L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 21 - 6 novembre 2005

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La caverna ossifera del Monte Cucco

 

di Giuseppe Pellegrini


10cavmcucco.jpg (18532 byte)Quando l’uomo fece la sua prima apparizione nel nostro territorio, lo trovò popolato di orsi, lupi, tigri, iene, rinoceronti ed altre belve feroci e selvagge. Oltre le razze ancora esistenti, a branchi vi erano tra le rigogliose foreste il cervus elaphus (comunemente detto cervo europeo, che superava il metro di altezza e corna molto ramificate, sino a 30 punte, la sua carne saporita era molto ricercata), esso era il "capo primigenio" della stirpe, proprio perché generato per primo, oltre ad altri mammiferi e specie di uccelli ora scomparse.

 

Ne fanno testimonianza le scoperte ed in particolar modo la "caverna ossifera di Monte Cucco", infatti, l’abitazione dell’uomo primitivo era nelle caverne, nei ripari sotto le rocce, in villaggi a fondi di capanna. Nella valle dello Scirca e sulle belle colline che circondano Sigillo si rinvennero testimonianze della loro presenza. La zona circostante "la sorgente dello Scirca", è chiamata "l’Orsaia" a testimonianza che in quella zona vi abitavano gli orsi.

 

L’ursus speleaus è un orso di dimensioni gigantesche, i cui resti fossili risalgono al periodo glaciale, alcuni resti di quest’esemplare, tra cui la testa, furono appunto trovati nelle Grotte dell’Orsaia. Altri resti d’animali, trovati nella caverna del Cucco, dove appunto esiste una zona che è chiamata "la galleria delle ossa", si trovano al Museo Paleontologico di Bologna.

 

Di questi resti animali, ne fa menzione Giovanni Battista Miliani, in una relazione pubblicata sul Bollettino del Cai, nel 1898; il Miliani dice che queste ossa furono portate al museo di Bologna, ad un suo amico professore per studiarle. Il risultato di tali studi non è a nostra conoscenza; ma le ossa non sono né a Sigillo, né a Costacciaro.

 

Di recente, è apparso un’articolo a cura del Gruppo Speleologico di Costacciaro, dove si diceva che erano state trovate delle ossa nella caverna del Monte Cucco e che queste erano state portate al museo di Perugia.

 

Nella legge regionale istitutiva del Consorzio Obbligatorio del Parco del Monte Cucco, si cita più volte l’istituzione, nei quattro comuni della fascia, di musei territoriali per la valorizzazione delle risorse locali, in altre parole a Sigillo doveva sorgere un museo paleontologico; a Costacciaro un museo speleologico; a Scheggia un museo archeologico, mentre a Fossato un museo della civiltà contadina.

 

Soltanto il Comune di Fossato, con iniziativa propria, e grazie al prof. Luigi Galassi, ha dato vita al museo della civiltà contadina. I fossili, donati dal dott. Brascugli, per ricordare la moglie dott. Anzia Mercuri, sostano a Villa Anita in attesa di mani pietose che possano collocarli in adeguate bacheche (circa 3.500 esemplari). Il Comune di Costacciaro, grazie al CENS, ha dato vita a qualche iniziativa speleologica. Mentre per Scheggia, dove di recente è venuta alla luce una necropoli di "sepolture longobarde", non si hanno notizie di ripresa dei lavori.

 

Nella guida Touring, finita di stampare nel marzo 2002, si legge: "Parco Monte Cucco, protegge un angolo intatto di natura umbra nell’alta valle del Chiascio, compreso tra gli Appennini e l’antica Via Flaminia, l’arteria voluta da Caio Flaminio nel 220 A. C., (ex Flaminia), per collegare Roma con l’Alto Adriatico, l’integrità ambientale del territorio hanno consentito il ritorno d’animali altrove rari o estinti, come il lupo, l’aquila reale, il gufo reale e il gambero di fiume. Significativa la presenza di daino, gatto selvatico, istrice, martora, martin pescatore, coturnice e trota fario (nella guida ci si dimentica del cinghiale?). Situato a brevissima distanza da Gubbio e Gualdo Tadino, il parco racchiude testimonianze del passato ...".

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