L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 22 - 20 novembre 2005

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La vaccinazione nei

bambini in età scolare


Con l’avvicinarsi della consueta epidemia influenzale, i medici dovrebbero promuovere la vaccinazione non solo nei gruppi considerati a rischio (persone di età > di 65 anni e soggetti con malattie croniche), ma anche ad altri gruppi ed in primo luogo nei bambini dell’età scolare. I bambini di 5-9 anni rappresentano il gruppo con maggiore incidenza di malattia ed anche il gruppo che diffonde nel contesto famigliare l’influenza, specie ai nonni. Una copertura vaccinale di questo gruppo di età darebbe una herd immunity in grado di limitare di molto la circolazione del virus. Purtroppo, in Italia nel 2004 la percentuale di vaccinati nei soggetti dai 5 ai 14 anni è stata del solo 3,4%. Non solo i pediatri debbono essere criticati per questo. L’intera categoria medica si vaccina poco. La percentuale di copertura vaccinale del personale sanitario di assistenza é stata nel 2004 dell'8,2%, mentre la percentuale negli addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo (che quindi potrebbe essere veicolo di contagio) é stata del solo 2,5%.

 

A livello mondiale l’influenza colpisce il 5-10% degli adulti e il 20-30% dei bambini.

 

L'influenza rappresenta la terza causa di morte per malattie infettive in Italia dopo AIDS e TB, che ogni anno provoca almeno 5 milioni di casi (8 milioni in anni di picco), ed ha ripercussioni sanitarie ed economiche rilevanti sia per la collettività che il singolo individuo. Sul piano economico, l'assenteismo lavorativo e la perdita di giornate produttive rappresentano un costo rilevante, mentre l'ospedalizzazione e i farmaci utilizzati rappresentano una voce di spesa molto importante. Il motivo per cui fino ad ora non si é scelto di vaccinare l'intera popolazione é di natura economica per cui giustamente la vaccinazione viene offerta dal Ministero ad alcune categorie a rischio, ma ciò non vuol dire che non si debba promuovere la vaccinazione in altri gruppi come i bambini di età scolare, la cui copertura immunitaria rappresenterebbe un beneficio per la collettività.

 

Dr. Walter Pasini

Organizzazione Mondiale della Sanità

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