L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 22 - 20 novembre 2005

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La festa di Santa Barbara

 

di Giuseppe Pellegrini


La necessità di migliorare le condizioni di vita e lo spirito audace e operoso della nostra gente, ha spinto sempre i Sigillani ad emigrare in ogni luogo vi fosse un terreno da dissodare, una strada da aprire, un monte da forare, una miniera da sfruttare, pur di guadagnare da vivere. Sigillo, oltre essere una popolazione di emigranti, è anche un popolo che ha fornito intere generazioni di minatori, di persone che per guadagnarsi il pane scendevano nelle viscere della terra ad estrarre lignite o carbone; ma, innumerevoli sono coloro che vi hanno perso la vita, disseminati un po’ dappertutto, Svizzera, Belgio, Francia, Lussemburgo, Germania, ma la meta preferita dai Sigillani rimane sempre il Nordamerica e soprattutto gli Stati Uniti dove si è prevalentemente orientata la nostra emigrazione e dove esistono fiorentissime colonie sigillane, a Carbondale, Plains, Scranton, W.Barre, Iron Montain, Hibbing, Chicago, Nuw Jork, Lakwanna, S. Francisco, S. Josè, Detroit, Denver, Rochester, Old Forge, dove si trova perfino una via dal nome di "Taroli Street" perché abitata da molti delle famiglie Taroli. Tempra di lavoratori intelligenti, sobri, onesti, i nostri operai son ricercati ed apprezzati per il loro talento, attività e spirito di iniziativa ed alcuni si sono fatti strada dando vita ad aziende di grande rinomanza o giungendo ad alti poti di comando.

 

"Puoi andare dove ti pare, ma Sigillo lo cercherai sempre". Così siamo soliti dire, perché Sigillo è una grande passione. La voce del cuore è delicata, ma ha una potenza forte e invincibile. Per queste, ma per altre ragioni ringraziamo la Santa protettrice dei minatori perché: "Ci protegga dai perigli".

 

Così la volontà dei minatori ha reso possibile la costruzione della Cappellina alla santa patrona Barbara, lungo la strada della Sportella; era l’anno 1960, ma la benedizione solenne della chiesa, fatta dal vescovo e la deposizione della statua all’interno del santo luogo avvenne il giorno di Sant’Anna. Domenica 4 dicembre si è celebrata la festa con grande partecipazione di popolo, ma lo spettacolo stupendo è stato il ritorno della cara patrona nella cappellina a Lei dedicata. Dopo la messa vespertina, una folla innumerevole, come un fiume trattenuto a stento dalle case della parte superiore del Corso, tra lo scampanio festoso di S. Andrea e un coro osannante di fede, riportava la devota immagine verso la montagna. Dalla Rocca uno scenario indescrivibile si apriva agli sguardi: "fuochi innumerevoli, guizzanti, e i riflessi molteplici delle rocce e delle piante, lungo tutta la strada che porta alla Sportella e la via del Ranco che corre sotto la pineta".

 

Una serata indimenticabile, la prima di una tradizione che i minatori di Sigillo, perpetuano da quel giorno e che rappresenta il punto d’incontro tra le famiglie che stanno in Sigillo e i figli lontani. Così, la festa di Santa Barbara oltrepassa la devozione particolare di una parte tanto grande del nostro popolo, i minatori, per salire alla festa di tutto il paese e la festa di tutti i lavoratori sigillani.

SIGILLO

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