L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 22 - 20 novembre 2005

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URBANISTICA

L'agibilità degli edifici

Chiariti in una conferenza stampa i termini della questione

La data del 18 novembre verrà dilazionata


In questi giorni, presso l’Ufficio Tecnico del Comune di Gualdo Tadino e negli studi dei tecnici professionisti, è stato tutto un discutere sugli adempimenti che i proprietari degli immobili devono assolvere entro il 18 novembre per ottenere l’agibilità del proprio edificio. La maggior parte della gente pensava che il provvedimento riguardasse soltanto le nuove abitazioni o quelle ristrutturate. Invece così non è. Devono richiedere l’agibilità tutti i proprietari di immobili (case, uffici, negozi) che ancora non ce l’hanno e tutti coloro che, pur avendola, hanno effettuato delle modifiche o hanno cambiato la destinazione d’uso in parte o in tutto degli edifici. Il sindaco Angelo Scassellati e l’assessore all’Urbanistica Lucia Cappelletti hanno chiarito i termini della questione in una conferenza stampa. Ad uso della chiarezza per i nostri lettori semplifichiamo schematicamente quanto è emerso.

  1. Il provvedimento non è un’iniziativa del comune ma l’applicazione di una legge regionale del 18 febbraio 2004 che si rifà ad una legge nazionale del 1934 (art 222). Legge che riguarda, naturalmente, tutti i comuni dell’Umbria e che prevede, per gli inadempienti, una sanzione da un minimo di 80 ad un massimo di 500 euro, secondo certi parametri di valutazione.

  2. La legge non riguarda soltanto le costruzioni ristrutturate, ma tutte quelle che non hanno ancora un certificato di abitabilità o che, pur avendolo avuto a suo tempo, sono state successivamente interessate da modifiche e cambiamenti di destinazione d’uso.

  3. Il Comune di Gualdo invitò i cittadini a mettersi in regola con un avviso del 18 maggio scorso fissando una scadenza entro 180 giorni (18 novembre) entro la quale sarebbe stata applicata la sanzione minima di 80 euro. Decisione che, in qualche modo, viene presentata come tutela per i cittadini perché grazie a questa scadenza evitano di incorrere in sanzioni più onerose. Per gli edifici attualmente interessati da lavori di ristrutturazione (o per quelli nuovi) la scadenza è di 90 giorni dalla fine dei lavori stessi. Gli amministratori sono consapevoli delle difficoltà oggettive che i cittadini ed i tecnici incontrano nel cercare di rispettare tale data. Quindi gli amministratori dilazioneranno la scadenza per un certo periodo ancora da definire.

Naturalmente ogni cittadino può comportarsi come vuole. Quindi può anche non ottemperare. In caso di controlli, però, invece degli 80 euro, rischia di pagare sanzioni più severe, cioè fino a 500 euro in base alla tabella stabilita dalla Regione.

 

Questa è la cornice. Naturalmente dentro ci stanno una miriade di casi particolari che vanno definiti uno per uno. Le difficoltà maggiori le devono affrontare quanti sono proprietari di vecchie strutture sulle quali non sono stati fatti interventi. Che si fa se un impianto di illuminazione o un impianto di riscaldamento non è a norma? In tal caso basta un intervento minimo (ad esempio un salvavita) ma deve comunque essere presentata la certificazione da parte di un tecnico autorizzato.

 

Un ultimo aspetto, infine, riguarda la fiscalità: "L’Ufficio delle Imposte effettuerà dei controlli sulle abitazioni. Quindi il mio consiglio è quello di mettersi in regola subito almeno dal punto di vista fiscale" ha detto Scassellati.

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