L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 23 - 4 dicembre 2005

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Mons. Domenico Sorrentino

nuovo vescovo della diocesi


01vescovi0523.jpg (5574 byte)Habemus papam - la lunga attesa per la nomina di un nuovo vescovo alla guida della diocesi di Assisi, Nocera Umbra e Gualdo Tadino si è conclusa; ne ha dato l’annuncio il vescovo uscente, mons. Sergio Goretti, che aveva già rassegnato le dimissioni nella primavera scorsa per raggiunti limiti di età, dopo venticinque anni di ministero. La nomina, per quanto ci riguarda, ha posto fine anche ad un tormentone che aveva caratterizzato i mesi dell’attesa nella comunità locale, in merito alla sopravvivenza della diocesi attuale o, in altri termini, sulla possibilità di divisione dell’ultimo troncone della vecchia diocesi, aggregando Nocera Umbra con la diocesi di Foligno e la parte restante con quella di Gubbio.

 

Mons. Sorrentino, al quale anche il nostro giornale invia il suo riverente omaggio, proviene dalla Campania: è nato infatti a Boscoreale (Napoli) il 16 maggio 1948 ed ha completato il suo corso di studi presso la Pontificia Università Gregoriana e presso l’Università di Roma (laurea in scienze politiche con il massimo dei voti). Sacerdote dal 1972, attualmente è segretario della Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei sacramenti ed è arcivescovo emerito di Pompei.

 

Il nuovo vescovo ha indirizzato una nota di saluto ai fedeli ed alle istituzioni della sua nuova comunità diocesana (che riportiamo integralmente) mentre il vescovo uscente mons. Sergio Goretti ha emesso una nota nella quale, dopo aver dato l’annuncio della nomina, dichiarandosi "rispettoso e docile al nuovo Pastore" conclude, rivolto al suo gregge "Vi ringrazio per quanto mi avete dato e per la benevolenza che mi avete usato".

 

Mons. Domenico Sorrentino si insedierà nella sua nuova diocesi probabilmente nel prossimo mese di febbraio e, sino ad allora, la diocesi resta affidata a mons. Sergio Goretti che continuerà ad assolvere alle sue funzioni in veste di amministratore apostolico con pieni poteri, analogamente agli altri organi diocesani che resteranno in carica fino all’arrivo del nuovo vescovo.

 


PRIMA PAGINA

 

PRIMO PIANO

 

Il saluto del nuovo vescovo

 

Curriculum pastorale e accademico

 

I problemi assisiati e la nomina

Il saluto del nuovo vescovo alle popolazioni, ai fedeli ed alle istituzioni locali


Carissimi fedeli di Assisi, Nocera Umbra, Gualdo Tadino!

 

Il Santo Padre Benedetto XVI ha voluto darmi un segno di particolare fiducia, affidandomi il compito di Pastore in codesta terra benedetta a cui il mondo intero guarda, per la ricchezza del suo patrimonio religioso e culturale, ma soprattutto per i segni sempre vivi della testimonianza di San Francesco.

 

Con il cuore trepidante ma colmo di affetto, vi dò spiritualmente il mio primo abbraccio di fratello e di padre, in attesa di potervi incontrare per l'inizio del mio ministero.

 

Saluto innanzitutto, con devoto e fraterno affetto. S. E. Mons. Sergio Goretti. Sarà compito suo, in questo periodo di transizione, continuare e concludere, col titolo di Amministratore Apostolico, il suo lungo servizio episcopale in mezzo a voi. Unendomi alla vostra riconoscenza, desidero dirgli il mio "grazie" per il gran bene che vi ha fatto e che in qualche modo mi consegna. Del suo zelo e della sua esperienza cercherò di trarre profitto. Spero anche di poter contare su di lui per una qualche forma di collaborazione.

 

Vi saluto tutti, cari fratelli e sorelle uniti dall'unica fede. Vi auguro possiate sentire questo indirizzo di saluto non come un atto "dovuto", ma come un vero incontro di anime. Siamo la Chiesa di Dio.

 

Siamo famiglia! Al di là delle vicende personali, c'è un legame interiore che già ci unisce nel rapporto vivo con Gesù, e si approfondirà nella condivisione di un cammino pastorale e umano che si proietta verso il futuro. Sono felice di potermi mettere al passo con voi, facendo mia la vostra storia, imboccando la strada che il Signore traccia per noi, e che dovremo insieme individuare e percorrere lasciandoci illuminare dallo Spirito di Dio.

 

Un pensiero affettuoso e grato per quanti sono impegnati in prima linea, in virtù del sacerdozio e di altri ministeri pastorali, nel servizio del popolo di Dio. Carissimi, cosa potrei fare senza di voi? Vengo in umiltà a chiedervi di prendermi fin d'ora "a carico" della vostra preghiera. Ho fiducia che non mi lascerete mancare la vostra collaborazione. Vi chiedo di farmi spazio nel vostro cuore come a padre che desidera porsi a servizio, nell'attenzione e nella disponibilità verso ciascuno di voi.

 

Il pensiero si allarga a tutti i membri della comunità ecclesiale. Penso alle famiglie, agli anziani, ai giovani. Penso in modo speciale a quanti, per un motivo o l'altro, vivono situazioni di sofferenza.

