L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 22 - 20 novembre 2005

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La gita sociale delle Acli a Loreto e Fermo


L’Acli di Fossato di Vico propone, costantemente, all’attenzione degli iscritti, iniziative che ci coinvolgono, sempre più, a una comune crescita, civile e sociale. Ulteriore prova è stata la gita, il 6 novembre a Loreto, dove si sono integrati aspetti religiosi e culturali con quelli gastronomici, in un felice connubio tra saperi, sapori e relazioni umane. Nessun inconveniente, dalla partenza al ritorno, tutto è filato liscio, con il sorriso tranquillo dei partecipanti, e un traffico regolare, nonostante il grigio intenso delle nuvole, che non promettevano cambiamenti positivi.

 

Ai nostri occhi scorre il paesaggio di queste stupende Marche, addossate alla fascia appenninica, dove poi, gradualmente, le asperità cedono il posto a colli ridenti, a pianori ben coltivati, a centri industriali, commerciali, balneari e turistici, ben attrezzati. Arriviamo puntuali al Santuario Mariano della Madonna di Loreto, annualmente visitato da milioni di pellegrini, a cui ricorda il mistero dell’Incarnazione, compiutosi in quella che, da studi approfonditi, risulta essere stata la dimora nazaretana della Madre di Gesù. E’ a questa insigne reliquia che la Città di Loreto deve soprattutto la sua crescita culturale, artistica ed economica! La tradizione popolare narra di voli di Angeli che avrebbero trasportato la "Santa Casa" da Nazareth a Loreto, mentre, in realtà, si tratta, di traslazione, cioè di trasferimento dei materiali, (pietre"graffite", con cui è stata costruita), da parte di Giudei-Cristiani, dalla Terra Santa a Loreto, adottando l’abitazione di Maria a luogo di culto.

 

Indagini archeologiche, particolarmente accurate, su questa dimora lauretana, hanno verificato, infatti, tre singolari fenomeni: la mancanza di fondamenta proprie, la sua posizione originaria su una pubblica strada, il nucleo costituito di tre sole pareti, con pietre che non si trovano in Italia. Da testimonianze scritte di pellegrini in Terra Santa, risulta che, dal 1291, non esisteva più la dimora della Madonna a Nazareth, ma la sola grotta dove essa era appoggiata. L’ipotesi sopradescritta risulta realistica, perché ampiamente fondata e suffragata dalla certezze che si tratta proprio di un’abitazione, tipica della Palestina. Si deve la sua conservazione alla costruzione di un altro edificio, che lo protegge dalla sfida del tempo e degli agenti atmosferici. Infatti, intorno a questo "diamante", così chiamato da Santa Teresa del Bambin Gesù, viene costruita, dalla metà del secolo XIV, una maestosa Basilica, a cui rinomati architetti hanno apportato nei secoli, opere di consolidamento e di sostegno: Francesco di Giorgio Martini, geniale Maestro delle rocche militari, Bramante, Sansovino, Antonio Sangallo, che ne ha modificato lo stile, da gotico a rinascimentale. Numerosi artisti l’hanno ulteriormente arricchita con le loro opere.

 

Così siamo stati rapiti dalla facciata della Chiesa, con le sue Porte di bronzo e le scene dell’Antico e Nuovo Testamento, dall’interno della santa Casa, con la statua della Vergine, vestita di un manto, detto "dalmatica", e il Bambino, scolpiti su legno di cedro del Libano, albero dei Giardini Vaticani, e dipinti, forse per errore, in tinte scure, tanto da essere chiamata "Madonna Nera".

 

E che dire del Campanile, con le sue 9 campane, tra cui la Loreta, di ben 73 quintali, e, sul sagrato della Chiesa, del Monumento a Sisto V, della Fontana, opera di Giovanni Maderno e Giovanni Fontana? La piazza è abbellita ulteriormente dai solenni Palazzi Apostolico e Illirico. Una breve passeggiata al Corso e a Piazza Giovanni XXIII, dove, in lontananza, si sorprende, nella bruma, il mare, e, poi, la foto ricordo, dopo la partecipazione alla Santa Messa, ci rende tutti migliori nell’anima e ... affamati!

 

Partiamo, dunque, per Fermo, uno dei centri più rinomati della Regione, per il suo Duomo, che conserva, oltre a pregiati reperti archeologici, una meravigliosa icona greco-bizantina di Maria Vergine, del secolo XI, e la "Casula" di San Tommaso di Canterbury, splendidamente ricamata. Anche il Palazzo Comunale, con la Pinacoteca Civica, raccoglie varie opere di scuola marchigiana e veneta ma, soprattutto, si onora di ospitare una preziosa Natività del grande pittore Rubens.

 

Avremmo potuto visitare la Piscina Romana, con un Antiquarium di notevole valore, ma il tempo risulta tiranno, specialmente quando la buona tavola, con un pranzo a base di pesce, e una gradevole compagnia attirano. Si fa presto sera, in autunno, e ce ne ritorniamo nella nostra Umbria, felici di aver rivisto il Santuario di Loreto, considerato il segno di protezione per emigranti ed esuli che cambiano patria, (di questi tempi, ancora attuale!).

 

Siamo piacevolmente sereni ed appagati, per una giornata di festa vissuta insieme, in semplicità e umiltà nel condividere tempi ed azioni, canti e barzellette, riti religiosi e laici, senza quelle stonature, incoerenze e contraddizioni, noie e malumori che, purtroppo, facilmente, si vedono in generazioni più giovani. I capolavori artistici osservati, i colori del paesaggio naturale ed antropico, l’assenza dei rumori assordanti nelle vie di queste cittadine marchigiane, ci hanno donato una quiete tangibile, dove i colori, le luci, i suoni e le voci pacate, nonostante l’alto numero dei visitatori, si sono armonizzate in un affresco, che resterà, nella memoria, indelebile. Grazie all’Acli di Fossato e al suo staff, a tutti i soci!

 

Grazie al presidente Giovanni Pascucci!

 

Elisa Faraoni

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