L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 20 - 23 ottobre 2005

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Ricordando Don Mario Nasoni


L’ultimo sacerdote con il talamo, il colbacco, il fischietto e un’ideale, è scomparso proprio un anno fa. Per l’anagrafe si chiamava Mario, ed era solito dire: "Ho il tempo di Papa Wojtyla" ad indicare l’anno della sua nascita. Quello che affascinava nel "personaggio don Mario" era la sua semplicità, dote rarissima, che unità all’umiltà dona un carisma particolare; l’uomo-prete si presenta con un’autenticità accogliente che permette di immaginare un approccio familiare e distaccato, al tempo stesso, attrae chi lo avvicina per raccontargli la propria vita.

 

Il sacerdote è un uomo che istruisce, incoraggia, difende i propri fratelli, un uomo che distribuisce a piene mani i tesori spirituali, un pioniere che apre la strada verso il regno dei cieli, un operaio che dalla tristezza conduce a Dio quelli che lottano contro la disperazione.

 

In questo mondo pieno di disonestà e cattiveria, don Mario ci ha indicato la strada che gli uomini devono percorrere; mentre il sacerdote è un’uomo che distribuisce a piene mani la carità, conduce i fanciulli al principio della vita, gli uomini nel fiore della giovinezza e della maturità, i vecchi ed i morenti all’alba della vita.

 

Questo era don Mario, un prete con la tonaca, che ha la stessa età del Santo Padre, il colbacco per ripararsi dai rigori dell’inverno sigillano, un cacciatore d’uomini con il fischietto per fermare le persone, ma che aveva un ideale della chiesa cattolica, diversa, una chiesa apostolica, una chiesa caritatevole, figlia del Vangelo. Questo è il sacerdote, questo era don Mario. Il 15 settembre, la sua famiglia, ad un anno dalla sua dipartita da questo mondo, lo ha voluto ricordare con una Santa Messa nella chiesa di Sant’Agostino, dove don Mario era cappellano.

 

Il 25 settembre, nella chiesa della Madonna del Soccorso, presso il Ponte Spiano, il sodalizio dell’antica Civiltà Contadina, nel continuare una tradizione secolare e con il permesso della famiglia, ha voluto allestire "la bancarella di don Mario", in pratica, i libri, appartenuti all’uomo Mario Nasoni, sono stati messi in vendita, dietro donazione personale. Il ricavato servirà per la nuova fabbrica, con campanile e sagrestia, che andrà ad abbellire la chiesa della Madonna, costruita sul terreno della famiglia Nasoni. Il rito religioso è stato ufficiato dal parroco don Luciano Eutizi, che ringraziamo per la sua disponibilità.

 

Walter Facchini

SIGILLO

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