L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 22 - 20 novembre 2005 | |||||
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Monte Cucco: dentro la grotta una grande città
di Giuseppe Pellegrini Presso la cima di Monte Cucco, vi è la grotta più grande dItalia, almeno tra quelle che si conoscono. Penetrati nella grotta si trovano più gallerie, tutte incrostate di stalattiti. A volte le incrostazioni sembrano prendere forme che rievocano immagini reali: "sono il gusto e la fantasia dei visitatori a trovarvi le somiglianze più vicine a mostri antidiluviani, a belve della nostra e bella fauna più eterogenea, a soggetti più disparati e i più bizzarri".
Prima di entrare si passa sotto un ponte cui la fantasia popolare ha imposto il nome di "chiesa"; poi una sala ariosa e altissima, al cui centro sorge un elegante altare; fra le rocce isolate o attaccate alle pareti v'è chi individua unacquasantiera, chi una croce, chi addirittura un sacerdote genuflesso, né manca la campana che sembra dondolare al guizzante chiarore della lampada. Ecco più in là delle pietre miliari che pare indichino le tappe di unantica strada romana. Più giù un esercito di gnomi valica la montagnola che dà in un laghetto cristallino. Ecco, sospeso sul vostro capo un baldacchino dalla merlettatura finissima anche se ineguale. E, proseguendo ancora, sarcofaghi monumentali, anfore, piante strane, poltrone, figure paurose di giganti. Ed eccoci ancora in una sala grandiosa, tuttintorno ovattata di rocce spugnose simili a nuvolette sovrapposte. È qualche cosa che trasporta lo spirito in contemplazioni celestiali, facendo pensare alla grandezza di Dio, che anche negli anditi più nascosti della terra, ha creato bellezze che non hanno nulla da invidiare a quelle baciate dalla gloria del sole.
E così per quasi un chilometro, mentre un rado cadere di gocciole canta un inno che spande sulle cose la dolcezza di una musica lenta e malinconica, e al chiarore del gas, le pareti scintillano per nivea bianchezza di marmi, rifulgono per le creazioni di vetro o di salgemma, simporporano in morbidi tendaggi di sangue o si tingono, come le albe, nelle rosee colonne dalabastro, dove, alla fluente colata del carbonato di calcio si è unito il manganese. In alto invece le tenebre, per oltre cento metri nascondono altre bellezze architettoniche che per larditezza della costruzione e leleganza delle linee forse neppure Michelangelo avrebbe saputo eguagliare.
Non a caso queste zone, nellimmaginario collettivo e nella memoria della gente del luogo, sono scenario di straordinarie vicende, di leggende e di racconti fantastici. I disegni creati allinterno delle grotte hanno suggerito, nel corso del tempo, ai visitatori e agli esploratori, storie mai accadute, se non nella fantasia di chi guardava i disegni di roccia. La caverna di Montecucco non è certo seconda a nessuna, né per la varietà e per il numero dei soggetti, né per la grandiosità e lampiezza. A Montecucco si ammirano però le opere della natura nella loro rustica schiettezza, nella loro nuda prodigiosa creazione. | TERRITORIO | |||||
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