 

Un deferente saluto alle autorità civili, con le quali mi riprometto di stabilire ogni possibile intesa, nel rispetto dei ruoli, al servizio del bene comune.

 

Un saluto per tutti gli uomini e donne di buona volontà, fossero anche lontani dalla fede. Vogliano gradire la mia più cordiale offerta di amicizia.

 

Saluto infine con speciale affetto i consacrati e le consacrate, che costituiscono una porzione tanto significativa del panorama ecclesiale della nostra comunità diocesana, e specialmente della Città di Assisi. A tutti voi, carissimi, il mio abbraccio.

 

In modo particolare il mio pensiero va ai figli di S. Francesco, portatori di un carisma che dopo otto secoli non attenua il suo fascino, facendo di Assisi un singolare laboratorio spirituale. Vengo, carissimi, con trasporto e fiducia ai luoghi santi da voi abitati e onorati, grato al Signore per aver collocato nella mia vita incontri e segni francescani che mi aiuteranno a sentirmi di casa tra di voi. Mi inserirò volentieri nell'antico solco da voi benemeritamente tracciato, per dedicarmi con voi, in armonia di intenti e di opere, alla cura pastorale dei tanti che vengono ad attingere alla perenne fonte di spiritualità sgorgata dalla straordinaria figura del Poverello.

 

Sia lodato l'Altissimo, onnipotente, bon Signore.

 

Ci accompagni Maria, "figlia e ancella dell'altissimo sommo Re".

 

A tutti, dico, in attesa di guardarvi negli occhi: pace e bene!

 

Domenico Sorrentino

Arcivescovo

 

Curriculum pastorale e accademico del nuovo vescovo


Mons. Domenico Sorrentino è stato ordinato sacerdote della diocesi di Nola il 24 giugno 1972.

 

Ha espletato numerosi incarichi: è stato collaboratore nella parrocchia Maria SS. della Stella a Nola, parroco di S. Giorgio Martire a Liveri ed assistente del Movimento Lavoratori dell' A. C., ha insegnato religione nel liceo vescovile parificato di Nola, è stato quindi direttore dell'Ufficio Catechistico, vicario episcopale per l'Evangelizzazione e la Cultura, canonico teologo e membro del Consiglio Presbiterale e del Collegio dei Consultori, direttore della Biblioteca diocesana "San Paolino", direttore e docente di Teologia dogmatica nell'Istituto Superiore di Scienze Religiose "Duns Scoto" di Nola.

 

Dal 1989 è stato docente di Teologia Dogmatica e Spirituale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale; dal 1992 ha prestato servizio presso la Prima Sezione della Segreteria di Stato. Il 17 febbraio 2001 è stato elevato all'episcopato come arcivescovo prelato di Pompei, il 2 agosto 2003 è stato nominato segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti; ha pubblicato numerosi volumi ed articoli in diverse riviste.

 

I problemi assisiati e la nomina

Una nuova normativa per i rapporti fra il nuovo vescovo e la famiglia francescana e nomina di un cardinal legato


Il ritardo della nomina del nuovo vescovo della diocesi di Assisi, al di là dei nostri interessi di carattere strettamente locale, è stato condizionato probabilmente dalla particolare situazione di Assisi e dall’esigenza di stabilire un "nuovo ordine"; la nomina di mons. Sorrentino infatti è stata oggetto di molti commenti sulla stampa regionale e nazionale, per un "motu proprio" con cui il pontefice Benedetto XVI l’ha accompagnata, e nel quale ha stabilito nuove disposizioni in merito ai rapporti fra la Curia Vescovile e le famiglie francescane della Porziuncola e del Sacro Convento presenti e attive nella città serafica.

 

Negli ultimi anni infatti si era verificato che, consapevolmente o inconsapevolmente, le stesse famiglie francescane, sono state a volte protagoniste di iniziative di rilevanza internazionale, travalicando e sconfinando dal piano strettamente pastorale, e creando anche motivi di imbarazzo nelle istituzioni; un esempio su tutti il solenne ricevimento che fu accordato all’ex ministro degli esteri di Saddam Hussein, Tareq Aziz.

 

Queste iniziative ed attività, d’ora in avanti, dovranno essere preventivamente concordate con i vari livelli della Conferenza Episcopale, Regionale e Nazionale, ed è prevista anche la nomina ad hoc di un cardinal legato; in questa prospettiva la scelta del nuovo vescovo è stata forse improntata anche all’esperienza da lui maturata in terra campana, come prelato emerito di Pompei, nella gestione dei rapporti con il santuario omonimo.

 

Sulla esistenza di questi problemi "assisiati" è stato esplicito del resto anche lo stesso vescovo uscente, mons. Sergio Goretti, il quale ha parlato apertamente delle difficoltà da lui incontrate in più occasioni, in relazione a certe iniziative intraprese dai frati francescani, delle quali egli veniva a conoscenza solo attraverso la stampa.

 

Da parte loro i francescani, hanno tenuto subito a mettere in evidenza la loro completa disponibilità ad adeguarsi con "spirito francescano" alle nuove direttive, per quanto di innovativo porteranno rispetto agli ordinamenti che, a suo tempo, erano stati concessi loro dal papa Paolo VI. A questo riguardo il custode del Sacro Convento, padre Coli, è stato lapidario: "Queste direttive che arrivano da Roma non si discutono: Al papa si obbedisce e basta".

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