L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 22 - 20 novembre 2005

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  CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (110)  

Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino


UNA BIZZARRA ESTATE DI SAN MARTINO

"L'estate fredda dei Morti?"

Macché! Qui si fa sul serio!


Abbiamo già accennato in diverse occasioni, a proposito dell’evoluzione del clima negli ultimi secoli, come la cosiddetta "estate di San Martino" - che il Pascoli definì l’estate fredda dei Morti - ormai non esista più. Si trattava, in effetti, di un periodo fra la prima e la seconda decade di novembre in cui prevalevano condizioni di tempo stabile e soleggiato, ma non caldo, visto che si erano ormai innescate dinamiche di tipo invernale, che oggi possono tutt’al più ritrovarsi nella prima decade di dicembre. Bel tempo, quindi, ma intense gelate notturne, neve (Per i Morti, la neve agli orti),venti di tramontana ed alberi ormai spogli. Inverno, insomma, più che estate. A coronamento del mese autunnale per eccellenza che era ottobre, il più piovoso fino al secolo scorso, il più ricco di perturbazioni atlantiche, di venti umidi occidentali e di neve sulle Alpi. Oggi è tutto slittato un mese in avanti ed è novembre il mese più piovoso in gran parte dell’Italia centro-settentrionale, mentre le prime gelate e le prime nevicate giungono non prima della seconda decade di dicembre.

 

L’estate "calda" dei Morti

 

Ebbene, quest’anno l’estate di San Martino è tornata, ma in una versione un po’ particolare, come molti di voi si saranno accorti. Non si tratta di un’estate fredda, ma di un’estate decisamente mite, per non dire calda: temperature diurne di poco inferiori ai 20°C, minime non troppo basse anche a causa delle fitte nebbie che riducono la perdita di calore verso lo spazio durante le ore notturne, venti deboli da regime tipicamente anticiclonico, rari episodi piovosi, dovuti al transito di pigre perturbazioni o di sistemi nuvolosi anche intensi - che producono danni anche gravi - ma di breve durata. E si aggiungano alberi non del tutto spogli, attività vegetativa che riprende, anche solo in parte, nelle varietà sempreverdi (Chi non ha notato le fotinie tornare a gemmare di rosso in questi giorni?), con un corollario di t-shirt, canottiere e persino costumi da bagno ritirati fuori in tutta fretta dalla naftalina.

 

Tutta questione di ... onde

 

Ma che succede? Sta arrivando la fine del mondo? Niente di tutto questo. E' semplicemente una questione di circolazione atmosferica un po’ ... pigra. Di solito, i mesi autunnali sono caratterizzati da scambi di calore fra le zone sub-tropicali, ancora molto calde, e le zone sub-polari, precocemente gelide. I contrasti giungono talvolta a provocare la formazione di grandissime onde, molto profonde, nelle quali l’aria calda sub-tropicale e l’aria fredda sub-polare (quella delle depressioni) si affrontano in un epico ed eterno conflitto. E questa lotta è davvero poderosa specialmente in alta quota, dove il contrasto termico fra questi due tipi di aria genera vorticosi fiumi d’aria, le cosiddette "correnti a getto". Insomma: a periodi relativamente caldi, si alternano giornate decisamente fredde. Questo è l’autunno. Ma quest’anno ancora il meccanismo non pare essersi innescato. I contrasti termici stentano a manifestarsi, l’aria fredda rimane confinata a nord, quella calda non sale di latitudine. Il risultato è che il nostro paese rimane in una posizione "di sicurezza", lontano dalle grandi onde di aria fredda polare, che hanno più l’aspetto di ondicine, più che di vere e poderose saccature. Il mare - in due parole - è più calmo che mosso, come dovrebbe essere.

 

Godete. Ma non troppo!

 

Questo che significa? Che quest’anno non farà freddo? No. Ma sicuramente che condizioni di tempo tardo-autunnale o invernale stenteranno ancora per un po’ di tempo ad affermarsi, col risultato di avere un mese di novembre più mite del normale (e forse meno piovoso), dopo almeno tre mesi con temperature più basse del normale. Godetevi, dunque, quest’ultimo tiepido sole novembrino, che non fa male alla pelle, perché i raggi ultravioletti sono non troppo forti (livello 2 contro gli 8-9 di luglio). Ma tenete a portata di mano l’ombrello.

 

Pierluigi Gioia

 


METEO

 

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