo o negativo o articolato, ma di certo nessuno può pretendere alla perfezione o alla verità assoluta e nessuno ha il diritto di ergersi a censore delle opinioni altrui.
Perché appunto di questo si tratta: siamo in presenza di una ingerenza nella linea editoriale del giornale, tentativo di intimidazione o attacco al diritto di criticare proprio di una stampa libera?
Rimane in me la sensazione che, al di là del merito degli scritti in questione, la sproporzionata reazione del sindaco e il tono perentorio della sua risposta siano indici di insicurezza e debolezza rispetto alla tensione derivante dalle sollecitazioni del suo incarico, anziché trasmettere alla cittadinanza un senso di determinazione e di autorevolezza di cui Gualdo ha più che mai bisogno.
Quanto allindignazione, la grinta e lenergia che forse si intendeva dimostrare, sarebbero meglio impiegate se poste a difesa dellistruzione, della sanità, delloccupazione e del patrimonio culturale e ambientale, anziché essere rivolte contro unopinione espressa dal giornale della città. | GUALDESITA' | |||||
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